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Caso Regeni, Meloni: “La questione non è archiviata. Zaki? Grande risultato della diplomazia italiana”

La presidente parla dalla Conferenza Internazionale su sviluppo e migrazioni. Sulla liberazione dello studente egiziano: “Se qualcuno pensa che ci sia qualcosa dietro si sbaglia”
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"La questione di Giulio Regeni non è archiviata e continueremo a occuparcene come mi sono sempre occupata della vicenda di Patrick Zaki pur senza parlarne con voi". Parola di Giorgia Meloni. La premier parla ai giornalisti dalla Conferenza Internazionale su sviluppo e migrazioni, organizzata alla Farnesina dal governo italiano. “Credo sia un grande risultato”, ha detto riferendosi alla grazia concessa allo studente egiziano dal presidente al Sisi. “Se qualcuno pensa che ci sia qualcosa dietro si sbaglia”, avverte.  Anzi, si tratta di “un grande risultato che dimostra la percezione che si ha dell'Italia". Un obiettivo centrato, dunque, “frutto di una posizione italiana di rispetto verso le nazioni sovrane” e fondata “sul reciproco rispetto, sulla pazienza". 

Durante la conferenza stampa Meloni ha annunciato l’avvio del Processo di Roma: “Nazioni che finora non avevano collaborato ora capiscono che gli interessi ora sono convergenti e occorre cooperare. Parlo di ‘Processo’ perché ci diamo un percorso ampio, è l'inizio di un percorso strategico, altri Paesi verranno coinvolti, e il lavoro sarà pluriennale", ha detto. Presenti all’iniziativa, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, le delegazioni dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e gli Stati del Golfo, del Corno d'Africa e del Sahel. "Noi siamo inevitabilmente un ponte tra l'Europa, l'Africa e il Medio Oriente. Eppure da quando abbiamo immaginato questa conferenza abbiamo superato le nostre aspettative per la partecipazione straordinaria: nessuna nazione invitata era assente oggi".

L’obiettivo del summit è in primis quello della gestione dei flussi migratori. “Dobbiamo rafforzare le iniziative di lotta alla povertà e di protezione sociale, creare posti di lavoro e formazione delle competenze, garantire servizi essenziali, c'è il tema della lotta ai cambiamenti climatici", ma soprattutto – ha aggiunto la premier – è necessario lavorare sul "contrasto all'immigrazione illegale” e sulla lotta ai trafficanti. “Ci sono ormai organizzazioni criminali che sono mosse soltanto da interessi di lucro e nel fare il loro lavoro destabilizzano i paesi in cui operano". Come? "Noi pensiamo che sia giusto lavorare per rafforzare le forze di polizia, autorità giudiziarie, per amalgamare il lavoro che fanno le nostre nazioni". 

Per Meloni è necessario "fermare le reti di trafficanti di esseri umani: è un obiettivo che tutti condividiamo". Al fianco di questo "è necessario aiutare chi scappa dalla guerra, dal terrorismo e ha bisogno che venga rispettato il diritto internazionale". La premier inoltre ha ricordato che "il governo italiano ha attivato flussi triennali, per la prima volta, con quote maggiori e che immagina corsie preferenziali con quelle nazioni che collaborano nella lotta ai criminali e per chi fa formazione prima della partenza". 


 

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