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Lega, addio alle bandierine. A rischio pure l’Autonomia: pressing per i fondi sui Lep

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Manovra avara per il Carroccio che dovrà rinunciare anche quest’anno a flat tax e superamento della Fornero. “Forse troveremo qualche risorsa per le accise”. Il rilancio atteso a Pontida
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MILANO — Di manovra non si parla, l’unico titolato è il segretario federale e vicepremier Matteo Salvini. E le indiscrezioni e retroscena che filtrano dalle parti di Giancarlo Giorgetti, che invita tutti a tornare coi piedi per terra? «Ha i cordoni della borsa, è l’unico che può fare qualche deroga...», rispondono da via Bellerio. La Lega di lotta — ormai tanto tempo fa — e di governo si appresta a vivere il percorso della legge finanziaria un po’ com’era stato l’anno scorso: con qualche mal di pancia, con una serie di sconfitte sul campo, ma con la sempiterna promessa dell’autonomia differenziata da agitare come vessillo.

Superamento della legge Fornero, taglio delle accise su benzina e diesel, soldi per il Ponte sullo Stretto, flat tax: la lista dei desideri e delle promesse è lunga, parole d’ordine peraltro di antichissima data, il referendum del Carroccio per l’abrogazione della Fornero è datato 2014, il giornale la Padania non era stato ancora chiuso. Ma di cose da portare a…

MILANO — Di manovra non si parla, l’unico titolato è il segretario federale e vicepremier Matteo Salvini. E le indiscrezioni e retroscena che filtrano dalle parti di Giancarlo Giorgetti, che invita tutti a tornare coi piedi per terra? «Ha i cordoni della borsa, è l’unico che può fare qualche deroga...», rispondono da via Bellerio. La Lega di lotta — ormai tanto tempo fa — e di governo si appresta a vivere il percorso della legge finanziaria un po’ com’era stato l’anno scorso: con qualche mal di pancia, con una serie di sconfitte sul campo, ma con la sempiterna promessa dell’autonomia differenziata da agitare come vessillo.

Superamento della legge Fornero, taglio delle accise su benzina e diesel, soldi per il Ponte sullo Stretto, flat tax: la lista dei desideri e delle promesse è lunga, parole d’ordine peraltro di antichissima data, il referendum del Carroccio per l’abrogazione della Fornero è datato 2014, il giornale la Padania non era stato ancora chiuso. Ma di cose da portare a casa e da rivendicarsi ce ne saranno verosimilmente poche. «Forse sulle accise un modo si troverà, daremo qualche aiuto per chi ha più bisogno, evitando una misura orizzontale. Interessa anche a Giorgia Meloni», spiega speranzoso un esponente leghista. Poi ci sono le riforme a costo zero, quelle di sistema per così dire. Il premierato interessa relativamente, il ritorno delle elezioni provinciali invece sì, e lì l’obiettivo è accorparle con le Europee. Discorso diverso invece è l’autonomia. In casa Lega ci si spertica per dire che se ne avvantaggeranno tutti e soprattutto che sarà una rivoluzione a costo zero. Per ora la stella polare leghista rimane appesa in commissione Affari costituzionali del Senato, dove il Pd ha scongiurato il voto degli emendamenti (oltre 500) prima della pausa estiva e ottenuto l’audizione del comitato tecnico sui Lep che dovrebbe esserci nelle prossime settimane. Sono proprio i livelli essenziali di prestazione il nodo su cui rischia la riforma può naufragare: è troppo oneroso garantire gli standard minimi di servizio pubblico su tutto il territorio nazionale, si parla di decine di miliardi per dare condizioni uniformi su trasporti, scuola, sanità e welfare. E se la Lega che ormai al sud ha perso gran parte del proprio consenso può serenamente tornare a mettere al centro gli interessi del nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia temporeggiano e fanno filtrare il tema dei costi. La convinzione di Salvini e dei suoi fedelissimi è che comunque il 2024 sarà l’anno giusto per incamerare l’autonomia e alla prossima adunata di Pontida il 17 settembre, sul sacro pratone, l’obiettivo verrà presentato come ormai praticamente raggiunto.

In attesa di capire come va a finire la doppia partita (manovra e autonomia), e più che altro come gestire comunicativamente una finanziaria che si preannuncia avara, ci sarà ampio spazio per i diversivi politici da pre-campagna elettorale per le Europee. L’assaggio estivo offerto dal caso Vannacci è l’esempio migliore, tanto che non a caso il vicesegretario Andrea Crippa giusto ieri ci ha aggiunto il carico: «Il generale lo aspettiamo a braccia aperte, può dare un contributo all’interno delle istituzioni». Buttarla sull’ideologia non costa nulla, e allora tra Europa cattiva per le regole di bilancio e la “burocrazia ambientalista” e le solite denunce contro il “politicamente corretto” gli argomenti per rosicchiare un po’ di consenso a Fdi non mancano. Dopodiché il solco interno tra fedelissimi del capo e partito del nord-est — vedi alla voce Luca Zaia e Massimiliano Fedriga — rimane, nelle settimane scorse ci sono state plateali polemiche sul tema dell’accoglienza dei migranti. E sul congresso nazionale previsto dallo Statuto della “Lega per Salvini premier” e mai riconvocato pende l’inadempienza del fu Capitano.

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