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Funerali Napolitano, il figlio Giulio: “Disse di aver sostenuto buone battaglie e cause sbagliate”. Lacrime della nipote Sofia. Letta: “Con Berlusconi si chiariranno nella luce”

L’ultimo saluto al presidente emerito: orazioni bipartisan, il discorso del figlio e della nipote. In Aula anche Macron e Steinmeier
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Quattro capi di Stato e un emerito, oltre cento ambasciatori, il Parlamento in seduta comune: Montecitorio ospita l’ultimo saluto a Giorgio Napolitano, morto venerdì sera a 98 anni. Il rito dei funerali laici è un inedito per l’aula della Camera. Il feretro è arrivato da Palazzo Madama alle 11 e 32 ed è stato collocato nella sala del Governo. Poi è iniziata la funzione secondo un cerimoniale rigido e dettagliato. Nove gli interventi: oltre ai presidenti di Camera e Senato, hanno parlato il figlio di Giorgio Napolitano, Giulio, e la nipote Sofia. Poi i cinque oratori scelti dalla famiglia.

Telegramma di cordoglio di Xi a Mattarella

Il presidente cinese Xi Jinping ha inviato oggi un messaggio di cordoglio al capo dello Stato Sergio Mattarella per la scomparsa di Giorgio Napolitano, esprimendo "profonde condoglianze e rivolgendo un sincero cordoglio alla sua famiglia". Xi, nel resoconto dell'agenzia Xinhua, ha affermato che l'ex presidente italiano è stato "a lungo impegnato nell'amicizia Cina-Italia e negli scambi e nella cooperazione più forti tra i due Paesi, dando un contributo positivo alla pace e allo sviluppo nel mondo". Poi ha sottolineato "di tenere in grande considerazione lo sviluppo delle relazioni Cina-Italia" e di essere "pronto a collaborare con il presidente Mattarella per promuovere uno sviluppo sano e stabile del partenariato strategico globale Cina-Italia in modo da avvantaggiare i due Paesi e i loro popoli".

(Video) Molinari: "L'omaggio di Macron e di Steinmeier riconosce un protagonista della costruzione europea"

Maurizio Molinari: "L'omaggio congiunto di Macron e di Steinmeier riconosce in Napolitano un protagonista della costruzione europea"

L’esitazione di Meloni e Salvini dopo l’esortazione europeista di Gentiloni

Una lieve esitazione, poi un tiepido battito di mani. Giorgia Meloni e Matteo Salvini esitano per qualche secondo, prima di unirsi all’applauso dell’Aula per Paolo Gentiloni. Antonio Tajani, seduto alla destra della presidente del Consiglio, applaude subito le parole conclusive dell’intervento del Commissario europeo. “Salutiamo un grande riformista, per lui l'Europa è sempre stata la via maestra, questa via, la tua via, cercheremo di seguirla sempre", dice Gentiloni ricordando Napolitano. Scatta l’applauso di tutta l’Aula. Battono le mani anche Meloni e Salvini, ma dopo aver esitato qualche attimo. Il leghista si interrompe subito, Meloni applaude più a lungo, ma tiepida, le mani basse dietro il banco.

(di Serenella Mattera)

Dopo la cerimonia i complimenti di Draghi ad Amato e il colloquio in Transatlantico

In un corridoio del transatlantico, dopo la cerimonia, si incontrano l’ex premier Mario Draghi e il presidente emerito della corte costituzionale Giuliano Amato. Draghi si ferma un attimo, davanti anche al commissario Paolo Gentiloni, e dice: “Bravo Giuliano, bravissimo”. Poi Amato segue Draghi e i due si allontanano scambiando qualche battuta riservatamente.

