Un tweet, per dire in pubblico a Matteo Renzi quel “no” che in privato il leader di Italia viva non aveva voluto ascoltare. È la via che Ettore Rosato sceglie per rifiutare un incarico nel partito che l’ex premier cercava di imporgli. Rosato, fedelissimo di Renzi sin da quando era premier da segretario del Pd, esce allo scoperto nella serata di giovedì. Il leader di Iv aveva infatti deciso di nominare il deputato, in vista del congresso in autunno, tra i componenti della cabina di regia e del comitato per le regole. Con una lettera inviata ieri a tutti i componenti dell’assemblea nazionale di Italia viva: tra i nomi scelti, per il comitato delle regole, anche quello di Rosato. Scelta che non è piaciuta al diretto interessato.
“Caro Matteo, ho appreso da una mail di essere membro del comitato delle regole del congresso”, si legge nel tweet in cui Rosato prende nettamente e pubblicamente le distanze dal leader di Iv. “Ti avevo detto, anche personalmente – prosegue – che non ero disponibile. Mi sembra inutile riepilogare qui i motivi. Poco male, non ci siamo capiti, dopo tanti anni può succedere. Un abbraccio e buon lavoro a tutti gli amici, io sono qui a dare una mano come ho sempre fatto”.
Rosato non aggiunge altro, mette a verbale la sua posizione, non risponde ai tanti commenti in calce al suo tweet.
La cabina di regia
A presiedere la cabina di regia è Renzi, che ha chiesto a Raffaella Paita di ''essere la coordinatrice nazionale'' e ha nominato membri di questo organismo Teresa Bellanova, Elena Bonetti, Alessia Cappello, Donatella Conzatti, Vittoria Nallo e Giulia Pigoni. Fanno parte della cabina anche Davide Bendinelli, Ciro Buonajuto, Filippo Campiotti, Mario Polese, Marco Ricci e Ivan Scalfarotto,
Il comitato per le regole
Per il comitato delle regole, spiega Renzi, "ho chiesto di farne parte”, oltre a Rosato, “a Maria Elena Boschi, Silvia Fregolent, Maria Chiara Gadda, Naike Gruppioni, Claudia Medda, Sara Moretto, Anna Maria Parente, Daniela Sbrollini, Noemi Scopelliti e Marietta Tidei”. Tra i componenti ci sono anche Francesco Bonifazi, Nicola Caputo, Camillo D'Alessandro, Davide Faraone, Ernesto Magorno, Luigi Marattin, Luciano Nobili, Tommaso Pellegrino e Giampiero Veronesi.