Il radicale Turco sulla maternità surrogata reato universale: “Un referendum per cancellare un obbrobrio giuridico”
di Gabriele BartoloniMaurizio Turco, segretario del Partito radicale
Secondo Maurizio Turco, segretario del Partito radicale, il destino della legge sulla maternità surrogata come 'reato universale' è già segnato: “non farà altro che ingolfare i tribunali di ricorsi per poi finire al cospetto della Corte costituzionale”. Nel frattempo il partito che fu di Marco Pannella ha già annunciato l’avvio di una raccolta firme per indire un referendum che cancelli quello che senza mezzi viene definito “un obbrobrio giuridico”.
Avete annunciato un referendum per abrogare il ddl Varchi. Perché?
"Al di là dei favorevoli o dei contrari alla gestazione per altri, questa legge è un obbrobrio giuridico Per questo abbiamo annunciato un referendum per abrogarla. Il governo vorrebbe rendere l’Italia all'avanguardia su questo tema, ma temo che una misura del genere possa avere successo solo in Medio Oriente. È pura propaganda”.
È una legge inapplicabile?
“Il destino di questa legge è già segnato: non farà altro che ingolfare i tribunali di ricorsi per poi finire al cospetto …
Secondo Maurizio Turco, segretario del Partito radicale, il destino della legge sulla maternità surrogata come 'reato universale' è già segnato: “non farà altro che ingolfare i tribunali di ricorsi per poi finire al cospetto della Corte costituzionale”. Nel frattempo il partito che fu di Marco Pannella ha già annunciato l’avvio di una raccolta firme per indire un referendum che cancelli quello che senza mezzi viene definito “un obbrobrio giuridico”.
Avete annunciato un referendum per abrogare il ddl Varchi. Perché?
"Al di là dei favorevoli o dei contrari alla gestazione per altri, questa legge è un obbrobrio giuridico Per questo abbiamo annunciato un referendum per abrogarla. Il governo vorrebbe rendere l’Italia all'avanguardia su questo tema, ma temo che una misura del genere possa avere successo solo in Medio Oriente. È pura propaganda”.
È una legge inapplicabile?
“Il destino di questa legge è già segnato: non farà altro che ingolfare i tribunali di ricorsi per poi finire al cospetto della Corte costituzionale e a quel punto il governo sarà costretto ad intervenire, di nuovo. Una classica legge all’italiana, insomma”.
Al di là del “reato universale”, secondo lei sarebbe giusto legalizzare la gestazione per altri?
“Ormai è una pratica affermata. La proibizione non ha mai portato da nessuna parte. E ancora una volta l’aborto insegna: quando era illegale veniva praticato ugualmente, soltanto che chi aveva i soldi poteva andare tranquillamente all'estero, mentre i poveri erano costretti a ricorrere agli aborti clandestini con un rischio molto alto per la vita”.
Sta dicendo che la gpa andrebbe regolamentata?
“Francamente non vedo altre alternative”.
In quale forma?
“Io personalmente sarei per quella in forma solidale. Ma qui il tema è un altro: il bambino che nasce. L'oggetto di interesse da parte della legge dovrebbe essere la sua tutela e non la criminalizzazione di una pratica".
Avrebbe votato l’emendamento di Riccardo Magi sull'introduzione della gpa in forma solidale?
“Si ma credo che quell'emendamento fosse più una provocazione rivolta al Pd. Dalla quale, peraltro, è venuto di nuovo fuori che i dem non sono quello che vorrebbero o dicono di essere”.
Si riferisce al fatto che il Pd si sia spaccato sull’emendamento di Magi?
“Era un emendamento simbolico, certo, ma altrettanto simbolicamente avrebbero potuto votarlo. La verità è che nel Pd c’è un equivoco di fondo: i dem non hanno mai dato vita ad un nuovo partito, ma sono sempre rimasti la somma dei vecchi filoni che provengono da culture politiche separate e che per convenienza continuano a convivere”.
Anche l'Alleanza verdi e sinistra si è spaccata su questo tema: la capogruppo Zanella ha detto che anche la gpa solidale sfrutta il corpo delle donne.
“È una posizione su cui si può discutere, non la demonizzerei”.
Ma lei la condivide?
“In primo luogo va definito, soprattutto giuridicamente, il concetto di ‘solidale’. Vanno messi dei paletti, in sostanza. Un’autocertificazione di certo non basta. E ribadisco: l’unica strada possibile rimane quella della regolamentazione”.
All'interno del Partito radicale ci sono sensibilità diverse su questo tema?
“Da una parte me lo auguro e dall’altra lo do quasi per scontato. Nel Partito radicale si può iscrivere chiunque e nessuno può essere espulso. Non c’è una visione ideologica. Abbiamo avuto iscritti che erano contro l’aborto, per dire”.