Deputati Pd a rapporto, si parla di maternità surrogata. Questione spinosa. Elly Schlein ha chiesto una riunione. Di fretta: stasera, ore 20.30. L’ordine del giorno spedito via mail dalla capogruppo alla Camera, Chiara Braga, è molto chiaro: tocca prendere una posizione sulla Gestazione per altri. Non tanto sulla proposta della destra di renderla reato universale – su questo il Pd è compatto: non se ne parla – ma sull’emendamento presentato dal segretario di +Europa, Riccardo Magi, che chiede al contrario di legalizzarla in Italia, in forma solidale, cioè senza transizioni finanziarie, ma solo nel caso in cui la gestante decida “altruisticamente, non a fini commerciali, in maniera libera, autonoma e volontaria. E deve altresì avere un reddito superiore a un certo limite minimo, al fine di evitare casi di sfruttamento”.
L’emendamento non passerà. Anzi, visti i numeri del Parlamento è molto probabile che passi la legge della destra sul reato universale. Ma il Pd è comunque in ambasce da giorni. Perché la proposta di Magi comunque sarà messa ai voti in Aula e dunque tocca prendere una posizione. Quale? I cattolici dem sono contrari alla legalizzazione; Schlein, come Alessandro Zan, è “personalmente” favorevole. Pure il mondo femminista è spaccato. Insomma, rischia di diventare una grana, per la segretaria. Anche perché trovare una sintesi non è facile, come faceva intuire il capogruppo al Senato, Francesco Boccia, due giorni fa da Napoli. “C'è una discussione aperta – raccontava a margine della manifestazione contro l’autonomia differenziata – È uno di quei classici temi sui quali è giusto avere un confronto ed è giusto votare seguendo le valutazioni che si hanno dentro”.
Tutto il Pd, ha chiarito Boccia, è “contro il reato universale, perché questa follia della destra è un approccio assolutamente vergognoso”. Ma sulla legalizzazione proposta da +Europa, “ci sono sensibilità diverse”. A prescindere dall’aspetto confessionale. “Ci sono cattolici favorevoli e cattolici non favorevoli, ci sono atei favorevoli e atei non favorevoli”. Quindi si va verso il voto di coscienza? “Vedremo”, è stata la risposta diplomatica del capogruppo del Pd al Senato. E probabilmente si vedrà oggi.