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Caso De Angelis, stretta sulla propaganda fascista. Ecco cosa prevede la legge che Schlein ora vuole portare in Aula

La lista delle cose da fare secondo la leader del Pd. L’annuncio da Sant’Anna di Stazzema per punire anche simbologia e gestualità del Ventennio. Anpi: “Le dimissioni del portavoce di Rocca? Tardive”
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È in cima alla lista delle cose da fare non appena i parlamentari rientreranno dalla pausa estiva. Elly Schelin lo ha annunciato in un luogo simbolico, da Sant’Anna di Stazzema, dove nel 1944 la furia nazifascista fece strage di 560 civili. Quella contro la propaganda fascista e nazista "è una proposta di legge importante e necessaria su cui sono state raccolte 250 mila firme e credo che sia il momento di portarla in Parlamento dove era arrivata ormai la scorsa legislatura. Chiediamo, insistiamo che venga calendarizzata al più presto".

La segreteria dem si riferisce al testo scritto e promosso dal comune di Stazzema. Si tratta di una legge di iniziativa popolare. La soglia della 50mila firme, necessarie per portare una proposta al cospetto delle Camere, è stata abbondantemente sorpassata. Ora Schlein vuole caledarizzarla in Parlamento con l’obiettivo di rilanciare la lotta al fascismo. Le dimissioni di Marcello De Angelis, chieste a gran voce dell'opposizione, hanno convinto…

È in cima alla lista delle cose da fare non appena i parlamentari rientreranno dalla pausa estiva. Elly Schelin lo ha annunciato in un luogo simbolico, da Sant’Anna di Stazzema, dove nel 1944 la furia nazifascista fece strage di 560 civili. Quella contro la propaganda fascista e nazista "è una proposta di legge importante e necessaria su cui sono state raccolte 250 mila firme e credo che sia il momento di portarla in Parlamento dove era arrivata ormai la scorsa legislatura. Chiediamo, insistiamo che venga calendarizzata al più presto".

La segreteria dem si riferisce al testo scritto e promosso dal comune di Stazzema. Si tratta di una legge di iniziativa popolare. La soglia della 50mila firme, necessarie per portare una proposta al cospetto delle Camere, è stata abbondantemente sorpassata. Ora Schlein vuole caledarizzarla in Parlamento con l’obiettivo di rilanciare la lotta al fascismo. Le dimissioni di Marcello De Angelis, chieste a gran voce dell'opposizione, hanno convinto la segretaria a rispolverare un vecchio cavallo di battaglia: la legge sulla propaganda fascista. Già nel 2017 i dem provarono in tutti i modi a portarla a casa, peccato però che il testo  – primo firmatario l’ormai ex deputato Emanuele Fiano – fu approvato alla Camera per poi arenarsi al Senato come conseguenza dello scioglimento anticipato delle Camere. 

Ora, sulla scia della ‘vittoria’ sul caso De Angelis, i dem rilanciano la sfida in tandem con la galassia antifascista. “Bene, anche se fuori tempo massimo”, ha detto il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo commentando le dimissioni del capo comunicazione della Regione Lazio. “La scelta di Marcello De Angelis di dimettersi è tardiva e motivata in modo vittimistico”. Ora il secondo step consisterà nel dare forma alla battaglia che da anni portano avanti le associazioni: mettere al bando simboli, immagini e riferimenti nazifascisti. 

La legge si divide in due articoli. Il primo rappresenta il fulcro del provvedimento e prevede che “chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. La pena aumenta di un terzo se il reato è commesso attraverso “strumenti telematici o informatici”. Idem se “il fatto è commesso con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale”. 

In sostanza, la proposta rappresenta una stretta nei confronti della propaganda di estrema destra e mira a sanzionare gli atteggiamenti che spesso, a causa dei vuoti del sistema normativo, rimangono impuniti. Addio dunque alle manifestazioni che inneggiano e richiamano il Ventennio, condite con gadget e cimeli fascisti. “Le attuali leggi, a partire dalla Scelba, puniscono determinati condotte solo se mirate alla riorganizzazione del partito fascista. Ecco: parlare solo di ‘riorganizzazione del partito nazista’ non è più sufficiente”, spiega Emanuele Fiano. L’esempio più emblematico riguarda l’assoluzione di Selene Ticchi, l'ex militante di Forza Nuovo processata (e assolta, appunto) per aver indossato la maglietta “Auschwitzland” durante una parata fascista organizzata a Predappio nel 2018 per celebrare la Marcia su Roma. Secondo il giudice non ci sarebbero i presupposti per punire la militante perché la maglietta non sarebbe riconducibile "ad una qualche organizzazione attualmente esistente che propugni ideologie fondate sull'odio razziale”.

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