Ong, lettera di Meloni a Scholz. Salvini: “Da Berlino atto ostile
di Emanuele Lauria , Tonia MastrobuoniGiorgia Meloni e Olaf Scholz
Lo “stupore” fatto filtrare venerdì da Chigi si è tramutato in una lettera di rimostranze con tanto di firma in calce che accende lo scontro fra Roma e Berlino. Giorgia Meloni scrive al cancelliere Olaf Scholz per esprimere i suoi “interrogativi” sul fatto che il governo tedesco, “in modo non coordinato con quello italiano», ha deciso “di sostenere con fondi rilevanti Ong impegnate nell’accoglienza ai migranti irregolari sul territorio italiano e in salvataggi nel Mediterraneo”. Il documento, a tratti, è sferzante: la premier contesta “l’importante e oneroso capitolo dell’assistenza a terra: è lecito domandarsi se essa non meriti di essere facilitata in particolare sul territorio tedesco piuttosto che in Italia”. Non solo. Secondo la presidente del Consiglio “è ampiamente noto che la presenza in mare delle imbarcazioni delle Ong ha un effetto diretto di moltiplicazione delle partenze di imbarcazioni precarie che risulta non solo in ulteriore aggravio per l’Italia, ma allo stesso tempo…
Lo “stupore” fatto filtrare venerdì da Chigi si è tramutato in una lettera di rimostranze con tanto di firma in calce che accende lo scontro fra Roma e Berlino. Giorgia Meloni scrive al cancelliere Olaf Scholz per esprimere i suoi “interrogativi” sul fatto che il governo tedesco, “in modo non coordinato con quello italiano», ha deciso “di sostenere con fondi rilevanti Ong impegnate nell’accoglienza ai migranti irregolari sul territorio italiano e in salvataggi nel Mediterraneo”. Il documento, a tratti, è sferzante: la premier contesta “l’importante e oneroso capitolo dell’assistenza a terra: è lecito domandarsi se essa non meriti di essere facilitata in particolare sul territorio tedesco piuttosto che in Italia”. Non solo. Secondo la presidente del Consiglio “è ampiamente noto che la presenza in mare delle imbarcazioni delle Ong ha un effetto diretto di moltiplicazione delle partenze di imbarcazioni precarie che risulta non solo in ulteriore aggravio per l’Italia, ma allo stesso tempo incrementa il rischio di nuove tragedie in mare”. Palazzo Chigi ritiene insomma quella della Germania un’invasione di campo che potrebbe creare più danni che benefici: “Gli sforzi, anche finanziari, delle nazioni Ue interessate a fornire un sostegno concreto all’Italia dovrebbero piuttosto concentrarsi nel costruire soluzioni strutturali al fenomeno migratorio, ad esempio lavorando ad un’iniziativa europea con i paesi di transito della sponda sud del Mediterraneo, che peraltro necessiterebbe di risorse inferiori rispetto a quella da tempo in essere con la Turchia”. Meloni chiede a Scholz di “chiarire” la posizione tedesca, dandogli appuntamento al consiglio europeo di Granada, il sei ottobre. Nei fatti ribadendo, sul dossier migranti, il doppio registro del governo, che da un lato continua a seguire la via diplomatica, come confermato dalla visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Parigi, ma dall’altro persevera nella lotta contro le Ong. E i Paesi che le sovvenzionano. Tanto che all’intervento di Meloni si accoda subito Matteo Salvini, in pressing per la linea dura: “La decisione di Berlino è una vergogna, un oltraggio e un atto ostile”.
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Il governo tedesco preferisce non alimentare la polemica. L’unica comunicazione che trapela dalla Cancelleria è che una replica comunque arriverà e che è già partita una richiesta al ministero degli Esteri guidato da Annalena Baerbock per elaborarla. È difficile che gli uomini di Scholz formulino una risposta già nelle prossime ore. È intenzione di Berlino non renderla pubblica e trattarla come una questione da risolvere tra governi. Oggi il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, sarà ai funerali di Giorgio Napolitano. Ma è difficile che entri nel merito della querelle.
La prima occasione di chiarimento sarà invece l’incontro tra i ministri Tajani e Baerbock, giovedì a Berlino. Il titolare della Farnesina fa eco a Meloni: “Chiederò spiegazioni. Forse era più giusto finanziare Ong che portano migranti in Germania”.
Uno dei nodi riguarda il mancato “coordinamento” con l’Italia denunciato dalla premier. Un portavoce del ministero degli Esteri tedesco dice che il governo Scholz aveva comunicato l’intenzione di finanziare le Ong nel Mediterraneo. Ma c’è di più: di recente, proprio per non irritare troppo Roma, Berlino aveva deciso di dirottare una parte di risorse sulla comunità italiana di Sant’Egidio, che peraltro 15 giorni fa aveva organizzato a Berlino l’incontro delle religioni mondiali cui aveva partecipato Scholz. Scelta, quella dell’esecutivo tedesco, che aveva suscitato la protesta di un’altra Ong, United 3 Rescue, che avrebbe dovuto ricevere i due milioni di euro previsti.
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Ecco perché la lettera di Meloni, indignata nonostante il fatto che sia stata premiata un’associazione italiana, a Berlino ha avuto l’effetto di una doccia fredda. La posizione resta quella espressa dall’ambasciata tedesca: “Il governo federale continua a sostenere i provvedimenti che contribuiscono a porre termine alle morti nel Mediterraneo”. Su quei contributi, decisi dal Bundestag, Berlino non farà marcia indietro. E Baerbock ribadisce la sua totale contrarietà al blocco navale. Ma proprio la scelta di sostenere Sant’Egidio, per la Germania, è la dimostrazione che la volontà di dialogare con l’Italia c’è. Malgrado tutto.