Giambruno, dal negazionismo climatico agli stupri: le sparate del first gentleman. Chi è e cosa dice il compagno di Meloni
di Gabriele BartoloniNon la prima volta che Andrea Giambruno, dall’alto della sua rubrica pomeridiana di Rete 4, inciampa e cade nella polemica. Dalla quella sul caldo che “c’è sempre stato” alle esternazioni dei giorni scorsi sul come le donne dovrebbero comportarsi per evitare di essere stuprate. Ce n’è uno per ogni stagione, di Giambruno. Quello negazionista, quello sovranista e, infine, il Giambruno machista che fa mansplaining in diretta nazionale.
Le sue sparate fanno rumore e imbarazzano la premier. E pensare che lei, Meloni, l'aveva anche detto: “Ho un nemico in casa”, disse un paio di anni fa parlando dell’orientamento politico del partner, quasi a voler evocare l’esistenza di un contraltare progressista in casa Meloni. Niente di più falso, verrebbe da dire alla luce delle numerose sparate consegnate al pubblico di Mediaset. E infatti, a scanso di equivoci, Giambruno l’ha anche chiarito: “Non sono di sinistra”, scandì intervistato dal Corriere della Sera all’indomani della vit…
Non la prima volta che Andrea Giambruno, dall’alto della sua rubrica pomeridiana di Rete 4, inciampa e cade nella polemica. Dalla quella sul caldo che “c’è sempre stato” alle esternazioni dei giorni scorsi sul come le donne dovrebbero comportarsi per evitare di essere stuprate. Ce n’è uno per ogni stagione, di Giambruno. Quello negazionista, quello sovranista e, infine, il Giambruno machista che fa mansplaining in diretta nazionale.
Le sue sparate fanno rumore e imbarazzano la premier. E pensare che lei, Meloni, l'aveva anche detto: “Ho un nemico in casa”, disse un paio di anni fa parlando dell’orientamento politico del partner, quasi a voler evocare l’esistenza di un contraltare progressista in casa Meloni. Niente di più falso, verrebbe da dire alla luce delle numerose sparate consegnate al pubblico di Mediaset. E infatti, a scanso di equivoci, Giambruno l’ha anche chiarito: “Non sono di sinistra”, scandì intervistato dal Corriere della Sera all’indomani della vittoria del centrodestra alle elezioni dell’anno scorso. Ad oggi non verrebbe neppure il minimo dubbio. Fatto sta che per lui il trionfo della compagna ha significato un'attenzione mediatica che non aveva mai avuto durante gli anni passati, quando era alla conduzione del tg di Cologno Monzese.
Classe ‘81, giornalista e conduttore, per Giambruno l’approdo da anchor su Rete4 – dopo anni passati tra Studio aperto e TgCom24 – è arrivato a gennaio del 2023, nonostante all’indomani delle elezioni avesse annunciato la ritirata nel ‘dietro le quinte’ del programma. Un gesto orientato alla discrezione - così almeno fu interpretato – compiuto per effetto della nomina della partner a presidente del Consiglio. Ma ormai è evidente: a Giambruno la discrezione non piace affatto e ad oggi è un volto fisso del quarto canale. Il suo ‘Diario del giorno’ va in onda dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 16.40. Un programma che nell’ultimo periodo è balzato alle cronache grazie alla conduzione sovranista del primo 'first gentleman’ italiano.
Non c’è dubbio: per il compagno della premier è stata un’estate calda, in tutti i sensi. Torrida per le polemiche quanto per il clima, nonostante per lui l’afa record di luglio non fosse una gran notizia. Anzi, con l’Italia in preda ai picchi di temperatura, ai temporali devastanti, ai torrenti di grandine, Giambruno ha deciso di costruire un’intera puntata all’insegna del negazionismo e del qualunquismo antiscientifico. Ventuno luglio, il conduttore apre la puntata esordendo così: “Oggi è il grande giorno del grande caldo torrido e qualcuno si chiede se sia una novità che nel mese di luglio si raggiungano queste temperature. Secondo noi non è poi una grande notizia però in effetti si continua a parlare e dibattere”. Dunque - è la tesi - “nessun catastrofismo, nessun effetto del cambiamento climatico: è estate e fa caldo, come sempre”. Stop.
Frasi pronunciate in tandem con Vittorio Feltri, cintura nera di negazionismo. Giambruno di riscaldamento globale non vuole sentir parlare. E da bravo sovranista si infervora quando l’argomento viene tirato fuori chiamando in causa anche l'Italia. La storia, anche questa, è nota: Giambruno è andato su tutte le furie quando il ministro degli Esteri tedesco, il socialista Karl Lauterbach, ha provato a mettere in guardia l’Italia circa le conseguenze che il caldo atroce potrebbe avrebbe sul turismo. “Se le cose continuano così, queste destinazioni di vacanza non avranno futuro a lungo termine. Il cambiamento climatico sta distruggendo l'Europa meridionale. Un'era volge al termine”. Apriti cielo. Giambruno si presenta nello studio Mediaset e lancia un’invettiva contro il ministro tedesco: “Sono 20-30 anni che in qualche modo i tedeschi ci devono spiegare come campare. Se non ti sta bene stai a casa tua!”. La scena si chiude con l'inquadratura di lui, in piedi con le braccia conserte appoggiate sul leggio e il sorrisetto beffardo rivolto verso la camera. Pochi giorni dopo minimizzerà (“Ho fatto una battuta”), ma non è difficile immaginare quanto sia piaciuta alla premier un'invettiva del suo compagno rivolta contro quello che, per lei, nei fatti, è un interlocutore europeo. “Non c’è stato nessun ‘Giambruno sconquassa i rapporti con l’Europa’”, assicurerà nella consueta intervista riparatoria al Corriere.
Lo schema, infatti, è sempre lo stesso: prima la spara grossa e poi, invano, cerca di chiarire, ma tenendo il punto. È successo anche per l’ultima polemica, quella innescata dalle sue dichiarazioni sugli stupri (“Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi). Ma stavolta l’imbarazzo in casa Meloni toccherà livelli mai visti? La frase di Giambruno è arrivata mentre Meloni annunciava la visita a Caivano. Ora la premier dovrà recarsi nel teatro di un orribile stupro con il peso delle polemiche sul groppone. A oggi, nessun commento: lei ancora tace.