Mistero Ustica, gli italiani concordano con Amato: “La Francia dia risposte”
di Antonio NotoLe parole dell’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato sull’abbattimento avvenuto 43 anni fa del volo Itavia diretto a Palermo insistono su una ferita ancora viva e pulsante nella coscienza nazionale. La tesi da lui sostenuta, in un’intervista a Repubblica, secondo cui sia stato un missile francese diretto a Gheddafi a colpire per errore l’aereo di linea italiano, trova una folta maggioranza di italiani concordi (55%). È quanto emerge dall’analisi condotta da Noto Sondaggi per Repubblica.
Si tratta di un’opinione consolidata e maturata nel tempo, anche in base a successivi accadimenti o frutto di inchieste giornalistiche, ma non di una verità processuale. È questo ciò che manca, questo il vulnus che fa della strage di Ustica un evento tutt’altro che superato. Tanto che i cittadini, in maniera sostanzialmente trasversale fra i diversi elettorati di maggioranza e di opposizione, non ritengono che debba essere messo in secondo piano l’impegno del governo Italiano nel verificare se vi …
Le parole dell’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato sull’abbattimento avvenuto 43 anni fa del volo Itavia diretto a Palermo insistono su una ferita ancora viva e pulsante nella coscienza nazionale. La tesi da lui sostenuta, in un’intervista a Repubblica, secondo cui sia stato un missile francese diretto a Gheddafi a colpire per errore l’aereo di linea italiano, trova una folta maggioranza di italiani concordi (55%). È quanto emerge dall’analisi condotta da Noto Sondaggi per Repubblica.
Si tratta di un’opinione consolidata e maturata nel tempo, anche in base a successivi accadimenti o frutto di inchieste giornalistiche, ma non di una verità processuale. È questo ciò che manca, questo il vulnus che fa della strage di Ustica un evento tutt’altro che superato. Tanto che i cittadini, in maniera sostanzialmente trasversale fra i diversi elettorati di maggioranza e di opposizione, non ritengono che debba essere messo in secondo piano l’impegno del governo Italiano nel verificare se vi siano state effettivamente responsabilità da parte della Francia (71%). Non solo. In tal caso si devono chiedere alla Francia gli indennizzi per i parenti delle vittime (69%). Ciò che sembra è che quello che si ricerca sia un risarcimento morale più che economico, nella speranza che la determinazione della verità possa colmare quel senso di scetticismo che si è formato anche rispetto alle istituzioni nazionali. Per questo prevale ancora oggi un senso di insicurezza e di sfiducia: oltre il 60% degli italiani, infatti, ritiene che possano verificarsi nuovamente accadimenti del medesimo tipo (65%) e che la verità sulla strage del DC9 non si saprà mai (62%). Quando però si chiede a chi si attribuisce le maggiori responsabilità per l’accaduto, la popolazione si spacca in insiemi assolutamente equiparabili fra chi punta il dito verso chi avrebbe materialmente sganciato il missile, la Francia secondo le ipotesi circolate (28%), verso chi avrebbe coordinato l’operazione, e quindi plausibilmente la Nato (27%), ma anche verso il nostro Paese che avrebbe consentito che l’attacco si svolgesse nei cieli nazionali (22%).
Se nel complesso vi è la valutazione positiva sul fatto che parlarne possa tenere alta l’attenzione (56%), anche se rinnova il dolore dei familiari delle vittime (30%), resta l’amarezza per l’insabbiamento della verità. Non si trovano giustificazioni (solo il 21% ne individua in questioni legate alla sicurezza nazionale) perché apparati dello Stato possano avere contribuito a nascondere la realtà dei fatti. Il 71% ritiene che sia una grave mancanza della quale chi di dovere dovrà assumersi la responsabilità. Ciò che brucia di più, dunque, è la ferita “interna”, la frattura che divide e crea diffidenza fra i cittadini e le istituzioni, più che l’ombra che possa pesare sulle relazioni con i vicini francesi. Quella sensazione di mancanza di trasparenza che non è stata superata e ancora oggi fa sentire poco tutelata una folta maggioranza di italiani (65%) che teme si possano verificare nel futuro altre situazioni analoghe. Questo ha generato scetticismo tanto che dopo 43 anni da quella terribile notte nera della Repubblica italiana il 62% pensa che la verità sul caso Ustica non emergerà mai. Solo il 20% invece stima che prima o poi si arriverà alla verità ed il dato incoraggiante è che tra questi prevalgono, anche se di poco, i giovani. Sono coloro in grado di guardare con maggiore speranza e ottimismo al futuro e vogliono chiudere i conti con il passato.
Antonio Noto, direttore Noto Sondaggi