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Caso De Angelis, Forza Italia prende le distanze da Rocca: “Sul 2 agosto il portavoce ha sbagliato. Ha un ruolo in Regione, non parla solo per sé”

Gli azzurri rompono il silenzio nella maggioranza. Non chiedono espressamente le dimissioni dell’ex di An ma si dissociano dalle sue tesi sulla strage. Cattaneo: “Frasi inopportune”. Ronzulli: “Così mette in difficoltà il Lazio”
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La negazione della matrice fascista della strage di Bologna da parte di Marcello De Angelis, responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, poco piace a un ampio pezzo della maggioranza. Dietro il silenzio ufficiale e pressoché unanime degli alleati di governo e dietro il malcelato imbarazzo della premier Giorgia Meloni, si nasconde il fastidio per un’uscita che riporta in primo piano le radici missine di FdI e la smania revisionista di alcuni suoi esponenti e presta il fianco agli attacchi dell’opposizione. Fin da ieri negli ambienti di Forza Italia alla Regione Lazio trapelava l’auspicio di chiudere la vicenda con le dimissioni dell’ex parlamentare ed ex direttore del Secolo. Nessuno ancora le chiede espressamente, ma la mancata presa di distanze del governatore Francesco Rocca acuisce il disagio per la vicenda. E spinge gli azzurri a mettere a verbale disappunto e disaccordo.

Per Alessandro Cattaneo, vice-coordinator…

La negazione della matrice fascista della strage di Bologna da parte di Marcello De Angelis, responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, poco piace a un ampio pezzo della maggioranza. Dietro il silenzio ufficiale e pressoché unanime degli alleati di governo e dietro il malcelato imbarazzo della premier Giorgia Meloni, si nasconde il fastidio per un’uscita che riporta in primo piano le radici missine di FdI e la smania revisionista di alcuni suoi esponenti e presta il fianco agli attacchi dell’opposizione. Fin da ieri negli ambienti di Forza Italia alla Regione Lazio trapelava l’auspicio di chiudere la vicenda con le dimissioni dell’ex parlamentare ed ex direttore del Secolo. Nessuno ancora le chiede espressamente, ma la mancata presa di distanze del governatore Francesco Rocca acuisce il disagio per la vicenda. E spinge gli azzurri a mettere a verbale disappunto e disaccordo.

Per Alessandro Cattaneo, vice-coordinatore e deputato del partito azzurro, sentito al telefono da Repubblica, quella del portavoce è senza dubbio “un’uscita inopportuna”, con buona pace del prudente Rocca. Il presidente del Lazio ha definito le parole di De Angelis una posizione espressa “a titolo personale”. Non è d’accordo Licia Ronzulli, capogruppo di FI al Senato: “Ognuno può avere le proprie opinioni ma quando si ricopre un incarico nelle istituzioni non esistono pareri personali e nell'esternare si rischia di mettere in difficoltà l'ente che si rappresenta", ha detto parlando a In onda su La7. Il preludio alla richiesta di un passo indietro? Fin qui Ronzulli non si spinge: secondo la senatrice azzurra la decisione “spetta alla coscienza di ciascuno e al confronto che immagino ci sarà con il presidente Rocca". 

Ma l’insostenibilità delle tesi di De Angelis è chiara. “Negare la responsabilità neofascista significa innanzitutto negare la verità giudiziaria accertata in modo attento dalla magistratura”, dice ancora Cattaneo. “Le dimissioni? È una decisione che deve prendere il presidente Rocca, ma quando si ricoprono ruoli del genere – afferma – bisogna stare attenti”. Esprimendo un pensiero diffuso anche al di fuori delle fila di Forza Italia. In Regione, epicentro del terremoto, il presidente meloniano del consiglio regionale Antonio Aurigemma avrebbe posto un ultimatum al presidente Rocca: “O me o lui”, il messaggio fatto recapitare. Una linea sostenuta, come detto, dall’ala forzista dello schieramento che sostiene l’ex presidente della Croce rossa, che continua a fare pressione affinché quest’ultimo prenda provvedimenti contro il capo della comunicazione.

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