Nuovo incarico per Arianna Meloni in Fratelli d’Italia. I “gabbiani” chiedono un congresso, no di Donzelli
a cura della redazione PoliticaArianna Meloni
Nuovo incarico per Arianna Meloni. La sorella della premier e moglie del ministro Francesco Lollobrigida è la nuova responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia. Il ruolo, come si legge sul sito del partito, è abbinato a quello di responsabile del “dipartimento adesioni”. Sempre sul sito viene specificato che "prossimamente verranno istituiti nuovi dipartimenti aggiuntivi e verranno strutturati i dipartimenti sopra elencati con viceresponsabili e dirigenti".
"Di fatto si tratta di una ufficializzazione di un ruolo che Arianna stava già svolgendo da tempo a via della Scrofa”, ha spiegato a LaPresse Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione del partito. “In Fratelli d’Italia – ha continuato il deputato – non era mai stato ufficializzato, è il ruolo che in Alleanza nazionale ricopriva Donato Lamorte". Riguardo poi al dipartimento adesioni, Donzelli sottolinea: "Il ruolo nuovo di Arianna è il tesseramento, un ruolo importante e pesante".
Quella di Arianna Meloni può essere considerata una vera e propria ascesa. La sorella della premier, infatti, nel corso degli ultimi mesi ha via via acquisito un ruolo sempre più rilevante all’interno del partito. Già responsabile del tesseramento, siede anche nel board della Fondazione Alleanza Nazionale (partito post-missino da cui nacque FdI). Un ente, questo, che ha in pancia depositi bancari per una trentina di milioni e beni immobili che valgono sul mercato circa 200 milioni di euro.
Le altre nomine
Oltre alla nomina di Meloni, spunta anche quella di Andrea Moi alla comunicazione e del deputato Francesco Filini a responsabile del dipartimento per il programma. Sara Kelany, anche lei deputata, è stata nominata la responsabile immigrazione del partito. Non solo: al sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari, braccio destro della premier, è stato affidato il compito di coordinare la comunicazione tra Palazzo Chigi e Fratelli d’Italia. Il ruolo non è frutto di una nomina formale: Fazzolari, precisano dall’esecutivo, ha sempre fatto da ponte tra il governo e il partito, ma in vista dei prossimi appuntamenti-chiave (dalla manovra alle elezioni europee) è stato ritenuto necessario implementare la sua funzione di raccordo.
I “gabbiani” chiedono un congresso, no di Donzelli
"Il tema del congresso sembra sparito dall'orizzonte, non se ne parla più. Eppure servirebbe un'occasione per confrontarsi al nostro interno per avere maggiore slancio verso le elezioni europee", è il commento affidato all'agenzia Adnkronos dal deputato Massimo Milani, esponente di spicco della corrente dei “Gabbiani” che fa capo al vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e che nel gennaio scorso, a poche settimane dal voto regionale nel Lazio, fu “ridimensionata” da Meloni con la scelta di sfilare allo stesso Milani la guida della federazione romana di FdI per passare il testimone a Donzelli. "Il problema non riguarda gli incarichi fiduciari. E' giusto che un partito affidi ruoli di responsabilità a persone di fiducia, su questo non c'è nulla da dire. L'auspicio, però, è che in futuro ci sia un maggiore coinvolgimento di tutti", afferma l'ex coordinatore romano di FdI. Secondo il quale proprio perché il partito “è fatto di tante anime che si sono fuse al suo interno: c'è una destra sociale, una destra conservatrice e una più innovatrice”, e “sta crescendo”, "si rende ormai necessario un momento di confronto interno. Tipicamente i momenti di confronto sono i congressi. Il 2024 – conclude Milani – può essere il momento buono per celebrarlo, in vista delle europee".
"Non esistono correnti in Fratelli d'Italia e non verranno mai legittimate le correnti di potere, anche perché ricordiamo bene i danni che portarono ad An", replica Donzelli sempre all’Adnkronos. "Pronti a fare il congresso se ci fosse qualcosa da verificare – puntualizza – ma questo presupporrebbe una candidatura e una linea politica contrapposta a quella attuale". Altrimenti, "chiedere alla Meloni di togliere attenzione al suo lavoro perché qualcuno spera in uno strapuntino in più sarebbe sbagliato per la Nazione".