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Meloni e l’austerity sulla manovra: “Pochi soldi, dovremo tagliare”

Meloni e l’austerity sulla manovra: “Pochi soldi, dovremo tagliare”

Nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva la premier ammette la penuria di risorse. La ricetta: una spending review politica e stop alle riforme del passato che non convincono. Schiaffo al Superbonus di Conte: “Una tragedia”. Cuneo fiscale e famiglie le priorità

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ROMA - Non promette lacrime e sangue, per il momento. Ma invita tutti a restare “con i piedi per terra” in vista di una manovra che dovrà fare i conti con penuria di risorse e severi vincoli di spesa. Il governo dovrà tagliare, ammette Giorgia Meloni aprendo il Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva. “Cancellare” le riforme del passato che non convincono, per reperire fondi. Portando avanti una “spending review” non lineare, ma ispirata da «scelte politiche». In nome del «rigore» e dell’“equilibrio del bilancio dello Stato”. E in modo da garantire tre priorità: il taglio del cuneo fiscale, il sostegno alla natalità e alle fasce più deboli. Di fatto, è l’annuncio di un’era di austerità, che certo non aiuterà a pochi mesi dalle Europee.

“Congiuntura difficile”

Inizia rivendicando dati macroeconomici migliori di Germania e Francia. Si inorgoglisce per uno spread rimasto “basso” e per gli “ottimi” dati sull’occupazione e sul Pil del primo semestre. “Ma dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. La congiuntura si sta facendo più difficile”, avverte, citando la frenata della Germania. E questo “si ripercuote in tutta la Ue e sul nostro tessuto industriale”.

Risorse su cuneo e famiglie

Con un trend negativo, la manovra si fa difficile. “Le risorse disponibili devono essere usate con la massima attenzione”, avverte Meloni. Sarà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a indicare “il quadro complessivo entro il quale ci muoveremo”. La finanziaria, “la più politica delle leggi”, dovrà essere “seria”, “concentrando gli interventi con rigore e attenzione all’equilibrio del bilancio dello Stato”. C’è un vantaggio da sfruttare, spiega la leader: quest’anno l’emergenza energetica è meno grave dello scorso anno, quando assorbì i due terzi della manovra. Con le risorse disponibili bisognerà “consolidare e rafforzare” il taglio del cuneo fiscale e il sostegno alla natalità, “a partire dall’aumento dell’assegno unico”.

Spending review

Per rintracciare denaro, la premier chiede ai suoi ministri di seguire i consigli di Giorgetti e “verificare nel dettaglio le risorse attualmente spese”. “Sprechi e inefficienze devono essere tagliati e le poche risorse che abbiamo devono essere utilizzate al meglio, perché i governi politici scelgono e si assumono le loro responsabilità”. Ma Meloni invita tutti a non limitarsi a tagli lineari: “Quello che vi chiedo non è una semplice spending review”, sostiene. “Siamo stati scelti per fare scelte di rottura con il passato”.

Cancellare riforme del passato

Rompere con il passato significa cancellare le riforme varate da altri esecutivi: “Se ci sono misure che non condividiamo politicamente, non vanno più finanziate. E le risorse recuperate vanno utilizzate per interventi che sono nel nostro programma”.

Superbonus “tragico”

Per Meloni, è alla base di molte delle difficoltà di bilancio del presente. “Stiamo pagando in maniera pesante il disastro del Superbonus 110%. Invito Giorgetti a illustrarci i numeri di questa tragedia contabile che pesa sulle spalle di tutti gli italiani”, attacca la presidente del Consiglio, “quantificando in 12 miliardi le irregolarità della legge varata dal governo Conte. Si è consentita la più grande truffa ai danni dello Stato”. Parole immediatamente bollate come “ridicole accuse” dal leader 5S.

“È l’anno del premierato”

Dopo aver spiegato come immagina la manovra, Meloni indica un altro obiettivo: “Questo deve essere anche l’anno delle grandi riforme, a partire dalla riforma costituzionale”. Un testo che dovrà garantire “stabilità ai governi” e permettere ai cittadini di decidere chi governa. La tempistica, sostiene, è stringente: “Sarà uno dei primi provvedimenti che vareremo, ma ci sono anche il completamento dell’autonomia differenziata, la riforma della giustizia, la delega fiscale”.

La stoccata alla Commissione

In un ragionamento su Tim, Meloni inserisce una stoccata alla Commissione Ue dopo la trattativa tra Ita e Lufthansa. “A volte solleva problemi che difficilmente capiamo”.

L’autocritica: “Qualche errore”

Il discorso davanti ai ministri serve anche a fare un accenno di autocritica. “Da una parte dobbiamo essere soddisfatti, dall’altra dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio. Da tutto si impara, soprattutto dagli errori”. Per affrontare l’anno delle Europee e del G7 italiano, la leader chiede “il massimo della compattezza e della concentrazione”.

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