"Ho espresso il mio dissenso. E sono finito sul rogo. Da uomo libero". Marcello De Angelis, responsabile della comunicazione Istituzionale della Regione Lazio, di nuovo alla carica. Dopo le polemiche nate per il post di ieri sulla strage di Bologna, nella notte l’ex estremista di destra e oggi responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca, ha riaperto la sua pagina Facebook per scrivere un nuovo post in cui rivendica quanto scritto qualche ora prima: un lungo intervento in cui sostiene con certezza che nella strage di Bologna del 2 agosto 1980 “Fioravanti, Mambro e Ciavardini non c’entrano. Magistrati e istituzioni lo sanno. E mentono”. Tutto a pochi giorni dal 43esimo anniversario dell’attentato alla stazione ferroviaria in cui morirono 85 persone.
Alemanno condivide il post di De Angelis
Le opposizioni in coro invocano le dimissioni, con Elly Schlein che chiede l’intervento di Giorgia Meloni. Mentre Gianni Alemanno si trova d’accordo con il capo comunicazione istituzionale del Lazio, ex esponente di Terza Posizione: "Il coraggio di Marcello De Angelis sulla strage di Bologna”, scrive l'ex sindaco di Roma condividendo il post sulla propria pagina Facebook e raccogliendo così l'invito di De Angelis ("A questo post non basta mettere un 'mi piace', dovete rilanciarlo e condividerlo").
Il nuovo post di De Angelis
"Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento solstiziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare - prosegue De Angelis nel suo nuovo post – E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l'accertamento della verità, con l'utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo - ricorda – E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio. Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso", conclude De Angelis.