(di Emanuele Lauria)

Matteo Renzi in ritardo: ha assistito alla cerimonia da un banco tra i parlamentari di destra

Arriva in ritardo, Matteo Renzi. Perciò assiste alla cerimonia funebre per Giorgio Napolitano da un banco libero, tra i parlamentari della destra, all’estremità dell’emiciclo di Montecitorio. Gli altri ex presidenti del Consiglio, con l’eccezione di Giuliano Amato e Paolo Gentiloni, che parlano dai banchi della presidenza, siedono nella seconda fila al centro dell’Aula: da sinistra, Massimo D’Alema, Romano Prodi, Mario Monti, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Mario Draghi, seduto tra Pietro Grasso e Pier Ferdinando Casini, ex presidenti delle Camere.

(di Serenella Mattera)

Amato ricorda il “grande tormento dopo Budapest e Praga”. E cita il caso D’Ambrosio

"Grande fu il suo tormento di fronte ai fatti di Budapest del '56 e di Praga nel '68 che portarono lui a dedicarsi alla difficile impresa di far prevalere nello stesso partito, il Pci, le altre ragioni comuni che pure c'erano. Ma occorreva un duro lavoro di radicamento nella democrazia in Europa e nell'Occidente e di questo fu protagonista, elogiando più volte la democrazia parlamentare". L'ha detto Giuliano Amato, nel suo intervento. Il presidente emerito della Corte costituzionale ed ex premier ha pure ricordato un aneddoto che riguarda anche la moglie di Napolitano: "Dell'Europa fece una missione per sé e per l'Italia. Ricordo quando ebbe un periodo di debolezza di cuore e Clio lo accompagnava tutte le settimane, li incontravo nei corridoi del Parlamento europeo, lui che non voleva rinunciare al suo lavoro in Europa e lei che gli stava accanto perché non si fidava a lasciarlo da solo". Napolitano, ha sottolineato ancora Amato, “aveva contatti con i costituzionalisti ma dimostrava di conoscere la materia quanto loro". E ricorda un altro episodio, "quando arrivò a sollevare un conflitto d'attribuzioni dopo la dolorosa vicenda che portò alla morte di Loris D'Ambrosio, suo collaboratore ed amico, e nella quale telefonate dello stesso Presidente risultavano, sia pur casualmente, acquisite a un processo senza essere immediatamente distrutte - ha aggiunto -. Su questo sollevò il conflitto, convinto che lasciare alle ordinarie procedure processuali la distruzione di quelle telefonate ne avrebbe consentito comunque la conoscenza minando la figura stessa della Capo dello Stato in tutte le sue attribuzione. La Corte Costituzionale gli dette ragione".

Amato ha poi aggiunto: "Ha esercitato tanti ruoli, Giorgio, e sempre ti colpiva la sua grande e non eludibile autorevolezza, figlia della sua cultura che traspariva dai suoi argomenti. Dal suo lessico. Da una cultura che alimentava incessantemente"

Fra i banchi del governo assenti i ministri Sangiuliano e Santanchè

Fra i banchi del governo si notano le assenze dei ministri Gennaro Sangiuliano (in Spagna alla riunione dei ministri della Cultura dell'Unione europea) e Daniela Santanchè. In luogo di Sangiuliano c’è il sottosegretario ai beni culturali Vittorio Sgarbi, che sembra assopirsi durante il discorso del cardinale Gianfranco Ravasi, salvo ridestarsi con un applauso in conclusione dell’intervento.

(di Emanuele Lauria)

Ravasi cita il profeta Daniele: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento”

Il cardinale Angelo Ravasi, che fu protagonista con Napolitano di un fecondo dialogo sul rapporto tra laici e credenti, ha ricordato Napolitano come “un uomo di altissima cultura”: “Vorrei portare anche io un fiore ideale sulla sua tomba, sul suo feretro - ha proseguito -. Un fiore che è un verso tratto dal libro del profeta Daniele. 'I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento. Coloro che avranno indotto molti nella giustizia risplenderanno come le stelle nel firmamento, per sempre'".

