Il salario minimo “è un bel titolo, funziona molto bene come slogan, ma nella sua applicazione rischia di creare dei problemi”, dice la premier Giorgia Meloni intervenendo a Non Stop News su Rtl 102.5 aggiungendo subito di essere disponibile "ad aprire ad un confronto con l'opposizione" pur sottolineando che la via da seguire è quella della contrattazione collettiva "da rafforzare". Dopo l’apertura dei giorni scorsi, ora la premier torna sulla paga base per legge che, secondo l’ultima rilevazione di Noto sondaggi, piace al 70% degli italiani anche tra chi sostiene il governo.
"Sono un pò incuriosita da un'opposizione che dopo essere stata al governo una decina d'anni, oggi scopre che in Italia c'è un problema di salario e di precariato e lo considera una responsabilità di un governo che è in carica da nove mesi", commenta Meloni. Replica la segretaria del Pd, Elly Schlein: "Faccio fatica a capire come si possa definire uno slogan la condizione in cui si trovano circa 3 milioni e mezzo di lavoratori poveri. È una emergenza del Paese".
Le accuse di voler rinviare? "Non stiamo rimandando alcuna posizione", è la risposta di Meloni: "Hanno chiesto un confronto e per confrontarsi serve tempo ma poi si sa: come si fa si sbaglia". Si riferisce al braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. Al centro della partita c’è appunto l'emendamento soppressivo presentato in Commissione, che comprometterebbe il futuro della proposta. Pd, M5S, Azione, Avs e +Europa chiedono che venga ritirato. In serata, però, da Montecitorio è arrivato il verdetto: il testo andrà direttamente in Aula senza che in Commissione si votino gli emendamenti, compreso quello soppressivo. Ora la maggioranza punta sullo slittamento. Secondo quanto apprende l’Agi la richiesta di sospensione che il centrodestra presenterà giovedì in Aula alla Camera dovrebbe indicare la data del 25 settembre. "Il tema mi interessa. Ho letto gli appelli di Calenda, c'è una opposizione che si pone in modo responsabile, serio, garbato, non pregiudiziale – commenta Meloni – È giusto dare un segnale, indipendentemente dal fatto che poi troveremo una soluzione al problema. Apriremo il confronto e cercheremo di capire se c'è una soluzione", dice la premier a Rtl.
Nel frattempo al Senato la maggioranza ha respinto una mozione del M5S sull’introduzione del salario minimo e contestualmente ha dato il via libera ad un ordine del giorno firmato dai capigruppo del centrodestra che impegna il governo ad individuare "gli strumenti più idonei anche al di là della soluzione del salario minimo", il quale – si legge nell’odg – “è una parte di problema ben più ampio”.
Tajani: “Pdl per adeguare i salari più bassi ai contratti collettivi”
Da Forza Italia arriva un’apertura sul salario minimo. "L'inflazione rende troppo bassi i salari degli italiani - dice il segretario Antonio Tajani - e ci siamo posti il problema di come aumentarli. Visto il dibattito aperto abbiamo deciso di presentare una proposta di legge firmata da tutti i componenti della commissione Lavoro che offriamo all'attenzione dei nostri alleati e al dibattito se si vuole veramente affrontare in maniera seria la questione dei salari". Presentando la proposta di legge di FI presentata alla Camera a sostegno dei redditi più bassi , Tajani ha spiegato: "Riteniamo che il modo migliore di dare salari ricchi sia di utilizzare la contrattazione collettiva. La maggior parte dei contratti in Italia sono frutto della contrattazione collettiva ma a volte ci sono contratti pirata, indecenti, che retribuiscono il lavoratore in maniera accettabile. Nella nostra proposta di legge c’è l'idea di adeguare ai contratti collettivi tutti i contratti dei lavoratori. È un modo per alzare gli stipendi che non sono nella contrattazione collettiva".
Poi aggiunge: "La seconda parte della proposta di legge indica un percorso che si inizia con una detassazione delle contribuzioni che sono oltre lo stipendio. Dai conti fatti si potrebbe trattare di un aumento annuo tra i mille e i 2000 euro peròogni lavoratore in aggiunta poi c'’è il taglio del cuneo fiscale. Il nostro – conclude – è un contributo serio, credibile, responsabile, e senza promesse irrealizzabili, che può rappresentare un punto di incontro”,
Ma su Twitter Calenda replica: “Caro Antonio Tajani, molto felice di questa proposta, perché è esattamente, ripeto, esattamente, quanto previsto dalla nostra proposta sul salario minimo". C
Le reazioni dell’opposizione
Intanto l’opposizione replica alla premier. "Il salario minimo non è uno slogan; è una misura necessaria a quasi 4 milioni di lavoratrici e lavoratori che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera e portano a casa tre-quattro euro lordi l'ora. Dobbiamo restituire loro dignità e farlo subito. Non dobbiamo prenderli in giro. Salario minimo subito", dice Giuseppe Conte in un video pubblicato sui social. "Presidente Meloni risponda sul punto”, incalza Cecilia Guerra, responsabile Lavoro della segreteria nazionale del Pd. “È da marzo – continua – che il tema del salario minimo e della giusta retribuzione è in discussione alla Camera. E lo è per volontà delle opposizioni. Possibile che in tutti questi mesi lei e la sua maggioranza non siate stati capaci di fare uno straccio di proposta? Noi ne abbiamo presentata una condivisa delle opposizioni. Cosa ne pensate? Vogliamo sapere questo. Ha detto che apre al confronto? Era ora. Noi ci siamo. Da oggi. Noi siamo pronti. E voi?". Interviene anche Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro: "Il vittimismo della presidente del Consiglio è davvero stupefacente. Anziché rispondere nel merito della nostra proposta sul salario minimo ci accusa di fare slogan. Non vuole il confronto con l'opposizione, ma cerca solo alibi per buttare la palla in avanti e non fare nulla. La invitiamo a rispondere sulle cose che proponiamo oggi, non sulle cose del passato. Altrimenti il confronto di cui parla è solo un modo di perdere tempo. Noi siamo pronti ad andare in aula e votare anche ad agosto".
