Politica

Bonaccini e Fedriga chiudono alle Europee: “Non ci candidiamo”. E polemizzano sui Cpr in ogni Regione

Da sinistra, Stefano Bonaccini e Massimiliano Fedriga

Da sinistra, Stefano Bonaccini e Massimiliano Fedriga

 

I governatori dell’Emilia Romagna e del Friuli Venezia Giulia intervistati alla trasmissione In Mezz’Ora da Monica Maggioni. Il dem: “Mi candidato a fare il nonno”. Il leghista: “I centri di permanenza per i rimpatri non sono la panacea”

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Schieramenti opposti, ma idee abbastanza concordanti. Da un lato il no alla corsa per le Europee, dall’altro le perplessità sulla decisione del governo di prevedere un Cpr per i migranti irregolari in ogni Regione. A parlare delle due questioni sono Stefano Bonaccini, presidente pd dell’Emilia Romagna, e il leghista Massimiliano Fedriga, omologo in Friuli Venezia Giulia. Due governatori di formazioni politiche completamente diverse (Bonaccini di sinistra, Fedriga di destra), ma che intervistati da Monica Maggioni alla trasmissione In Mezz’ora su Rai3 si esprimono in maniera simile. “Mi candido a fare il nonno, non alle Europee”, ironizza Bonaccini chiarendo in tv che non intende partecipare alle elezioni del 2024. Opinione che ricalca quella di Fedriga che annuncia: "Salvini dice che metterà in campo i governatori alle Europee? Io non mi candido, darò una mano, ma ho ricevuto un mandato pochi mesi fa e non posso essere scorretto verso i cittadini che mi hanno scelto per fare il presidente del Friuli Venezia Giulia”.

E sui Cpr, i centri di permanenza per i rimpatri, che Meloni vuole in ogni regione, il governatore del Carroccio si dimostra tiepido e discordante dalla linea dura di Salvini: " I Cpr non sono la panacea a tutti i mali, risolvono una parte del problema. Serve un interventismo europeo che non può tradursi semplicemente in una redistribuzione europea ma deve far rispettare Schengen che prevede non solo la libera circolazione attraverso i Paesi europei ma anche che i Paesi di confine debbano e possano controllare i confini, L'Europa deve garantire la legalità". Poi però, correggendo in parte le perplessità dimostrate, aggiunge: “Il Cpr ce l'ho nella mia regione, è quello di Gradisca, e serve a rimpatriare chi ha precedenti, come spaccio, violenza privata, violenza su minore, commessi sul territorio italiano e non. Le alternativa sono farli girare liberamente sul territorio e non mi sembra il caso, o rimpatriarli”.

PIù netta la visione di Bonaccini che di Cpr non vuole sentire parlare. “Non ho mai detto no al Cpr in Emilia-Romagna, secondo me non servono proprio né in Emilia-Romagna né nelle altre regioni". Insomma, sostiene il dem, “se ci si devono mettere le persone pericolose, quelle secondo me vanno messe in galera non nei Cpr. Il problema è che noi non sappiamo dove mettere tutti gli altri migranti non pericolosi che ormai rischiano di andare nelle tendopoli". Per Bonaccini, quindi, "bisogna andare in Euopa a contrattare. Ma se si va dagli ungheresi e gli svedesi dopo avere detto per anni ‘prima gli italiani’, poi gli altri dicono ‘prima gli svedesi e gli ungheresi’. Macron, per fortuna, ha aperto alla solidarietà,  ma bisogna che convinciamo l'Europa a redistribuire i migranti perché nessun Paese, neanche l'Italia, può accogliere tutti e chiunque indiscriminatamente" .

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