✕

Il documento-appello dei pacifisti all’Ue: dare protezione e asilo politico ai cittadini russi che non vogliono arruolarsi

Il testo, firmato dal Movimento nonviolento e dal Movimento internazionale della riconciliazione, destinato alla Commissione europea e Europarlamento. Dall’inizio della guerra i casi di abbandono sono stati pù di mille
2 minuti di lettura

L’appello internazionale è firmato anche da due importanti realtà pacifiste italiane, cioè il Movimento nonviolento e il Movimento internazionale della riconciliazione. A Commissione europea e Parlamento europeo si chiede una cosa semplice: fornire protezione e asilo politico a obiettori di coscienza e disertori dell’esercito russo. 

Questo perché, si legge nel documento, “il regime di Vladimir Putin ha stabilito dei meccanismi per perseguitare quei cittadini russi che si rifiutano di partecipare all'invasione su larga scala dell'Ucraina e alle operazioni di combattimento sul suo territorio, che cercano di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare e che disertano o si arrendono. Tutto ciò significa che il regime ha la possibilità legale di inviare con la forza un gran numero di cittadini russi in una guerra criminale in qualsiasi momento”.

Le norme russe

Tra leggi federali e pronunciamenti della Corte suprema, dall’inizio dell’invasione in Uc…

L’appello internazionale è firmato anche da due importanti realtà pacifiste italiane, cioè il Movimento nonviolento e il Movimento internazionale della riconciliazione. A Commissione europea e Parlamento europeo si chiede una cosa semplice: fornire protezione e asilo politico a obiettori di coscienza e disertori dell’esercito russo. 

Questo perché, si legge nel documento, “il regime di Vladimir Putin ha stabilito dei meccanismi per perseguitare quei cittadini russi che si rifiutano di partecipare all'invasione su larga scala dell'Ucraina e alle operazioni di combattimento sul suo territorio, che cercano di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare e che disertano o si arrendono. Tutto ciò significa che il regime ha la possibilità legale di inviare con la forza un gran numero di cittadini russi in una guerra criminale in qualsiasi momento”.

Le norme russe

Tra leggi federali e pronunciamenti della Corte suprema, dall’inizio dell’invasione in Ucraina in Russia l’obiezione di coscienza è stata di fatto resa impossibile. I militari sono privati della possibilità di lasciare il servizio militare di propria volontà mentre sono mobilitati o sotto contratto, costretti a rimanere al fronte e a combattere fino a quando non vengono uccisi o feriti gravemente. Esiste persino la presunzione di colpevolezza per coloro che sono stati fatti prigionieri. Nel contempo ad oggi non esistono linee guida generali europee per la protezione di obiettori di coscienza, disertori, persone che si arrendono volontariamente o prigionieri di guerra.

Le richieste

Le organizzazioni pacifiste – alcune delle proponenti sono proprio russe - propongono diversi punti. Tra gli altri: considerare il riconoscimento della guerra della Russia contro l'Ucraina come crimine contro la pace per chiarire lo status umanitario degli obiettori di coscienza e dei disertori russi che, “come parte del loro diritto alla libertà di coscienza, rifiutano di partecipare alla guerra criminale”; sviluppare e adottare un approccio comune alla fornitura di protezione internazionale per i cittadini russi che sono minacciati di azioni penali o sono perseguiti per aver esercitato il loro diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare; dare consulenze e sostegno, “anche di tipo finanziario”, a organizzazioni e iniziative specializzate nell'evacuazione dalla Russia, nella creazione di una rete di accoglienza, nell'assistenza legale e in altre misure a sostegno di chi non vuole indossare la divisa.

I numeri

Il documento-appello cita poi i numeri del media indipendente russo Mediazona: dall'annuncio della mobilitazione nell'autunno del 2022 fino al maggio del 2023, sono stati presentati ai tribunali militari della guarnigione russa circa 1.500 casi contro militari. Ci sono stati 1.347 casi di abbandono non autorizzato di un'unità militare, 81 casi di inosservanza degli ordini e 26 casi di diserzione. Il numero di cittadini arruolati per il servizio militare obbligatorio e che fanno domanda per quello civile alternativo non supera i 1.500 all'anno, e il 47 per cento delle domande viene respinto. Non sono noti né il numero di domande né la percentuale di rifiuti per le persone mobilitate.

La stima preliminare dei proponenti rispetto al numero di cittadini che avrebbero bisogno di protezione non supera le 2-3 mila persone all'anno. Ma grazie a queste garanzie internazionali, forse si potrebbe aprire una breccia nella società russa e nella propaganda che è costretta a subire. 

Leggi i commenti