Le parole di Meloni, per Mariastella Gelmini, senatrice e portavoce di Azione, sono “incoraggianti, bene la sua apertura. A noi non interessa sventolare la bandierina del salario minimo, ma raggiungere il risultato. Non vogliamo perdere tempo, ma se per raggiungere l'obiettivo occorre qualche settimana in più noi siamo disponibili, a patto che non sia un rinvio. Carlo Calenda lo ha detto più volte, siamo disponibili a discuterne anche nel mese di agosto, ma archiviare questo dibattito non è accettabile. Di fronte a 3 milioni di italiani con una paga oraria al di sotto dei 9 euro, eludere il problema sarebbe sbagliato".
“Meloni ha la memoria corta – attacca Riccardo Tucci, deputato del M5S in Commissione Lavoro - Messa in difficoltà dal fatto che il salario minimo, che lei definisce 'specchietto per le allodole', piace a tre italiani su 4, incolpa come al solito le opposizioni che a suo dire si sono rese conto solo adesso del tema del lavoro povero e del precariato. Veramente sono dieci anni che il M5S ne parla e fa proposte concrete. Se dunque il salario minimo non è giunto al traguardo è anche a causa di quei partiti, come la Lega, che oggi compongono la sua maggioranza – continua Tucci – Meloni ripassi un pò di storia prima di fare certe affermazioni. Per il M5S il lavoro è una cosa seria. La nostra proposta è sul tavolo e non abbassa le paghe come afferma la premier. Se confronto deve essere, si parta sgombrando il campo dalle fake news. Noi ci siamo".
Riforme
Meloni ribadisce poi la volontà di “arrivare, e siamo in dirittura d'arrivo, a proporre una riforma costituzionale che ha sostanzialmente due obiettivi: il primo è che sono gli italiani a decidere chi governa la nazione, non sono i giochi di palazzo; il secondo è che chi vince le elezioni deve avere la possibilità di governare cinque anni ed essere giudicato alla fine del suo mandato sulla base del fatto che avrà fatto bene o male il suo lavoro", osserva la presidente del Consiglio ai microfoni di Rtl 102.5. E lei governerà 5 anni? "Sì. Anche se io lo considero un pò una maratona e spero di avere il fisico perché con questi ritmi... Diciamo che sono stati mesi un tantino intensi ecco".
Intanto, “nelle prossime due settimane" approveremo "la riforma generale del Fisco, attesa da decenni. Siamo intervenuti varie volte ma mai in modo così organico. Da una parte vogliamo abbassare le tasse" e dall'altra "costruire un rapporto diverso tra Stato e cittadini, di fiducia reciproca, tra Fisco e contribuenti", spiega la premier assicurando che "saremo molto rigidi in tema di lotta all'evasione fiscale, lavorando sulla fiducia". "Siamo consapevoli di una pressione fiscale eccessiva che grava su cittadini e imprese. L'obiettivo che ci siamo dati è di alleggerirlo in modo generalizzato", conclude.
Meloni contro la sinistra: “Si consola per pareggio Sanchez, fa ridere”
Sul voto spagnolo "ho letto molte ricostruzioni. Il risultato di Vox era atteso nell'attuale contesto" ma comunque il centrodestra "cresce molto in Spagna" anche se "nessuno riesce ad esprimere una maggioranza e auguro agli spagnoli di formare quanto prima un governo perché siamo popoli amici al di là di chi governa", commenta sempre a su Rtl 102.5 la premier aggiungendo che "fa sorridere la sinistra italiana che si consola con il spareggio della sinistra spagnola" di Sanchez.
La vicenda Zaki
"Le polemiche" legate alla vicenda di Patrick Zaki "francamente non mi interessano, tanto si fanno su qualsiasi cosa. Io sono solo felice perché il caso si è risolto, sono felice per Zaki, sono felice per tutti quelli che si sono battuti per lui in questi anni – dice Meloni – E ovviamente non c'è nessun baratto, perché con lo stesso spirito continueremo anche a cercare verità e giustizia per Giulia Regeni".