Meloni difende Giambruno: “Ragazze, gli stupratori esistono. Non mettetevi nella condizione di essere aggredite”
di Lorenzo De CiccoC’era anche la claque, uno stuolo di capi di gabinetto schierati in prima fila pronti al battimano (e che nemesi, per Meloni, che biasimava gli applausi in conferenza stampa a Mario Draghi). Ma nonostante l’aiutino del pubblico, la difesa di Giorgia Meloni verso il compagno Andrea Giambruno, giornalista Mediaset bersagliato di critiche per una sortita sugli stupri, riesce macchinosa. Una carrellata di frasi zeppe di subordinate, sbuffi, attacchi ai giornalisti, uscite in romanesco: “Ve prego!”. La domanda in conferenza stampa se l’aspettava, del resto sulla vicenda non aveva detto una parola per settimane. E infatti, sul finire del punto coi giornalisti, è arrivata. A Meloni viene letta la frase del compagno, testuale: “Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il rischio è che il lupo lo trovi”. Domanda: che ne pensa? All’inizio la premier sembra prendere le distanze, ma è un attimo. “Io penso - risponde - che…
C’era anche la claque, uno stuolo di capi di gabinetto schierati in prima fila pronti al battimano (e che nemesi, per Meloni, che biasimava gli applausi in conferenza stampa a Mario Draghi). Ma nonostante l’aiutino del pubblico, la difesa di Giorgia Meloni verso il compagno Andrea Giambruno, giornalista Mediaset bersagliato di critiche per una sortita sugli stupri, riesce macchinosa. Una carrellata di frasi zeppe di subordinate, sbuffi, attacchi ai giornalisti, uscite in romanesco: “Ve prego!”. La domanda in conferenza stampa se l’aspettava, del resto sulla vicenda non aveva detto una parola per settimane. E infatti, sul finire del punto coi giornalisti, è arrivata. A Meloni viene letta la frase del compagno, testuale: “Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il rischio è che il lupo lo trovi”. Domanda: che ne pensa? All’inizio la premier sembra prendere le distanze, ma è un attimo. “Io penso - risponde - che Andrea Giambruno abbia detto in modo frettoloso e assertivo una cosa diversa da quella che è stata interpretata dai più”. Insomma, è stato frainteso, un classico. Poi per difendere il compagno, ricorre alla mamma Anna: nelle parole di Giambruno, dice Meloni, “io non leggo il fatto di dire: se tu giri in minigonna ti possono violentare. Leggo una cosa simile a quella che mia madre mi diceva quando uscivo di casa da ragazza: occhi aperti e testa sulle spalle. Purtroppo gli stupratori esistono, non bisogna abbassare la guardia”.
Meloni difende Giambruno: “È stato frainteso. Credo in libertà di stampa e non gli dico cosa dire"
E alla fine sembra approdare lì, al ragionamento dov’era arrivato il compagno: “Il concetto è cercare il più possibile di rimanere presenti a sé stessi, di fare del proprio meglio per non mettersi nella condizione di consentire a questi animali di fare quello che vorrebbero fare. Nessuna giustificazione per chi stupra”. Il Pd non la pensa così, tanto che già ieri sera Chiara Braga, la capogruppo alla Camera, tornava all’attacco: “’Non mettersi nelle condizioni’, questa è la ricetta di Meloni contro gli stupratori. Ma quando saranno libere le donne se sono altre donne ad addossare loro la responsabilità di una violenza?”.
Ma Meloni aveva ancora altro da dire fuori dai denti. Contro i giornalisti. Piuttosto accalorata. “Sono mesi che qualsiasi cosa Andrea Giambruno dica, vengo chiamata in causa. Che lettura date del concetto di libertà di stampa? Per come la vedo io, un giornalista non dice in tv quello che pensa la moglie”. La sua idea della libertà di stampa sarebbe allora questa: “Io non vengo chiamata in causa per quello che un giornalista dice nell’esercizio della sua professione e quel giornalista non viene attaccato più di quanto sarebbe normalmente attaccato perché vuole bene a me”. Segue diktat: “Vi chiedo in futuro di non chiedermi conto più di quanto dichiara in televisione. Non devo essere io a dirgli cosa deve dire”.
I cronisti però insistono. No vuol dire sempre no? “No è no, certo che è no. Dopodiché ovviamente…”. C’è libertà di uscire con la minigonna? Ecco la strizzata d’occhio alla claque: “Vabbè che io sono quella che vuole le donne un passo indietro agli uomini, me vede come sto? Sto proprio un passo indietro…”. Applausi. “Ve prego. Diventa imbarazzante”.