Luana Zanella dei Verdi e femminista anti-Gpa: "Sì alla trascrizione dei figli di due lesbiche, non a quelli di due papà"
di Giovanna CasadioLuana Zanella, capogruppo dei Verdi-Sinistra alla Camera
“Nella trascrizione all’anagrafe dei bimbi di famiglie arcobaleno, la differenza c’è tra i figli di due mamme e quelli di due papà: sta nel ricorso alla maternità surrogata per le coppie maschili”. Luana Zanella è capogruppo dei Verdi-Sinistra alla Camera. Si smarca dal mainstream della sinistra, essendo del tutto contraria alla maternità surrogata.
Luana Zanella, lei è d’accordo con la differenza fatta dalla Procura di Milano tra coppie lesbiche e coppie di due papà nella trascrizione dei figli all’anagrafe?
“Non si tratta di essere d’accordo oppure no. La capisco. La Procura si attiene alla normativa vigente e alla giurisprudenza, in particolare alla sentenza 38162/2022 della Cassazione a sezioni unite. Dai sindaci c’è meno esitazione alla trascrizione anagrafica di un atto formato all’estero per i figli di due mamme, nati con la fecondazione eterologa, perché non è leso il principio di ordine pubblico. Diversamente dalla surrogata, la madre è “certa”, anche se in assenza di norme pre…
“Nella trascrizione all’anagrafe dei bimbi di famiglie arcobaleno, la differenza c’è tra i figli di due mamme e quelli di due papà: sta nel ricorso alla maternità surrogata per le coppie maschili”. Luana Zanella è capogruppo dei Verdi-Sinistra alla Camera. Si smarca dal mainstream della sinistra, essendo del tutto contraria alla maternità surrogata.
Luana Zanella, lei è d’accordo con la differenza fatta dalla Procura di Milano tra coppie lesbiche e coppie di due papà nella trascrizione dei figli all’anagrafe?
“Non si tratta di essere d’accordo oppure no. La capisco. La Procura si attiene alla normativa vigente e alla giurisprudenza, in particolare alla sentenza 38162/2022 della Cassazione a sezioni unite. Dai sindaci c’è meno esitazione alla trascrizione anagrafica di un atto formato all’estero per i figli di due mamme, nati con la fecondazione eterologa, perché non è leso il principio di ordine pubblico. Diversamente dalla surrogata, la madre è “certa”, anche se in assenza di norme precise, la confusione regna sovrana. Ma c’è anche la sentenza ultima della Corte europea dei diritti umani (Cedu), che ha respinto il ricorso di due coppie che avevano fatto la surrogata e invocavano la trascrizione automatica dell’atto di nascita, formato all’estero, del figlio. Il ricorso è stato respinto perché in Italia la trascrizione avviene per il genitore genetico, mentre per quello intenzionale è possibile accedere alla stepchild adoption, l’adozione in casi particolari, che comunque va riformata”.
Quindi la differenza anche per lei c’è?
“È una differenza radicale tra la situazione soggettiva delle madri lesbiche e le altre coppie gay o anche etero che ricorrano alla surrogata. È la maternità surrogata che fa la differenza, perché è una lesione dell’ordine costituzionale vigente. La Gestazione per altri è considerata dal nostro ordinamento, da tutte le sentenze di Cassazione e Consulta, un reato che lede la dignità della donna e il diritto della creatura a conoscere le proprie origini. La filiazione è riconosciuta attraverso il rapporto genetico o l’adozione: tertium non datur”.
La società è cambiata, non crede?
“Sì, certo. La Corte costituzionale però salvaguarda anche il principio che la madre è certa, che il figlio è figlio della donna che partorisce: il nostro diritto e la nostra etica sono costruiti su questo”.
In pratica lei sta ribadendo: sì trascrizione anagrafica automatica per i figli di due mamme, no per quelli di due papà?
“In una coppia lesbica c’è una madre che ha partorito un figlio. Se è sposata con matrimonio egualitario all’estero (in Italia non c’è il matrimonio egualitario) e hanno fatto la fecondazione eterologa, e c’è il consenso della cosiddetta madre intenzionale, la trascrizione automatica non può essere messa in discussione. In Italia bisognerebbe fare una legge che espliciti tutto questo. Aggiungo che le madri lesbiche utilizzano spesso il metodo “Ropa”, la madre gestante con ovulo dell’altra madre fecondata, che quindi è anche geneticamente tale”.
E per i figli di due papà?
“È tutto più complicato. Perché c’è il ricorso alla Gpa”.
Ponendo questa diversità, non viene meno il diritto dei bambini?
“Il padre genetico è riconosciuto, i bimbi non sono lasciati a se stessi perché una trascrizione c’è. Il problema nasce sul padre intenzionale. Lì subentra – e per me è giusto – la procedura di adozione in casi particolari, dove l’interesse della creatura è preminente. Vanno accelerati i tempi”.
Lei è una eco-femminista, la sua è una posizione urticante per la sinistra.
“Il mio è un approccio non ideologico. Si tratta di trovare una soluzione, non portando le famiglie arcobaleno nel caos. Inoltre credo che ci sia un tema che resta fuori”.
Quale?
“Quello dei genitori etero che ricorrono alla surrogata. Io sto lavorando a una proposta di legge sulla filiazione e le adozioni”.
Non trova persecutorio modificare gli atti anagrafici di bambini che hanno sei, sette anni? La ministra Roccella pensa a una sorta di sanatoria per i già nati.
“È una conseguenza della sentenza della Cassazione. Alla ministra Roccella dico: venga in aula a spiegare cosa intende perché non si tratta di un condono edilizio o fiscale”.
Alla Gpa è fermamente contraria?
“Sì. Però il reato universale che vuole la destra non raggiunge l’obiettivo e semplicemente rende la vita più difficile a tutti”.