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Aumenta lo stipendio per i capigruppo di Montecitorio: indennità extra di 1.200 euro netti. M5S vota sì con la destra, il Pd: noi rinunciamo

Aumenta lo stipendio per i capigruppo di Montecitorio: indennità extra di 1.200 euro netti. M5S vota sì con la destra, il Pd: noi rinunciamo
(ansa)
Lo ha deciso l’ufficio di presidenza della Camera. “Non l’abbiamo votato e lo rifiutiamo”, annunciano a Repubblica fonti del Nazareno. Il Movimento: “Anche noi non lo incasseremo”. Stessa cosa Foti di FdI
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“Noi ci rinunciamo: Chiara Braga non ha votato sì e non prenderà l’extra”, annunciano a Repubblica fonti del Pd. Rinunciare a cosa? All’aumento di stipendio per i presidenti dei gruppi parlamentari di Montecitorio. La notizia è di oggi pomeriggio: secondo quanto è stato appena disposto, riceveranno dalla Camera una indennità aggiuntiva pari a quella già erogata ai presidenti di commissione: 2.226,92 euro lordi al mese, 1.269,34 euro netti. L'indennità arriverà anche per i presidenti delle componenti del gruppo Misto, ma sforbiciata della metà. Lo ha deciso l'ufficio di presidenza di Montecitorio con una delibera, la 45/2023, di cui l'Ansa ha preso visione. Per il 2023 l'indennità aggiuntiva sarà a carico dei bilanci dei singoli gruppi parlamentari. Dal 2024 sarà erogata direttamente dalla Camera.

A favore ha votato il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, mentre Pd con Chiara Braga, Verdi-Sinistra e Roberto Giachetti di Iv si sono astenuti. Il partito di Giuseppe Conte però ora spiega: abbiamo votato sì, perché siamo riusciti a ottenere che le risorse complessive per i gruppi non aumentassero. E da Campo Marzio aggiungono: anche noi comunque ci rinunceremo. Francesco Silvestri, capogruppo M5S alla Camera, fa sapere: “In linea con la mia storia personale e quella del Movimento, non mi avvarrò in alcun modo di questo aumento e farò in modo che le risorse, proprio come prima che questa delibera divenisse effettiva, vengano utilizzate per lo svolgimento delle nostre battaglie politiche”. 

Anche Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, riferisce di voler rinunciare all’indennità: "L'ufficio di presidenza della Camera ha stabilito, senza alcun voto contrario, di attribuire ai capigruppo, un'indennità pari a quella percepita dai presidenti di Commissione, la più bassa tra quelle in vigore. Con una sostanziale differenza: quella riconosciuta ai capigruppo non comporta alcun aggravio di spesa al bilancio della Camera. Tuttavia, ritengo che sia giusto lasciare ai destinatari della misura la possibilità di rinunciare alla stessa, cosa che faccio senza difficoltà alcuna".

Le risorse per l’extra saranno prelevate dal contributo concesso ai gruppi parlamentari e dunque, viene spiegato da fonti della Camera, l'operazione è ad invarianza di spesa rispetto al bilancio complessivo di Montecitorio. Non ci saranno spese aggiuntive. Ma una busta paga più pesante per i capigruppo.

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