Da Fini ad Alemanno a Meloni e Giambruno, la maledizione dei partner dei leader della destra
di Stefano BaldoliniL’affaire Giambruno-Meloni è solo l’ultimo capitolo. Dalla svolta di Fiuggi alla presa di palazzo Chigi, si può serenamente parlare di maledizione dei leader della destra che non trovano pace familiare. E che hanno non pochi problemi con i/le partner. Un vortice di questioni private che investono il ruolo politico e talvolta finiscono per affossarlo.
Il caso Fini-Tulliani è di sicuro il più eclatante. Nel giugno 2007 il delfino di Almirante annuncia la separazione dalla moglie Daniela Di Sotto, conosciuta ai tempi del Msi negli anni Ottanta. Viene resa pubblica la relazione con l’avvocata Elisabetta Tulliani. Tre anni dopo, la partner diventa pedina chiave del cosiddetto scandalo della casa di Montecarlo, il famoso appartamento di boulevard Princesse Charlotte donato al partito dalla contessa Colleoni e poi finito proprio nelle mani dei Tulliani.
Allora come oggi con Mediaset-Giambruno, le aziende di famiglia Berlusconi giocano un ruolo determinante. Il caso deflagra ed è alimentato s…
L’affaire Giambruno-Meloni è solo l’ultimo capitolo. Dalla svolta di Fiuggi alla presa di palazzo Chigi, si può serenamente parlare di maledizione dei leader della destra che non trovano pace familiare. E che hanno non pochi problemi con i/le partner. Un vortice di questioni private che investono il ruolo politico e talvolta finiscono per affossarlo.
Il caso Fini-Tulliani è di sicuro il più eclatante. Nel giugno 2007 il delfino di Almirante annuncia la separazione dalla moglie Daniela Di Sotto, conosciuta ai tempi del Msi negli anni Ottanta. Viene resa pubblica la relazione con l’avvocata Elisabetta Tulliani. Tre anni dopo, la partner diventa pedina chiave del cosiddetto scandalo della casa di Montecarlo, il famoso appartamento di boulevard Princesse Charlotte donato al partito dalla contessa Colleoni e poi finito proprio nelle mani dei Tulliani.
Allora come oggi con Mediaset-Giambruno, le aziende di famiglia Berlusconi giocano un ruolo determinante. Il caso deflagra ed è alimentato sul Giornale di proprietà del leader forzista impegnato a quei tempi in un duro confronto con l’ex presidente di Alleanza nazionale. Che avrà la peggio, e isolato dalla sua comunità, a sua volta spaccata, uscirà di scena. "Una vicenda dolorosa. Sono stato ingannato da Giancarlo Tulliani e dalla sorella", ha dichiarato a marzo scorso Fini nel processo che lo vede indagato per riciclaggio. “Giorgio Almirante non aveva cognati”, disse una pentita donna Assunta, che nell’87aveva fortemente consigliato come segretario il 35enne Fini al marito. Aggiungendo icastica, “vorrei non averlo mai conosciuto”.
Difficile non conoscersi nella serratissima famiglia missina, dove legami di sangue si mescolavano alla militanza. Altra vicenda gravida di simboli, dunque. Quella tra Gianni Alemanno e Isabella Rauti, considerati la coppia storica della destra italiana, segnata però da una serie di lacerazioni prima politiche poi private. Nel 1996 lui confluisce in An, lei rimane col padre nella Fiamma. In seguito lei fa parte delle donne leader di Fratelli d’Italia, con Meloni e Santanchè, lui vira verso la Lega.
Lui – nel 2018 – la tradisce con la sua portavoce, e anche qui in qualche modo c’entra il Cavaliere, poiché galeotta è la foto di un bacio pubblicata sul settimanale “Chi”, l’arma gossip di Berlusconi. Intanto Isabella, ferita unisce le due dimensioni: “Ha tradito calpestando la nostra storia”. “Non sei degno di ricordare mio padre”, twitterà qualche mese dopo, quando l’ex sindaco di Roma decide di ricordare l'ideologo del Movimento sociale postando una foto di Pino Rauti che, martello e scalpello in mano, si appresta a colpire il muro di Berlino.
A proposito di dolore, si potrebbe ricordare quello del giornalista Alessandro Sallusti, tradito da un’altra ‘nera’ come Daniela Santanchè, qualche straccio in pubblico, come racconta magistralmente Natalia Aspesi, ma anche un discreto savoir faire. “Sì, mi era capitato di vedere una dinamica simile in un film intitolato ‘Destini Incrociati’, nel quale – ha spiegato Sallusti a un Giorno da Pecora – cade un aereo e un marito ed una moglie scoprono di aver perso i rispettivi partner, che però non avrebbero dovuto esser lì. Così si mettono ad investigare e scoprono che erano amanti…”.
Insomma, parafrasando Gian Carlo Fusco, che la destra del ‘900 la conosceva bene, le rose del ventennio post fascista non sono senza spine.