(ansa)

La foto di Churchill sulla scrivania di Napolitano: il dettaglio richiamato da Gentiloni

La foto di Winston Churchill sulla scrivania di Giorgio Napolitano, l’immagine storica dello statista inglese che celebra la vittoria nella seconda guerra mondiale: è il dettaglio svelato dal commissario europeo Paolo Gentiloni durante il funerale laico del due volte presidente della Repubblica nell’aula della Camera,

(di Tommaso Ciriaco)

Gentiloni: “È stato precursore della scelta atlantista”

"A Bruxelles e a Strasburgo, ancora ricordano il suo impegno e la sua capacità di dialogo, dava l'esempio ai colleghi più giovani, era aperto a tutto e a tutti, tranne che all'approssimazione. Per lui la democrazia in Italia come in Europa era innanzitutto il Parlamento", ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici e monetari, nell'orazione commemorativa. Giorgio Napolitano "ha compreso in anticipo, io ne sono diretto testimone, l'importanza di un ruolo europeo nella transizione climatica". Per lui, ha aggiunto Gentiloni, “l'avvenire dell'Italia poteva dispiegarsi solo in una prospettiva di sviluppo nuovo dell'integrazione Europea. Il suo richiamo all'Europa era frutto di un cambiamento di rotta nel Pci. Questo richiamo era andato di pari passo con il maturare della scelta atlantica. Anche su questo fu un precursore. Obama lo salutò come leader visionario che ha contribuito a indirizzare l'Europa verso una più stretta integrazione. Per Napolitano la scelta dell'Europa è stata una scelta di campo, di vita".

Gianni Letta: “Con Berlusconi si chiariranno lassù, nella luce”

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi erano "due persone così lontane, due storie distanti, due mondi opposti, due figure diverse, chiamate a condividere i massimi incarichi dello Stato. Poteva essere difficile quella convivenza e non fu sempre facile, non mancarono i momenti di tensione e le polemiche, ma da tutte e due le parti non vennero mai meno la volontà e la forza di mantenere il rapporto nei binari della correttezza istituzionale". Lo ha detto Gianni Letta, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e presidente di Civita, alle esequie di Giorgio Napolitano. Ora, ha aggiunto, "si chiude anche un capitolo tormentato e complesso di questa storia: dopo Berlusconi, Napolitano, a tre mesi uno dall'altro. Mi piace immaginare che incontrandosi lassù possano dirsi quello che non si dissero quaggiù e, placata ogni polemica, possano chiarirsi e ritrovarsi nella luce".

Anche Finocchiaro si commuove: “Temevo le sue lettere, se la scrittura era più puntuta era arrabbiato”

Ha concluso il suo intervento con la voce rotta dalla commozione Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide, durante la cerimonia per i funerali laici dell'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano in corso a Montecitorio. In particolare ricordando quando con il presidente ha "lavorato a lungo, anche con tempestosi scambi di opinioni. Io che, più che le tesissime telefonate, temevo le sue lettere, con scrittura tanto più puntuta e obliqua quanto più era arrabbiato con me". E ha scandito, commossa: "Posso dire in piena coscienza alla sua famiglia, ai tanti che come me l'hanno profondamente rispettato e amato, ai suoi avversari che, anche con gli errori che sono dell'umano, il presidente Napolitano ha speso la sua vita per l'Italia, e a essa appartiene la sua memoria".

La suoneria di un telefonino durante l’intervento di Giulio Napolitano

Mentre Giulio Napolitano sta pronunciando il ricordo in aula per il padre Giorgio Napolitano, una musichetta si intromette nella cerimonia: è la suoneria, presumibilmente proveniente dal cellulare di un parlamentare. Un motivo allegro e inopportuno, che imbarazza i presenti e attira l’attenzione di numerosi compagni di banco dello sbadato ospite del funerale laico. Giulio Napolitano non si scompone e prosegue nel discorso. Pochi secondi, una rapida manovra per silenziare il telefonino e in aula ritorna il silenzio.

