Barricate per il salario minimo, l’opposizione frena il blitz della Destra
di Giovanna CasadioROMA — La destra, all’angolo sul salario minimo, decide di forzare. Vuole votare subito per seppellire il salario minimo, senza neppure la cerimonia del dibattito. Non vuole lasciare tempo alle opposizioni di organizzare un ostruzionismo parlamentare. Il fronte unito del centrosinistra riesce, con interventi a valanga, a far slittare lo scrutinio che affosserebbe la proposta unitaria per fissare la soglia a 9 euro l’ora. E così la maggioranza convoca, a sorpresa in seduta notturna, la commissione Lavoro. Il sospetto è che punti al blitz, per chiudere la partita.
Ma il colpo di mano non riesce: la battaglia proseguirà oggi. Il Pd presidia infatti la commissione e si presenta in massa, capeggiato da Elly Schlein, di rientro da un vertice Pse a Bruxelles. La segretaria dem chiede la parola. E attacca: «Con che faccia vi rivolgerete alle famiglie, ai 3 milioni e mezzo di lavoratori poveri dopo avere approvato l’emendamento soppressivo della legge. Noi vi chiediamo di ritirarlo, di guardar…
ROMA — La destra, all’angolo sul salario minimo, decide di forzare. Vuole votare subito per seppellire il salario minimo, senza neppure la cerimonia del dibattito. Non vuole lasciare tempo alle opposizioni di organizzare un ostruzionismo parlamentare. Il fronte unito del centrosinistra riesce, con interventi a valanga, a far slittare lo scrutinio che affosserebbe la proposta unitaria per fissare la soglia a 9 euro l’ora. E così la maggioranza convoca, a sorpresa in seduta notturna, la commissione Lavoro. Il sospetto è che punti al blitz, per chiudere la partita.
Ma il colpo di mano non riesce: la battaglia proseguirà oggi. Il Pd presidia infatti la commissione e si presenta in massa, capeggiato da Elly Schlein, di rientro da un vertice Pse a Bruxelles. La segretaria dem chiede la parola. E attacca: «Con che faccia vi rivolgerete alle famiglie, ai 3 milioni e mezzo di lavoratori poveri dopo avere approvato l’emendamento soppressivo della legge. Noi vi chiediamo di ritirarlo, di guardare in faccia la realtà. Affrontiamo la questione insieme». La leader dem squaderna il tema che ha unito il ‘campo largo’ e che vede favorevole «il 75% degli italiani». Spiega come la proposta di salario minimo rafforzi la contrattazione collettiva e stabilisca una soglia sotto la quale non si può e non si deve andare: «Sotto i 9 euro è sfruttamento, non può essere legale». Conclude con un appello: «Penso, cara maggioranza e cari colleghi, che interessi a tutti perché continua ad aumentare la percentuale di astensione, di più tra le persone in povertà che hanno smesso di crederci, a noi e a voi».
La destra però resta ferma nella sua posizione: approvare l’emendamento soppressivo che, in un colpo solo, spazzerà via la legge di tutte le opposizioni unite (con l’eccezione di Renzi). Pd, M5Stelle, +Europa, Verdi-Sinistra, Azione questa volta sono un osso duro. Interviene, nella seduta serale di ieri, anche il verde Angelo Bonelli: «Sono qui contro il colpo di mano della maggioranza». Mentre Giuseppe Conte, il capo dei 5Stelle e il segretario di Si, Nicola Fratoianni parleranno oggi. Sarà showdown.
Un’altra giornata caldissima, dopo quella di ieri. Che inizia così: «Caronte surriscalda fuori, ma anche qui dentro», la battuta. Arturo Scotto, il capogruppo dem in commissione Lavoro, chiede a inizio riunione una scorta d’acqua perché tutti i deputati si iscrivono a parlare. Del resto le voci che arrivavano da fuori accendono ancora di più lo scontro. Una, in particolare. Antonio Tajani, il segretario di Forza Italia, vicepremier e ministro degli Esteri, all’Assemblea di Coldiretti, lapidario: «In Italia il salario minimo non serve: serve un salario ricco, perché non siamo nell’Urss in cui tutti avevano lo stesso salario».
Una miccia. Parole che cozzano con la notizia dell’inchiesta della Procura di Milano sull’istituto di vigilanza Mondialpol e i 5 euro lordi all’ora pagati ai lavoratori. E si scontrano con i dati Istat e Svimez sul lavoro povero. «Negli Stati Uniti c’è il salario minimo e nel 2015 in Germania è stato introdotto da quella pericolosa bolvescevica di Angela Merkel», risponde a Tajani in commissione l’ex ministro Andrea Orlando. Il salario minimo è una misura europea, sottolinea Schlein. Stefano Bonaccini twitta: «Usano argomentazioni che nemmeno al bar». Carlo Calenda, il leader di Azione: «Tajani ha detto una imbecillità e sorprende che un ministro degli Esteri non conosca che c’è in tutti i Paesi del G7». Conte denuncia: «A Tajani e Forza Italia lasciamo le battaglie per i soliti privilegiati, noi continueremo a lottare per quasi quattro milioni di lavoratori che non arrivano a guadagnare neanche 9 euro l’ora. Meritano rispetto e dignità». In serata, Tajani replica: «Per i lavoratori si lotta non con la retorica ma con i fatti concreti. Ecco la lettera con la quale ho rinunciato a 468 mila ero di indennità transitoria da commissario Ue per lasciarli ai cittadini in difficoltà per la crisi».
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia continuano a fare muro. Il presidente della commissione Walter Rizzetto dichiara che la proposta «molto banalmente non ha copertura finanziaria», e quindi se non fosse bocciata dalla Lavoro, lo sarebbe dalla commissione Bilancio. Fa riferimento all’articolo 7 della legge. Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro del Pd, che la legge l’ha seguita passo passo, s’indigna: «È falso. Rizzetto si arrampica sugli specchi. L’articolo 7 dispone che sia la legge di Bilancio a definire l’impegno economico e quindi l’eventuale copertura di un possibile sostegno temporaneo alle imprese che si devono adeguare al salario minimo». Insomma, la copertura finanziaria obiettivamente non c’entra niente. Non c’è discussione nel merito, né potrebbe esserci dal momento che la scelta della destra è incisa in una parola sola: articolo 1, «sopprimerlo».