“Legalizzare la maternità surrogata in Italia”. L’emendamento che manda in fibrillazione il Pd
di Lorenzo De CiccoLa domanda la pone Riccardo Magi, via Repubblica: “Ci aspettiamo che altri gruppi progressisti votino il nostro emendamento. Il Pd che farà? Voterà per legalizzare la gestazione per altri, solidale, in Italia?”. L’interrogativo, informalmente, già se lo pongono da 48 ore nel Pd. Anche la capogruppo, Chiara Braga, ne è al corrente. Di tempo per decidere ne è rimasto poco: salvo cambi di agenda, la prossima settimana, fra martedì e mercoledì, dovrebbe approdare nell’Aula della Camera il disegno di legge della destra per rendere la Gpa reato universale. Sulla proposta della maggioranza di Meloni, va detto, il Pd è compatto: voterà convintamente contro. “Non va reso reato universale”. Ma il punto, con l’emendamento a prima firma di Magi, segretario di +Europa, ora rischia diventare un altro: cioè come voteranno i democratici sulla proposta (che sicuramente sarà cassata) di rendere legale la gestazione per altri?
Un voto simbolico, ma spinoso, per il Nazareno. Alessandro Zan, che oltre ad …
La domanda la pone Riccardo Magi, via Repubblica: “Ci aspettiamo che altri gruppi progressisti votino il nostro emendamento. Il Pd che farà? Voterà per legalizzare la gestazione per altri, solidale, in Italia?”. L’interrogativo, informalmente, già se lo pongono da 48 ore nel Pd. Anche la capogruppo, Chiara Braga, ne è al corrente. Di tempo per decidere ne è rimasto poco: salvo cambi di agenda, la prossima settimana, fra martedì e mercoledì, dovrebbe approdare nell’Aula della Camera il disegno di legge della destra per rendere la Gpa reato universale. Sulla proposta della maggioranza di Meloni, va detto, il Pd è compatto: voterà convintamente contro. “Non va reso reato universale”. Ma il punto, con l’emendamento a prima firma di Magi, segretario di +Europa, ora rischia diventare un altro: cioè come voteranno i democratici sulla proposta (che sicuramente sarà cassata) di rendere legale la gestazione per altri?
Un voto simbolico, ma spinoso, per il Nazareno. Alessandro Zan, che oltre ad avere fatto dei diritti Lgbt+ una battaglia di vita è anche responsabile del tema nella segreteria di Elly Schlein, è riuscito finora a tenere unito il corpaccione del partito, cioè sul fatto che il Pd propone sì il matrimonio egualitario e le trascrizioni dei figli delle coppie omogenitoriali, ma senza chiedere formalmente la legalizzazione della Gpa. Ma ora, con l’emendamento che verrà messo ai voti, toccherà prendere una qualche posizione.
I cattolici dem, si sa, sono arci-contrari. Schlein alla prima conferenza stampa aveva osato dire che “personalmente” era favorevole, attirandosi una gazzarra di polemiche. Naturalmente Zan, sempre personalmente, è favorevole, come altri che nel Pd hanno sposato il nuovo corso. Ma finora si poteva dribblare la questione esponendo in linea teorica le proprie posizioni. Adesso, fra qualche giorno, tocca andare alla conta.
Dunque che fare? Magi spinge perché il Pd non abbia timidezze al riguardo. Anche perché il suo emendamento – che è tra i “segnalati”, dunque va messo ai voti - consentirebbe esclusivamente la Gpa “solidale” seguendo la proposta elaborata dall’Associazione Coscioni, dunque senza transazioni economiche con l’eccezione di “tutti i costi relativi alla gravidanza e al parto”. E varrebbe “per la persona o la coppia di persone conviventi, coniugate o unite civilmente che intendano assumersi la responsabilità genitoriale e che non possano condurre una gravidanza o portarla a termine per ragioni medico-fisiologiche o per situazioni personali”.
La gestante, è scritto nell’emendamento, “deve essere una donna che decide altruisticamente, non a fini commerciali, in maniera libera, autonoma e volontaria. Deve, altresì, avere un reddito superiore a un certo limite minimo, al fine di evitare casi di sfruttamento”. “Il modo migliore per evitare abusi e commercializzazioni è avere una regolamentazione chiara. Dire no al reato universale mantenendo il reato come ora significa dire, un po’ ipocritamente, continuate a farlo all'estero”.