(di Tommaso Ciriaco)

Le lacrime della nipote Sofia: “Per lui contava che fossimo felici, ci insegnò a trattare chiunque con rispetto”

Sofia May Napolitano, nipote del Presidente emerito della Repubblica si è commossa ricordando in Aula la figura e l’insegnamento del nonno: “Ci ha insegnato a trattare chiunque con rispetto e cortesia a prescindere dalle convinzioni. Quando eravamo piccoli ci scriveva sempre, ci veniva a prendere a scuola. Ha sempre trovato il tempo, nonostante i suoi impegni, condivideva con noi libri e articoli, ma non era accondiscendente”. Giorgio Napolitano, ha detto, “era un politico e un leader di grande valore ma anche un nonno formidabile e pieno di attenzione, premuroso e sempre presente per noi, ascoltava i nostri problemi in modo partecipe e comprensivo nonostante fosse già occupato con i problemi del Paese". E ha ricordato alcuni episodi: "Ci ha dato grandi opportunità, ci ha accompagnato a concerti, iniziative politiche e istituzionali e ci ha presentato a grandi personalità, tra queste la Regina Elisabetta alla quale era particolarmente legato. "Ci ha portati a Stromboli e a Capri luoghi a lui cari e siamo sempre rimasti colpiti da quanto fosse ammirato ovunque nel mondo e ci siamo sempre sentiti orgogliosi di essere suoi nipoti". Un lungo applauso ha salutato il suo intervento.

Funerali Napolitano, la commozione della nipote Sofia May: "Era un nonno formidabile"

Giulio Napolitano: “Mio padre disse di aver combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate”

Napolitano "ha combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate". Lo ha detto Giulio, figlio del presidente emerito della Repubblica, durante la cerimonia. Ha iniziato il suo intervento in Aula ringraziando papa Francesco. E ha raccontato: "Non ricordo un solo giorno della vita di mio padre che non sia stato di lavoro. La politica per lui richiedeva analisi ascolto e assunzione di responsabilità. Non sopportava la demagogia e la riduzione a urlo della politica. La politica era inscindibile dalla vita quotidiana, la politica era il nostro orizzonte. Ciò non gli impediva di essere un marito e padre affettuosissimo". E ha aggiunto: "Per 50 anni l'ho visto in quella posizione - dice - per lui la politica era scelta etica e motivazione morale, partecipazione fisica ed emotiva, insieme alle persone nelle campagne, nella fabbriche, nelle piazze a cominciare da quelle della sua amata Napoli, negli uffici, senza mai risparmiarsi. Ogni volta ammiravo la dignità, l'apertura del sorriso a chiunque si avvicinasse, la sua voce, la sua lingua ricca, il tono severo ma a volte stemperato dall'ironia, la ricerca di soluzioni per migliorare vita, ridurre le diseguaglianze, aiutare il Mezzogiorno". Ha sottolineato come il padre abbia cercato “di correggere gli errori ed esplorare strade nuove. Tra queste la partecipazione al Parlamento europeo, al servizio unità europea. Da presidente – ha commentato Giulio Napolitano – ha sentito la ricchezza e guardato alla vitale risorsa della Costituzione. Tra le giornate più felici, c'è quella della celebrazione, con orgoglio e fiducia e coscienza critica di quanto si doveva ancora fare, del 150esimo dell'Unità di Italia circondato, dal calore e dalla partecipazione popolare lungo l'intera penisola. Tutti si riconobbero in ciò che ci unisce. Ha sempre sperato e agito per il rinnovamento della politica e delle istituzioni”. Poi ha ringraziato tutti i presenti nell'emiciclo e anche chi in questi giorni si è recato alla camera ardente in Senato: "Viviamo questo momento in spirito di unità e condivisione”, ha detto.

