Calenda dà il benvenuto all’ex dem D’Amato: “Ci saranno altri arrivi. Obiettivo essere gli eredi di Draghi”
di Giovanna CasadioCarlo Calenda e Alessio D'Amato
(ansa)Il modello è Draghi. Il rimpianto sono le politiche di Draghi. E l’obiettivo è essere i “draghiani” d’Italia. Non si sa come correranno alle europee (in lista da soli o con Renzi), ma Azione di Carlo Calenda intanto ingrossa le file. Ha aderito Alessio D’Amato, l’ex assessore alla Sanità del Lazio che ha gestito la migliore campagna vaccinale dell’epoca Covid, e che ha lasciato il Pd tra le polemiche. Ma soprattutto, presentando il neo arrivato, Calenda in conferenza stampa al Senato ribadisce che altri ce ne saranno. Anzi ci tiene a precisare che “questo sarà un processo lungo che si è messo in moto e molti altri arrivi ci saranno nei prossimi mesi e noi ne siamo contenti”. Non una campagna acquisti, ma la creazione di una casa dei riformisti. Non lo cita, ma a promuovere una “campagna acquisti” negli ultimi mesi è stato piuttosto Matteo Renzi, in una competizione tra ex terzopolisti per incrementare i renziani nel gruppo dei senatori, ad esempio.
E, tanto per esemplificare Calenda in…
Il modello è Draghi. Il rimpianto sono le politiche di Draghi. E l’obiettivo è essere i “draghiani” d’Italia. Non si sa come correranno alle europee (in lista da soli o con Renzi), ma Azione di Carlo Calenda intanto ingrossa le file. Ha aderito Alessio D’Amato, l’ex assessore alla Sanità del Lazio che ha gestito la migliore campagna vaccinale dell’epoca Covid, e che ha lasciato il Pd tra le polemiche. Ma soprattutto, presentando il neo arrivato, Calenda in conferenza stampa al Senato ribadisce che altri ce ne saranno. Anzi ci tiene a precisare che “questo sarà un processo lungo che si è messo in moto e molti altri arrivi ci saranno nei prossimi mesi e noi ne siamo contenti”. Non una campagna acquisti, ma la creazione di una casa dei riformisti. Non lo cita, ma a promuovere una “campagna acquisti” negli ultimi mesi è stato piuttosto Matteo Renzi, in una competizione tra ex terzopolisti per incrementare i renziani nel gruppo dei senatori, ad esempio.
E, tanto per esemplificare Calenda indica la provenienza delle personalità politiche che siedono con lui in conferenza stampa: i popolari e democratici dell’ex pd, Matteo Richetti; i popolari di destra dell’ex forzista Mariastella Gelmini, oltre al dem D’Amato. Un mix di culture politiche liberali, socialiste, repubblicane, riformiste che per il leader di Azione hanno un rimando ideologico e concreto in Mario Draghi, l’ex premier che ha guidato un governo di salute pubblica.
Rimarca: “Azione si conferma il luogo in cui le persone parlano di come risolvere i problemi, si ispirano a valori della Costituzione. L’Italia è stata distrutta da questo bipolarismo che va chiuso una volta e per sempre”. Bipolarismo che è “tra la destra estrema e la sinistra massimalista”. Nel progetto politico di Calenda l’altro tassello riguarda “l’etica dei comportamenti”, quindi nessun conflitto d’interessi e tenere fede alle proprie posizioni, perché non può essere che dall’opposizione si dica una cosa e una volta al governo se ne faccia un’altra, come fa Giorgia Meloni. Ma l’opposizione di Azione è sempre nel merito, perciò “la riforma dell’abuso d’ufficio la votiamo”, mentre l’appello alla pace fiscale di Matteo Savini è “indegno e in un Paese civile gli si chiederebbero subito le dimissioni”.
Rincara Matteo Richetti, capogruppo alla Camera: “Serve un partito che rimetta in testa all'agenda politica le questioni legate alla cura, al lavoro, all'istruzione e che lo faccia con proposte concrete capaci di unire tutti i riformisti. Lo abbiamo fatto sulla sanità, lo abbiamo fatto sul salario minimo. E con l'ingresso di Alessio D’Amato, lo facciamo in maniera ancora più forte e credibile”. D’Amato poi rivendica la sua scelta di addio al Pd (“L’ho fatta in modo leale, Schlein né altri della segreteria mi hanno chiamato”) e si dice convinto che “dal Pd molti altri faranno la mia stessa scelta, dai messaggi che ricevo così mi sembra”.