Politica

Alluvione in Emilia Romagna, il Pd attacca il governo: “Cittadini abbandonati, tante promesse e nessuna risorsa”

I dem denunciano i ritardi. Manzi: “Hanno passato due mesi a decidere sul commissario per la ricostruzione e adesso si sono dati alla macchia”
1 minuti di lettura

“Tante promesse ma nessuna risorsa", "i comuni sono stati lasciati soli”. E ancora: "Passerelle ipocrite a favor di video e zero soldi per gli alluvionati”. Il Partito democratico attacca il governo. La questione, ormai, è nota e riguarda uno dei dossier su cui l'esecutivo sta accumulando ritardi su ritardi: l’alluvione che a metà maggio ha colpito l’Emilia Romagna. Ottanta giorni (tre mesi se si considera anche la prima ondata), molti annunci e poche risposte concrete: è la sintesi delle accuse mosse dai dem.

“Non è arrivato un euro”, denuncia Debora Serracchiani. “Nulla sembra smuovere la coscienza di questo governo, neppure i video dei cittadini disperati che hanno perso tutto e che chiedono di essere ascoltati ed aiutati”. Parole che fanno il paio con le preoccupazioni dei comuni colpiti. Il timore dei primi cittadini, infatti, è che a suon di ritardi possa scoppiare la rabbia sociale. “Famiglie, amministratori locali, imprenditori stanno aspettando dopo settimane e mesi che le risorse promesse arrivino finalmente ai destinatari. Se non si interviene ora per risistemare le strade e le zone colpite dalle frane poi, quando finirà il caldo e tornerà la pioggia, sarà troppo tardi”, è il monito lanciato da Maria Sereni, componente delle segreteria del Pd. “Se non si rimborseranno i Comuni per le spese sostenute per far fronte agli interventi più urgenti gli Enti locali non potranno chiudere i bilanci. Possibile che la presidente Meloni si sia così presto dimenticata dell'Emilia Romagna locomotiva d'Italia?”, aggiunge la ex viceministra degli Esteri.

Parla di “comportamento grave” Simona Malpezzi. Un immobilismo – dice la senatrice dem –  “che colpisce intere comunità. Non si strumentalizza una tragedia per consenso: sblocchino i finanziamenti”. Dura anche Sandra Zampa: “Ora basta perdere tempo”, tuona la parlamentare romagnola. “Abbiamo vissuto la terza peggior catastrofe del mondo del 2023: se il governo non sa comprenderne il significato e non sa mettere in atto quel che serve”. Nel mirino dei dem c’è anche l'immobilismo del governo sulla nomina del commissario, un nodo rimasto sul tavolo dell'esecutivo per diverse settimane e infine poi sciolto con la nomina del generale Figliuolo. “Hanno passato due mesi a decidere sul commissario per la ricostruzione e adesso si sono dati alla macchia, lasciano soli interi territori. Siamo basiti da questo misto di superficialità, inadeguatezza e spregiudicatezza”, attacca la deputata Irene Manzi. Marco Furfaro parla di “passerelle ipocrite", riferendosi alla visita post-alluvione della premier Giorgia Meloni. Ma “la cosa più grave – sostiene –  è che ha promesso a cittadini e imprese il 100% di rimborsi e ad oggi non ha ancora stanziato un euro. Le loro emergenze sono i rave, le ong, la carne sintetica, gli stipendi dei manager. Gli alluvionati possono aspettare, che vergogna".

I commenti dei lettori