(ansa)

(Video) Il minuto di silenzio alla Camera

Funerali Giorgio Napolitano, il minuto di silenzio alla Camera dei Deputati

La Russa. “Guidò il Paese secondo la Costituzione”

La seconda commemorazione istituzionale è affidata al presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Oggi rendiamo l'ultimo saluto a un protagonista della nostra storia repubblicana quale è stato il Presidente Emerito Giorgio Napolitano – ha detto -. Entrato in Parlamento il 25 giugno del 1953, ha ricoperto tutti i più prestigiosi ruoli istituzionali della nostra Italia. In questi giorni sono state numerose le autorità, a partire dal presidente Mattarella, che si sono recate alla camera ardente allestita in Senato, così come sono stati tantissimi gli italiani che hanno voluto dedicargli un ultimo saluto. Ho personalmente potuto registrare un segno tangibile di affetto e ammirazione, reso ancora più solenne dalla storica visita di papa Francesco, che ringrazio, e che non ha precedenti in Senato". La Russa ha poi ricordato: “Il Presidente Napolitano ha sempre rivendicato - con orgoglio - la propria storia politica, le proprie radici, i valori in cui ha creduto. Come ho ricordato in Aula, in occasione dei suoi 70 anni di attività parlamentare, Giorgio Napolitano è stato testimone di una cultura che si fa politica e di una cultura politica che si fa istituzione. Da Capo dello Stato ha guidato la Nazione, riconoscendosi in quei valori che sono le fondamenta della nostra Carta Costituzionale. Certo, come tutti i grandi leader, ha avuto nell'agone politico confronti e contrasti, anche duri". Ma, ha detto, “la mia stima verso di lui si è rafforzata per il suo operato di profonda attenzione verso le nostre Forze armate e verso il ruolo fondamentale che queste svolgono per la difesa e la sicurezza della Nazione e dei cittadini. Al presidente Napolitano sarò inoltre sempre grato per l'impegno e la dedizione che volle dedicare alle celebrazioni per i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia, contribuendo così a rafforzare il senso di appartenenza, l'amore verso la nostra Patria e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e identitario”. E ha concluso con saluto diretto: “Ciao, presidente”

Iniziata la commemorazione, Fontana: “Tra le figure più rilevanti della storia della Repubblica”

Il primo intervento nell’Aula di Montecitorio è del presidente della Camera, Lorenzo Fontana: “Con Giorgio Napolitano scompare una delle figure più rilevanti della storia istituzionale e della Repubblica", ha detto introducendo un breve discorso, al termine del quale è stato rispettato un minuto di silenzio

Macron in Aula cerca Draghi e gli manda un cenno di saluto

Breve cenno di saluto tra Emmanuel Macron e Mario Draghi, nell’aula di Montecitorio, in attesa della cerimonia per Giorgio Napolitano. Il presidente francese è entrato nell’emiciclo e si è accomodato su una sedia in prima fila. Poi si è voltato, ha cercato lo sguardo di Draghi, ha messo una mano sul cuore in segno di saluto, ricambiato dall’ex premier.

(di Tommaso Ciriaco)

L’omaggio di tutti i leader esteri al feretro. In Aula si attende in piedi

I Capi di Stato europei, dopo aver reso omaggio al feretro di Giorgio Napolitano nella Sala dei ministri, stanno entrando alla spicciolata nell'Aula della Camera, prendendo posto nella prima fila dell'emiciclo. Tra i presenti, l presidente della Repubblica federale di Germania Frank-Walter Steinmeier; il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron; il presidente Emerito della Repubblica François Hollande; il presidente della Repubblica d'Albania Bajram Begaj; i capitani Reggenti della Repubblica di San Marino Alessandro Scarano e Adele Tonnini, accompagnati dal Ministro degli esteri Luca Beccari; il presidente emerito della Repubblica d'Austria Heinz Fischer con la consorte Signora Margit Fischer; il presidente emerito della Repubblica del Portogallo Aníbal Cavaco Silva, con la consorte Signora Maria Alves da Silva Cavaco; il presidente Emerito della Repubblica di Slovenia Borut Pahor; la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno; la Duchessa di Edimburgo, membro della Famiglia Reale del Regno Unito.

