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“È incontrollabile”. E Mediaset costringe Giambruno alla resa

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I timori dell’azienda di non reggere l’onda d’urto di uno scandalo sessuale in redazione. Il “no” all’ombra da first gentleman. L’enigma di Ricci: “Meloni mi ringrazierà”
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"Andrea Giambruno sarà il problema di Giorgia Meloni. Ma, vedrete, purtroppo diventerà anche il nostro”. Sono i primi giorni di settembre quando un alto funzionario di Mediaset, di fronte all’ennesima segnalazione di un Giambruno “incontrollabile”, nei corridoi del Palatino regalò questo facile vaticinio a un gruppo di colleghi. Il motivo per il quale nessuno — dopo gli incredibili fuori onda di Striscia la notizia, preceduti dall’attacco al ministro tedesco che si era lamentato del caldo in Italia, dalle polemiche sul lupo evocato per parlare di violenza sulle donne e dalla gaffe sulla “transumanza” dei migranti — è rimasto più di tanto sorpreso dal primo “licenziamento” a mezzo social di un compagno di vita per mano di una presidente del Consiglio. Anzi, si sono quasi sentiti liberati.

Con ordine. Secondo quanto ha ricostruito Repubblica, che qualcosa non funzionasse negli studi di Diario del giorno si era capito prima ancora di cominciare. E cioè quando al first gentleman vien…

"Andrea Giambruno sarà il problema di Giorgia Meloni. Ma, vedrete, purtroppo diventerà anche il nostro”. Sono i primi giorni di settembre quando un alto funzionario di Mediaset, di fronte all’ennesima segnalazione di un Giambruno “incontrollabile”, nei corridoi del Palatino regalò questo facile vaticinio a un gruppo di colleghi. Il motivo per il quale nessuno — dopo gli incredibili fuori onda di Striscia la notizia, preceduti dall’attacco al ministro tedesco che si era lamentato del caldo in Italia, dalle polemiche sul lupo evocato per parlare di violenza sulle donne e dalla gaffe sulla “transumanza” dei migranti — è rimasto più di tanto sorpreso dal primo “licenziamento” a mezzo social di un compagno di vita per mano di una presidente del Consiglio. Anzi, si sono quasi sentiti liberati.

Con ordine. Secondo quanto ha ricostruito Repubblica, che qualcosa non funzionasse negli studi di Diario del giorno si era capito prima ancora di cominciare. E cioè quando al first gentleman viene concesso il salto: messo in panchina dopo l’ingresso di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi — “Lavorerà come autore” si era detto “per non mettere in imbarazzo nessuno” — cambia ruolo. Si decide di restituirgli il video. E lui non lo fa in silenzio, bensì celebrando la scelta con un’intervista nella quale ringrazia “i vertici Mediaset per la sensibilità: mi hanno fatto un favore personale a farmi tornare a Roma”.

Primo errore, storce subito il naso qualcuno a Cologno Monzese: “Avevamo deciso un profilo basso”. Intanto Giambruno sbarca sul Palatino. E tutti si rendono conto che il profilo tutto è, tranne che basso. “Viaggia” racconta oggi una persona che quegli studi li frequenta, “a due metri da terra, pur non avendone lo standing. Non mancava occasione per ricordare che aveva facilità di telefonate con i vertici”. Ogni tre parole infilava quello di Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, suo grande amico. E, per inciso, uno di quelli citati dal conduttore in uno dei fuori onda di Striscia, poi coperti dai beep.

I primi inciampi arrivano già nelle puntate di esordio. Lui, anziché incassare, rilancia. “Ce l’hanno tutti con me. Ma chissennefrega”, si sfoga con i colleghi. Sottotesto: “A me non mi tocca nessuno”. Negli uffici romani del gruppo diventa una specie di oggetto mitologico. “È arrivato il ciuffo di Gianbruno?” si chiedono le autrici, dandosi di gomito. Le autrici, a proposito. Come dimostrano i fuori onda, il conduttore non perdeva occasione per fare il piacione con le donne. In redazione, e fuori. “È vero, ama fare battute a doppio senso. Ma è il suo modo di scherzare, per fare conversazione. E alla fine concludeva sempre con una frase del tipo: Qui non si batte chiodo!”, raccontano adesso le amiche per difenderlo. “A molte invece — spiega però un’altra collega — dava fastidio. Era insistente e, come avete visto in tv, non è che lasciasse intendere le cose... C’è chi non ha gradito”.

Questo è il punto: qualcuno ha protestato con l’azienda? Sono arrivate delle segnalazioni? I vertici di Mediaset sapevano del “Giambruno style”? E’ mezzogiorno quando Antonio Ricci detta all’Ansa la sua dichiarazione: “Giorgia Meloni un giorno scoprirà che le ho fatto un piacere”. Che vuol dire Ricci? A Cologno Monzese, ma anche fuori, tutti escludono che l’inventore di Striscia possa essersi fatto strumento di Piersilvio Berlusconi. Ma sono altrettanto certi che il Tg satirico è andato a botta sicura: dell’”incontenibile Giambruno” si parlava con frequenza, la redazione di Ricci ha intercettato la voce, ha lavorato per recuperare il fuorionda e ci ha messo un attimo a ottenerlo, perché era pieno di gente a cui quei modi di fare avevano stufato.

E veniamo alla seconda questione: il compagno della prima ministra stava diventando un problema anche per la sua azienda. Dopo le gaffes, le richieste informali di fare un passo indietro, non raccolte dal giornalista, non sarebbe stato possibile reggere un altro polverone sulle battute a sfondo sessista. I fuori onda trasmessi non sono gli unici, ce ne sarebbero degli altri. E poi ci sono messaggi, chat, qualcuno dice persino foto. Era insomma un obiettivo facile da colpire. Lo sapeva anche Giambruno che da qualche giorno andava in giro confidando di “sentirsi sopportato", di aver percepito che Piersilvio non gradiva e di essere pronto ad andare via. Non era una sensazione sbagliata.

In contemporanea con il post di Meloni, Mediaset ha comunicato la sua sospensione dalla conduzione per una settimana. Mentre alcuni dirigenti spiegavano come fosse ormai inevitabile anche un accertamento di tipo disciplinare: ciascun giornalista Mediaset firma un codice etico che, tra le altre cose, impone comportamenti rispettosi nei confronti di colleghe e colleghi, bandendo ogni riferimento a sfondo sessuale. “Sei un’aperturista?” o “Facciamo un threesome”, due delle espressioni captate negli studi tv, potrebbero configurare una violazione. Si può arrivare fino al licenziamento, ma questa è un’altra storia.

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