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Italia Viva in subbuglio, voci di addio: da Rosato a Bonetti e Bellanova, anche i fedelissimi sono insofferenti con Renzi

Matteo Renzi, leader di Italia Viva

 
Tensione nel partito, tra accuse di “fuoco amico” e di “personalizzazione” del progetto politico: l’ex coordinatore e l’ex ministra erano stati segnalati vicini a Forza Italia
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ROMA - Non è vero che Ettore Rosato sia disposto già sabato, al consiglio nazionale di Forza Italia, ad annunciare il suo passaggio con Antonio Tajani dando l’addio a Matteo Renzi. Rosato, ex coordinatore di Italia Viva, friulano, centrista che guarda a destra, ha concordato la smentita proprio con Renzi, dopo uno scambio di messaggi. “Tutte balle”, assicura.

Non è vero che Elena Bonetti sia pronta a dare l’addio anche lei a Renzi in accordo con l’altro renziano Luigi Marattin. Però l’ex ministra delle Pari opportunità e della Famiglia e l’ex presidente della commissione Bilancio, stanno a disagio nel partito di Renzi. Italia Viva doveva spaccare il bipolarismo italiano in una combine Renzi-Calenda. Il percorso del Terzo Polo è finito malamente. E quindi Bonetti afferma che gli addii, in particolare il suo verso Forza Italia, sono “voci fatte uscire da fuoco presunto amico interno, per screditare”. Perché “il dissenso si paga”. E il dissenso di Bonetti, come spiega lei stess…

ROMA - Non è vero che Ettore Rosato sia disposto già sabato, al consiglio nazionale di Forza Italia, ad annunciare il suo passaggio con Antonio Tajani dando l’addio a Matteo Renzi. Rosato, ex coordinatore di Italia Viva, friulano, centrista che guarda a destra, ha concordato la smentita proprio con Renzi, dopo uno scambio di messaggi. “Tutte balle”, assicura.

Non è vero che Elena Bonetti sia pronta a dare l’addio anche lei a Renzi in accordo con l’altro renziano Luigi Marattin. Però l’ex ministra delle Pari opportunità e della Famiglia e l’ex presidente della commissione Bilancio, stanno a disagio nel partito di Renzi. Italia Viva doveva spaccare il bipolarismo italiano in una combine Renzi-Calenda. Il percorso del Terzo Polo è finito malamente. E quindi Bonetti afferma che gli addii, in particolare il suo verso Forza Italia, sono “voci fatte uscire da fuoco presunto amico interno, per screditare”. Perché “il dissenso si paga”. E il dissenso di Bonetti, come spiega lei stessa, è “tema politico, per non affrontare il quale, la buttano sul gossip”.

Ma tutto vero è il disagio che i fondatori di Italia Viva stanno attraversando. Non si tratta di figure secondarie, su cui Renzi possa fare orecchie da mercante. Ma di politici che hanno contribuito a creare il partito renziano. Teresa Bellanova ad esempio, l’ex ministra e pasionaria, che ha seguito Renzi in tutte le giravolte, dalla scissione dal Pd alla federazione del Terzo Polo fino all’ultimo divorzio dal partner Carlo Calenda, si è defilata. Ha detto nelle scorse settimane che è il progetto politico a mancare e che se si punta tutto sulla personalizzazione, a poco a poco perdendo carisma, le cose sono destinate a finire. Lei resterà in Italia Viva? Nei giorni scorsi ha già risposto: “A me piace fare politica, non la dama di compagnia”.

Quando Renzi post assemblea del partito a Napoli ha nominato Raffaella Paita coordinatrice di Italia viva, molti altri big hanno cominciato le manovre di allontanamento, contestando il metodo più che la scelta. E’ lì che Bonetti alla domanda se stava valutando di lasciare il partito renziano ha risposto: “Non ci sto pensando, il mio obiettivo rimane fare il centro. Io vado avanti sulla stessa strada, se poi mi voltassi e i miei compagni di strada non ci fossero più…”. Marattin dal canto suo insiste sulla prospettiva politica: “Nessun passaggio a altri partiti, ma alcuni di noi hanno posto problemi politici e infatti faremo il congresso a ottobre”. Per ora? “Siamo in vigile attesa”.

Intanto Bonetti è attesa oggi alla riunione di Beppe Fioroni e Giorgio Merlo che lancia a Roma il progetto politico dei Popolari uniti. La presa di distanza da Iv sembra nei fatti. Come quella di Rosato che ha declinato la decisione di Renzi di prendere parte al comitato per le regole di Iv. Il leader di Iv l’aveva inserito a sua insaputa, ha rimarcato Rosato, che perciò ha detto “grazie, ma no”.

Non ora quindi, ma gli addii potrebbero essere all’orizzonte, a meno che Renzi non riesca a ribaltare la situazione che è sfilacciata e che vede anche Davide Faraone, che pure è un fedelissimo renziano, in sofferenza.

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