Molte e vistose assenze in Aula per il centrodestra

Aula al completo. Sta per iniziare. Moltissime e vistose le assenze tra il centrodestra. Tra gli ospiti internazionali anche l’ex presidente francese Hollande, appena entrato in aula con Macron e Steinmeier. Macron saluta subito Draghi.

(di Concetto Vecchio)

I banchi del governo

I banchi del governo

 (ansa)

(Video) Le autorità accolgono il feretro in Transatlantico

Addio Giorgio Napolitano, le autorità accolgono il feretro in Transatlantico

(di Emanuele Lauria)

Il feretro di Napolitano nella Sala dei ministri: accolto dalla moglie Clio e da Mattarella

Dopo aver attraversato il Transatlantico di Montecitorio, preceduto dallo stendardo della Presidenza della Repubblica su un cuscino di vellut, e dal Collare di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica,
il feretro di Giorgio Napolitano è stato posto nella Sala dei ministri, affiancato dai corazzieri. Ad accogliere le spoglie dell’ex presidente, la moglie Clio, il capo dello Stato Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e i rappresentanti istituzionali esteri. L’Aula di Montecitorio segue le immagini dagli schermi, in attesa dell’inizio della commemorazione. Meloni dopo omaggio al feretro con le altre autorità e entrata in Aula insieme alla presidente della Consulta Silvana Sciarra.

(ansa)

Onori militari e Inno di Mameli. E in piazza qualcuno grida: “Grazie presidente”

Applausi all’arrivo del feretro da parte della piccola folla riunita sotto il maxischermo in piazza Montecitorio. Sul tappeto rosso, la bara viene portata a spalla dai rappresentanti delle forze dell’ordine e militari. Poi vengono resi gli onori militari. E dopo l’esecuzione dell’inno d’Italia qualcuno grida: “Grazie presidente”

(di Giovanna Vitale)

Il corteo funebre arriva a Montecitorio

Il corteo funebre, con il feretro scortato dalle moto dei carabinieri e l’auto su cui viaggiavano i figlio Giovanni e Giulio e i nipoti di Napolitano, è arrivato in piazza Montecitorio dopo aver lasciato Palazzo Madama e attraversato le vie del centro di Roma. In attesa che la cerimonia per le esequie laiche abbia inizio l'Aula di Montecitorio è nel silenzio assoluto.

Tra i banchi del governo anche Salvini, che ha disertato la camera ardente

Fa discutere, in Transatlantico, la decisione di lasciare il feretro nella Sala dei ministri e non in Aula. Occhetto seduto tra l’ex capo della polizia Franco Gabrielli e il giurista Andrea Manzella. I sindaci di Napoli e Milano, Manfredi e Sala seduti accanto. Banchi del governo al completo, c’è anche Salvini, che aveva disertato la camera ardente.

(di Concetto Vecchio)

Il feretro di Napolitano lascia Palazzo Madama diretto a Montecitorio

Il feretro di Giorgio Napolitano ha lasciato Palazzo Madama, dove si è tenuta la camera ardente ed è stato posto a bordo del carro funebre, scortato dai corazzieri. Nel corteo ci sono i figli dell’ex presidente

La moglie Clio accoglie gli ospiti stranieri. Arrivato anche Macron

La moglie di Giorgio Napolitano, Clio, accoglie nell'atrio di Montecitorio gli ospiti stranieri giunti a Roma per i funerali dell'ex presidente della Repubblica. È arrivato anche il presidente francese Emmanuel Macron, c’è anche il presidente portoghese, Anibal Cavaco Silva.

