“‘Ho combattuto buone battaglie e sostenuto scelte sbagliate’. Richiedeva analisi ascolto e assunzione di responsabilità. Non sopportava la demagogia e la riduzione a urlo della politica”. E’ un ricordo commosso ma rigoroso quello di Giulio Napolitano, figlio più piccolo dell’ex presidente della Repubblica. Secondogenito, nato nel 1969, durante l’orazione per il funerale laico di Giorgio Napolitano, Giulio nell’Aula della Camera ha ripercorso l’impegno politico e istituzionale del padre. Salutato dagli applausi, è stato seguito nel suo discorso da quello di Sofia May, nipote dell’ex Capo dello Stato e figlia di Giovanni, il primogenito di Napolitano. Una 26enne che con la sua dolcezza e la commozione ha rapito l’attenzione dell’emiciclo di Montecitorio e della premier Meloni con un discorso intimo ed emozionato. “Ci siamo sempre sentiti orgogliosi di essere suoi nipoti, nonostante i suoi impegni, il fatto che sia stato un nonno così affettuoso e presente, è testamento dell'uomo eccezionale che era, sarà sempre la persona che ammiriamo di più", ha detto Sofia parlando del nonno.
L’orazione di Giulio Napolitano
Professore di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dell’università di Roma Tre, Giulio Napolitano olre a svolgere n dottorato di ricerca presso la Scuola Sant'Anna di Pisa, è stato anche ricercatore di Diritto amministrativo all’Università La Sapienza" di Roma. Ma nella sua carriera accademica ha svolto anche ricerche anche all'estero presso l’Università di Francoforte, l’Università di Parigi II, il Max Planck Institut di Heidelberg.
Ricordando un “un disegno fatto alle elementari nel lontano 1976”, Giulio ha ricordato di aver ritratto il padre Giorgio con la scritta ‘Mio papà è deputato al Parlamento’ “e lui seduto davanti a una scrivania, così per 50 anni l'ho visto in quella posizione leggere, studiare, scrivere appunti e discorsi anche quando era al Quirinale". Sottolineando che, in occasione delle esequeie laiche dell’ex presidente, “viviamo questo momento in spirito di unità e condivisione”, ha voluto ringraziare Papa Francesco per essersi recato alla camera ardente in Senato, “un gesto che ci ha emozionati”, ha sottolineato. E ha aggiunto: “Non ricordo nella lunga e straordinaria vita di mio padre un solo giorno che non sia stato di lavoro. Il suo lavoro e il senso profondo della sua esistenza era la politica, intesa come ideale, missione e professione. La politica era per lui, come per molti di quella eccezionale generazione, una cosa seria".
Funerali Napolitano, la commozione della nipote Sofia May: "Era un nonno formidabile"
Il discorso di Sofia May Napolitano
Più familiare il ricordo di Sofia May Napolitano, che del nonno-Capo dello Stato ha rammentato: "Ci ha insegnato a trattare chiunque con rispetto e cortesia, a prescindere dalle convinzioni. Quando eravamo piccoli ci veniva a prendere a scuola e ci portava a Villa Borghese per prendere un gelato. Ha sempre trovato il tempo, nonostante i suoi impegni, e condivideva con noi libri e articoli. Ma non era mai accondiscendente". E ha aggiunto: "Ci scriveva sempre, anche quando non sapevamo ancora leggere, ci telefonava quando vedeva dei cartoni animati in televisione che pensava ci sarebbero piaciuti. Ha sempre trovato il tempo per me e Simone (il fratello, ndr) nonostante i suoi impegni", continua. Ma soprattutto, "ci ha insegnato a combattere per i propri ideali, senza curarsi degli ostacoli. I consigli che ci ha dato ci fanno sentire fiduciosi in noi stessi e orgogliosi di essere suoi nipoti".
Poi ha ricordato: "Ci ha dato grandi opportunità, ci ha accompagnato a concerti, iniziative politiche e istituzionali e ci ha presentato a grandi personalità, tra queste la Regina Elisabetta alla quale era particolarmente legato. Ci ha portati a Stromboli e a Capri - ha aggiunto - luoghi a lui cari e siamo sempre rimasti colpiti da quanto fosse ammirato ovunque nel mondo e ci siamo sempre sentiti orgogliosi di essere suoi nipoti".