Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen si recheranno a Lampedusa domani. "La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si recherà domani a Lampedusa su invito del primo ministro italiano, Giorgia Meloni", ha scritto su X il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, confermando una notizia battuta precedentemente dalle agenzie.
Sulla questione migratoria interviene anche il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. "Penso che anche su vicende molto delicate come quella della pressione migratoria che sta subendo l'Italia è molto importante che l'Unione europea mostri un volto di vicinanza, una presenza, e questa è la migliore smentita a ipotesi che non sono, direi, sul tavolo", ha dichiarato a margine dell'Ecofin in corso a Santiago di Compostela, rispondendo a una domanda se sia preoccupato di tensioni crescenti tra l'Ue e l'Italia. “La dialettica con i diversi Paesi è assolutamente normale. Non la dobbiamo enfatizzare”.
"Blocco delle partenze unica soluzione”
Prosegue intanto un vivace dibattito politico. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, Forza Italia, per affrontare la questione migranti "forse non basta neanche l'Europa per quello che sta accadendo in Africa. Serve addirittura un'azione forte a livello internazionale. Nato, Stati Uniti e Onu devono essere più presenti e devono essere parte della soluzione”, ha detto il vicepremier, che ha ipotizzato, per ora, “qualche cosa che assomigli alla missione Sophia, una presenza di navi europee nel mar Meditarraneo che blocchi le partenze con accordi con i paesi di origine”.
Il blocco delle partenze, afferma Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, “resta l'unica soluzione: i fatti ci danno ragione, bisogna fermare la massa di immigrati illegali alla partenza, grazie a una missione Ue fatta in accordo con gli Stati del Nord Africa”.
"Sfido chiunque a trovare contraddizioni di sostanza tra ciò che disse Giorgia Meloni sui flussi migratori ai tempi dell'opposizione e quello che dice e sta costruendo oggi da presidente del Consiglio”, afferma da parte sua il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, sempre del partito della premier: “Coerenza assoluta nel rispetto di legalità e legittimità".
Opposizioni contro la “chiusura sovranista”
Critica l’opposizione. "Quando per anni urli 'porti chiusi, prima gli italiani, è finita la pacchia', poi arrivi al governo e gli sbarchi raddoppiano, quantomeno ciò che hai promesso sta fallendo", dice il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd Stefano Bonaccini. ”O la politica cambia la Bossi-Fini o i guai li avremo sempre". Secondo Roberto Speranza, deputato Pd-Italia Democratica e Progressista, "hanno attaccato con violenza per anni una persona seria come Luciana Lamorgese facendo solo propaganda sull'immigrazione fuori controllo. Dinanzi a ciò che accade in questi giorni qualcuno dalle parti del governo ha il coraggio e la dignità di chiedere scusa?". Per il sindaco dem di Bergamo Giorgio Gori, “Meloni fa la faccia feroce coi migranti solo per contenere Salvini che la cannoneggia dall’estrema destra”, ma “è giusto cercare di limitare i flussi spontanei. Servono però investimenti europei per stabilizzare i Paesi da cui si originano le migrazioni, accordi per i rimpatri e soprattutto veri canali di ingresso legale (quelli attivati coi decreti flussi sono notoriamente finti, servono al massimo a regolarizzare chi è già qui)”.
"Anche noi di Azione, con Carlo Calenda vogliamo il controllo dell'immigrazione, il rigore e una gestione oculata", afferma la portavoce del partito Mariastella Gelmini, “ma tutto questo necessita di buone politiche in Europa e non della chiusura sovranista e populista".
Su X Pietro Bartolo, ieri medico di Lampedusa oggi europarlamentare di Democrazia solidale eletto nelle liste del Pd, scrive: “Lampedusa si è addormentata con l’agghiacciante discorso di Meloni che vuole militarizzare la gestione dell’immigrazione e si è svegliata con una piccola bara bianca sul molo Favaloro. Un bambino venuto al mondo durante il viaggio da Sfax e arrivato già morto sull’Isola”.
Riccardo Magi, deputato di Più Europa che si trova a Lampedusa, afferma che “è incredibile che Giorgia Meloni indichi come soluzione quella di fermare gli sbarchi e di non preoccuparsi della redistribuzione dopo che l'accordo con la Tunisia si è dimostrato fallimentare. È scandaloso che Meloni dia la colpa di questo fallimento a chi lo aveva previsto e a chi aveva criticato le condizioni di sistematica violazione dei diritti umani perpetrata dal regime di Saied. Ed è altrettanto incredibile l'altra trovata di Meloni di prolungare i tempi di detenzione nei cpr: possiamo dire sin da ora che non funzionerà, perché la detenzione nei cpr non c'entra nulla con la crisi del sistema di accoglienza a cui siamo stiamo assistendo, ed è provato che non è allungando la detenzione che si fanno più rimpatri i rimpatri. Servono trasferimenti e una missione europea di salvataggio in mare. Speriamo che Ursula von der Leyen, visitando Lampedusa se ne renda conto e faccia l'opposto di ciò che dice Meloni".