Funerali Giorgio Napolitano, l'arrivo della moglie Clio a Montecitorio e l'omaggio di Macron

L’Aula si riempie, nei capannelli il ritrovato orgoglio di centrosinistra

Aula della Camera già quasi piena. Molto omaggiato Mario Draghi, anche da Elly Schlein. L’ex premier fermato dall’attore Luca Barbareschi. La delegazione del Pd è entrata in aula con la partigiana Iole Mancini, 103 anni, e il fazzoletto dell’Anpi al collo. C’è anche Gianfranco Fini, ignorato dai colonnelli di Fratelli d’Italia, ma salutato con calore da molti esponenti storici del centrosinistra. Massimo D’Alema discute animatamente con Conte, che ascolta perlopiù. Nel drappello anche Romano Prodi. Si percepisce un senso di ritrovato orgoglio nel centrosinistra, presenti molti ex leader, ed ex parlamentari. Napolitano ha riunito un mondo disperso e sconfitto.

(di Concetto Vecchio)

Entra a Montecitorio la duchessa Sofia, rappresentante della famiglia reale britannica

Entra a Montecitorio, percorrendo il tappeto rosso sulla piazza, anche la duchessa Sofia d’Edimburgo: arriva in rappresentanza della famiglia reale britannica per rendere omaggio a Giorgio Napolitano. Sofia, moglie del principe Edoardo e quindi cognata del re, era considerata la pupilla della regina Elisabetta. Carlo d’Inghilterra ha inviato nei giorni scorsi un telegramma di cordoglio a Mattarella: "Ricordo con grande affetto il nostro incontro durante la mia visita a Roma nel 2009 e, in particolare, l'amicizia che esisteva tra il Presidente Napolitano e mia madre, Sua Maestà la Regina Elisabetta II". Tra le personalità estere, a Montecitorio c’è anche il presidente emerito dell’Austria, Heinz Fischer, accompagnato dalla moglie, Margit.

Mattarella entra a Montecitorio, accolto da Fontana

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Montecitorio per partecipare alle esequie di Stato del presidente emerito Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato è stato accolto in piazza dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, quindi ha fatto il suo ingresso alla Camera per raggiungere la Sala dei ministri, attigua all'aula, dove lo attendono la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la presidente del Corte Costituzionale, Silvana Sciarra. Saranno loro ad accogliere i capi di Stato attesi alla cerimonia.

(reuters)

Meloni entrata a Montecitorio. Arriva anche l’ex premier Draghi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è appena arrivata alla Camera dove a breve avrà luogo il funerale di Stato. La premier ha percorso il tappeto rosso e poi ha varcato l'ingresso di palazzo Montecitorio.È tutto pronto per l'arrivo del feretro del presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano. Arrivato anche l’ex premier Mario Draghi, predecessore di Meloni. La premier si è recata nella sala dei ministri, dove il presidente della Camera Lorenzo Fontana, con il Segretario generale Fabrizio Castaldi, accompagnerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il Segretario generale Ugo Zampetti. Nella sala dei ministri è attesa anche la presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra. Qui vengono accolti i rappresentanti degli Stati esteri.

(reuters)

Schlein arriva alla camera accompagnando la partigiana Iole Mancini

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è arrivata a Montecitorio per prendere parte alle esequie: ha fatto ingresso nell'aula della Camera accompagnando Iole Mancini, partigiana di 103 anni, che è entrata in Aula con al collo il fazzoletto dell'Anpi e ha preso posto in prima fila. Alla Camera è arrivato anche l'ex presidente del consiglio Romano Prodi. Davanti ai banchi del governo il cardinal Ravasi saluta i parlamentari.
Si è intrattenuto con Elly Schlein. Ha fatto il suo ingresso nell'emiciclo anche Gianfranco Fini. Arrivato anche Gianni Letta. Si scorge Il comandante dei carabinieri in alta uniforme Teo Luzi. Ed è entrato il leader del M5s Giuseppe Conte. In ciacca fucsia Livia Turco.

