Emergenza lavoro, al meeting Cl di Rimini irrompe il salario minimo
di Conchita SanninoIl lavoro come volto più diffuso della precarietà o come terreno di sfide e cambiamento. Le competenze che mancano e i competenti sempre più determinati - quasi costretti - a emigrare verso sistemi più gratificanti. E poi l’occupazione più fragile del nostro Paese: per giovani, donne, immigrati. Che sia battaglia per il salario minimo o analisi di disuguaglianze sempre più vertiginose, è questo l’asse trasversale e più caldo che attraversa i cento dibattiti del Meeting di Comunione e Liberazione, quest’anno dal 20 al 25 agosto a Rimini.
L’edizione numero 44, titolo L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile, “intesa anche come amicizia sociale, fermento di ogni società veramente civile” ha spiegato il presidente Bernhard Scholz, è anche la prima dell’era meloniana (ed esattamente qui, un anno fa, l’applausometro anticipò il trionfo che attendeva Giorgia).
Viene aperta domenica dalla messa celebrata dal presidente della Cei, monsignor Matteo Zuppi, e sarà chiusa venerdì prossimo dall…
Il lavoro come volto più diffuso della precarietà o come terreno di sfide e cambiamento. Le competenze che mancano e i competenti sempre più determinati - quasi costretti - a emigrare verso sistemi più gratificanti. E poi l’occupazione più fragile del nostro Paese: per giovani, donne, immigrati. Che sia battaglia per il salario minimo o analisi di disuguaglianze sempre più vertiginose, è questo l’asse trasversale e più caldo che attraversa i cento dibattiti del Meeting di Comunione e Liberazione, quest’anno dal 20 al 25 agosto a Rimini.
L’edizione numero 44, titolo L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile, “intesa anche come amicizia sociale, fermento di ogni società veramente civile” ha spiegato il presidente Bernhard Scholz, è anche la prima dell’era meloniana (ed esattamente qui, un anno fa, l’applausometro anticipò il trionfo che attendeva Giorgia).
Viene aperta domenica dalla messa celebrata dal presidente della Cei, monsignor Matteo Zuppi, e sarà chiusa venerdì prossimo dall’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La premier non arriva stavolta (“Di solito si evita che in una stessa rassegna ci siano il presidente del Consiglio e anche il Capo dello Stato”, la spiegazione), ma è come se ci fosse.
Partecipano infatti, oltre al potente sottosegretario di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano, ben 11 ministri: dai due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini ai colleghi Fitto e Giorgetti, da Valditara e Roccella a Lollobrigida, da Calderone e Urso a Schillaci e Pichetto Fratin, insieme a 7 tra viceministri e sottosegretari. Che si confrontano anche su Pnrr e sulle due riforme che Meloni tiene incardinate insieme, presidenzialismo e Autonomia differenziata (ma da sempre, da questi spalti, i governatori del Nord scalciano solo per la seconda).
Mentre, sulla precarietà e la disoccupazione che tradiscono l’architrave della Costituzione, arriva a discutere Silvana Sciarra, la presidente della Consulta, invitata dal vertice della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini. Il professore e statistico ha voluto mettere al centro di una serie di dibattiti proprio la “Generazione Lavoro”: si parte lunedì 21, non a caso, con la ministra Marina Elvira Calderone, titolare anche delle Politiche sociali, per “Capire i cambiamenti” sul fronte dell’occupazione. Si discute di cosa rappresenti oggi per i giovani delle fasce più disagiate, di quali profili manchino, di cosa si sia disposti a (ulteriormente) a sacrificare.
Non facciamoci troppe illusioni, avverte peraltro Vittadini. Quello che il +1,7 dell’Istat non dice, e che si cela dietro questi ultimi dati sulla crescita (quasi 400mila unità in più di occupazione) è che il lavoro posto a base della nostra Carta resta una delle grandi emergenze del Paese. “Una criticità forte legata a condizioni di estrema fragilità, di mancanza di dignità del lavoro, che ci pongono al di fuori della media Ocse ed europei, e che riguarda soprattutto i ragazzi, paralizzati dalle condizioni di svantaggio e di povertà educative, sempre più difficili da superare”.
Per il presidente della Fondazione Sussidiarietà, insomma, “i giovani pagano un prezzo altissimo. E non potersi inserire in un percorso professionale, significa per loro l’impossibilità a realizzarsi e ad affrontare la vita con speranza, a credere nella costruzione di un progetto di vita. Inoltre, sempre secondo l’Istat la trasmissione delle condizioni di vita sfavorevoli tra genitori e figli è particolarmente forte e aumenta nel nostro paese più che altrove in Europa. In altre parole, il lavoro, anziché strumento di emancipazione e uguaglianza, sta aumentando le disuguaglianze”.
A Rimini, ovviamente, c’è spazio per i grandi dibattiti che guardano oltre confine. Con ospiti ed esperienze da tutto il mondo: la democrazia da difendere come bene primario, anche in Europa. E il tema della guerra in Ucraina che torna anche nel dialogo con il noto scrittore russo dissidente, Mikhail Shishkin, Premio Strega Europeo 2022. Né possono mancare i tavoli su Istruzione e Sanità, asset intorno a cui ruota molta della società, delle professioni e dell’economia che dispiegano le loro energie intorno al Meeting
Nell’ultimo giorno, il 25, si parla dell’alluvione in “casa” Romagna. Con l’amicizia tra soccorritori, popoli, comuni: diventata argine concreto alla disperazione e inesauribile fonte di speranza per la ricostruzione. Begli esempi che rischiano di essere vanificati dal conflitto in corso tra governo, che ha inviato il commissario Figliuolo, e i territori che aspettano ancora i fondi per far fronte ai danni che ammontano a 10 miliardi.