Conte: “Al centrosinistra manca un federatore”. A rischio l’intesa delle opposizioni sulla sanità: “Non ci sarà una proposta unitaria”
di Lorenzo De CiccoGiuseppe Conte, presidente del M5S
(ansa)La proposta unitaria delle opposizioni sulla sanità? “Non ci sarà, non è come il salario minimo. Al massimo faremo insieme qualche emendamento alla finanziaria”. Il centrosinistra diviso? “Ci manca un federatore, non siamo come il centrodestra che per vent’anni ha avuto Silvio Berlusconi”. A un’uscita laterale di Montecitorio, Giuseppe Conte parla con Repubblica delle battaglie dell’ex campo largo. La prima, dopo il salario minimo che tornerà in Aula la prossima settimana, sarebbe quella per scongiurare i tagli alla sanità. Carlo Calenda ha presentato al Pd un pacchetto di proposte, da due mesi. Elly Schlein da settimane insiste: le minoranze si possono compattare, modello salario minimo. Ma dal leader del M5S arriva una doccia gelata. Secondo l’ex premier non si troverà un accordo complessivo, largo, che tenga dentro tutti, da Fratoianni ad Azione. “Il salario minimo era un tema molto specifico, un disegno di legge di pochi articoli, quindi siamo riusciti a fare una sintesi, a partir…
La proposta unitaria delle opposizioni sulla sanità? “Non ci sarà, non è come il salario minimo. Al massimo faremo insieme qualche emendamento alla finanziaria”. Il centrosinistra diviso? “Ci manca un federatore, non siamo come il centrodestra che per vent’anni ha avuto Silvio Berlusconi”. A un’uscita laterale di Montecitorio, Giuseppe Conte parla con Repubblica delle battaglie dell’ex campo largo. La prima, dopo il salario minimo che tornerà in Aula la prossima settimana, sarebbe quella per scongiurare i tagli alla sanità. Carlo Calenda ha presentato al Pd un pacchetto di proposte, da due mesi. Elly Schlein da settimane insiste: le minoranze si possono compattare, modello salario minimo. Ma dal leader del M5S arriva una doccia gelata. Secondo l’ex premier non si troverà un accordo complessivo, largo, che tenga dentro tutti, da Fratoianni ad Azione. “Il salario minimo era un tema molto specifico, un disegno di legge di pochi articoli, quindi siamo riusciti a fare una sintesi, a partire dalla nostra proposta”. E la sanità? “È diverso. Noi abbiamo proposte molto articolate. Calenda chiede di destinare miliardi ai privati. Non credo ci siano le condizioni per un disegno di legge unitario. Al massimo potrebbe esserci qualche convergenza in Parlamento, quando si discuterà della legge di Bilancio. Qualche emendamento”. Niente di più.
È la fotografia di un fronte sempre più sparpagliato, che si oppone a Meloni in ordine sparso. Conte però non ci sta a passare per guastafeste. “Non credo sia giusto continuare a dire che le opposizioni siano divise. Il punto è un altro”. Quale? “Che il centrodestra ha avuto per oltre vent’anni un federatore, Berlusconi. Mentre nel centrosinistra non c’è”. La frase tradisce due considerazioni: l’ex premier non si sente (ammesso che ci si sia mai sentito) il punto di riferimento “fortissimo” dei progressisti, come lo definì Nicola Zingaretti. “Si sono fatte anche ironie su quella frase”, concede. Ma non sembra disposto nemmeno a cedere lo scettro di federatore a Elly Schlein, che pure, da quando è stata eletta al Nazareno, gioca un po’ in quel ruolo, facendosi concava e convessa, dialogando con Calenda e col capo del Movimento. Il tema oggi può sembrare non proprio di stretta attualità: alle Europee del giugno 2024 si vota col proporzionale, ognun per sé. Ma il ragionamento di Conte sembra guardare al post-voto: all’inizio della lunga marcia verso le prossime Politiche. Un messaggio in bottiglia al Nazareno: non pensino che il M5S sia disposto a fare da junior partner, come Lega e FI fanno con Meloni.
Per ora, Conte insiste: “Non siamo un cartello elettorale”. Vale anche per le amministrative dell’anno prossimo, quando si voterà in 5 Regioni: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Piemonte e Sardegna. Uno spiraglio di dialogo col Pd comunque rimane aperto. L’ex premier ribadisce che, se invitato, il Movimento sarà alla manifestazione che Schlein ha lanciato per il prossimo 11 novembre. “L’ho già detto: se ci sarà una mobilitazione del Pd contro le politiche di questo governo, totalmente inadeguate, e se ci inviteranno risponderemo sicuramente di sì”. Aspettando il federatore.