Piazza blindata: è Iniziata alle 10 la coda degli esponenti politici per entrare a Montecitorio

Dalle 10 di stamattina è iniziata la coda di esponenti politici e ministri per entrare alla Camera per la celebrazione alle 11,30 del funerale laico di Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica. Fra i primi ad arrivare, Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Beppe Sala, i ministri Giorgetti, Piantedosi, Bernini. L'area antistante il palazzo che ospita la Camera dei deputati è blindata, presidiata dalle forze dell'ordine, e il picchetto d'onore si è già disposto in piazza, dove sono presenti anche molti giornalisti e telecamere, e i cittadini arrivati per seguire le esequie dal maxischermo allestito allo scopo. Una lunga fila si è invece creata sul lato opposto del palazzo, in piazza del Parlamento, dove stanno entrando gli ospiti ammessi alla cerimonia. All'interno, in Transatlantico, sono in corso gli ultimi preparativi: i commessi in alta livrea si stanno disponendo, gli addetti alle pulizie compiono le ultime operazioni, tra tappeti rossi e bandiere listate a lutto. Molti i parlamentari in abito scuro che stanno facendo il loro ingresso nell'aula, che per la prima volta ospita un funerale di Stato.

La sepoltura nel cimitero acattolico, accanto a Gramsci e Camilleri

Giorgio Napolitano sarà tumulato nel cimitero acattolico di Roma, che si trova accanto alla Piramide Cestia e dove riposano anche anche Antonio Gramsci e Andrea Camilleri. Al termine della cerimonia il corteo funebre raggiungerà il cimitero percorrendo via del Corso, piazza Venezia, via del Teatro Marcello e via Marmorata.

I luoghi e il cerimoniale: l’infografica

Chi sono i 9 che intervengono alla cerimonia

Sono nove gli interventi previsti durante il rito funebre a Montecitorio. Si parte con le commemorazioni istituzionali affidate al presidente della Camera Lorenzo Fontana e poi al presidente del Senato Ignazio La Russa.
Intervengono, poi, dal banco della presidenza due rappresentanti della famiglia di Giorgio Napolitano: il figlio Giulio e la nipote Sofia May. Infine, i cinque oratori scelti dalla famiglia. La sequenza prevede, nell’ordine: l’ex parlamentare Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Gianni Letta, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e presidente di Civita; Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari; il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura, Giuliano Amato, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

Giulio Napolitano, figlio dell'ex presidente

Giulio Napolitano, figlio dell'ex presidente

 (ansa)

Il programma della funzione: il cerimoniale e gli orari

L’inizio dei funerali è previsto per le 11 e 30, ma già 45 minuti prima si mette in moto il cerimoniale per l’accoglienza delle personalità. A fare gli onori di casa è il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Sergio Mattarella è atteso poco prima delle 11, sarà accompagnato dal segretario generale Ugo Zampetti. Alle 11 e 15 il feretro di Giorgio Napolitano lascia il Senato per raggiungere Montecitorio. Gli onori militari sono previsti nella piazza antistante la Camera, con l’esecuzione dell’inno militare. Poi non entrerà in Aula ma sarà condotto nella sala dei Ministri dove riceverà l’omaggio dei capi di Stato presenti. Alle 11 e 45 è previsto l’inizio della celebrazione nell’Aula di Montecitorio con gli interventi dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e quelli degli oratori. Poco prima delle 13 è prevista la conclusione: le personalità si spostano nel Transatlantico dove attendono l’uscita del feretro.

(ansa)

Da Macron a Steinmeier e Sofia d’Edimburgo: le personalità che partecipano alla cerimonia

Tre capi di Stato – Sergio Mattarella, il francese Emmanuel Macron, il tedesco Frank Walter Steinmeier – più un ex presidente, François Hollande, per porgere l’ultimo saluto a Giorgio Napolitano. Più di cento ambasciatori, tra cui quello russo a Roma. Poi la duchessa Sofia d’Edimburgo in rappresentanza della famiglia reale britannica, la premier italiana Giorgia Meloni, quello albanese Edi Rama. I sindaci di Napoli (città natale di Napolitano), Gaetano Manfredi, di Roma, Roberto Gualtieri, e Milano, Beppe Sala, e il Parlamento in seduta comune.

(ansa)

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