Lui era quello col ciuffo ribelle e le cuffie che impartisce i tempi della trasmissione. “Bello come il sole”, fu il pensiero che trafisse Giorgia Meloni. “Lo avevo guardato spesso, cercando di non farmi notare, e non mi aveva mai ricambiato”. Era un giorno del 2014 e lei sedeva nello studio di Paolo Del Debbio, fresca fondatrice di Fratelli d’Italia. Aveva 37 anni, l’eterna promessa della destra postmissina. Lui, il milanese Andrea Giambruno, invece ne aveva 33. Autore televisivo, di quelli che stanno dietro le quinte.
Poi durante una pausa pubblicitaria lei mangiò una banana per spezzare la fame, le si avvicinò, e con aria di sufficienza, gliela strappò di mano. “Ci manca solo che andiamo in onda con la buccia in mano”. E forse è stato proprio il gesto di spiccia strafottenza a fregarla.
Mesi dopo a Milano, a Mattino Cinque, (Meloni ha vissuto una vita in tv, al punto da trovarci l’amore), lo rivide, sempre “bello come il sole”. Era in sala trucco e Giambruno irruppe con la camicia bianca, le rivolse garrulo la parola, risero insieme di qualche facezia. Giorgia lo trovò scanzonato e simpatico: così immaginano all’estero il maschio italiano. Di ritorno a Roma, “con la concretezza tipica delle donne”, si procurò il suo numero, gli inviò un sms. Andrea abboccò.
Adesso che tutto è finito, nessuno nell’ambiente giornalistico e politico romano si sorprende più di tanto. Da mesi circolavano voci di dissidi. Negli ultimi tempi era lui che si faceva notare, con gaffe, esposizioni, vanità assortite, lei taceva. Nell’ultima intervista personale, rilasciata lo scorso agosto a Giulia Cerasoli di Chi, in sei pagine di confessioni non lo menziona mai. Lui faceva “il brillante”, dicono adesso Mediaset, “però non si aspettava un finale così”, aggiunge chi lo conosce. La separazione è un colpo mortale che frantuma una storia d’amore e le enormi ambizioni di un giornalista che grazie alla relazione con la premier era uscito dal retrobottega, ottenendo finalmente, come desiderava, una sua trasmissione: Diario del giorno. Una striscia pomeridiana assegnatagli su Rete 4 proprio mentre la compagna conquistava Palazzo Chigi. Un bel colpo per uno che leggeva la rassegna stampa la sera tardi. Ora ce l’aveva fatta: era diventato un volto. Lo riconoscevano per strada. Questo voleva. Nella sua indole inarginabile è arrivato al punto da difendere la compagna in diretta televisiva.
E’ stata “la storia d’amore più bella che abbia vissuto”, ricorda in Io Giorgia. E non sono ammesse ironie in questa vicenda. Infatti anche le donne di sinistra solidarizzano, ammirano la sua risolutezza, (ma doveva agire subito per forza, una premier non può stare sotto ricatto), tutte le donne in crisi col compagno guardano a questa vicenda come si guarda a un esempio (è così difficile lasciarsi). E’ così difficile trovare le parole giuste. Certo lui era inadeguato, commentano le signore della borghesia romana, paragonandolo divertite al Gallo cedrone di Verdone. Può essere. Ma la vita è errore e contraddizione. E chi siamo noi per giudicare le scelte personali degli altri?
Andrea Giambruno è il nostro Bel-Ami. Uno amico di Lele Mora, che poi sbanca a Mediaset. La prima volta che andarono in vacanza all’estero lui per fare colpo la condusse nel ristorante più caro di Parigi, di fronte a Notre Dame, con le signore ingioiellate che li guardavano con curiosità. “Voglio che sia una favola”. A lei parve “intelligente e sicuro di sé, uno dei pochissimi uomini al mondo capaci di non soffrire se hanno accanto una donna affermata”. Si misero insieme. Fecero una figlia, Ginevra, nel 2016. Per annunciargli che era incinta lei gli regalò un pacchetto con un paio di scarpette da neonato, lo definiva “un padre eccezionale”.
Ma è probabile che, nel tempo, abbia cambiato idea sulla capacità di stare nell’ombra del compagno. Perché Andrea non voleva affatto starsene in disparte, con discrezione, come il ruolo di first gentleman avrebbe imposto, no, lui voleva ballare al centro della festa. E infatti i cronisti lo incrociarono nel giardino del Quirinale, per il ricevimento del 2 giugno, con la cravatta blu col tricolore, mentre badava alla piccola Ginevra in abitino bianco piumato, scarpette di velluto blu e zainetto con colori pastello. La presidente Meloni aveva radunato i potenti attorno a sé, e lui se ne stava in disparte, seduto su un muretto, ma sommamente scocciato e annoiato. Gli chiesero se era disposto ad andare vivere a palazzo Chigi, “le pare che facciamo crescere una bimba di sei anni in un palazzo tipo Versailles? Anche un po’ meno, grazie. Una casa ce l’abbiamo”, rispose con saccenza.
Agli inizi, a governo appena varato, fece credere di essere di sinistra, più laico di lei sui diritti, sul suicidio assistito si diede toni da liberal americano, ma era probabilmente una posa, e infatti nessuno se ne ricorda più. Invece rimarranno negli annali televisivi le sue toccate al pacco, e parole come blu Cina e blu Estoril, e termini da iniziati della perversione come foursome, threesome. È l’Italia del se vuoi lavorà devi scopà, e questa è la parte veramente squallida della storia. “Era uno che si dava un sacco di arie”, dice adesso un giornalista di Mediaset.
Giorgia Meloni, cresciuta senza padre, sognava una famiglia, meglio se numerosa. Raccontava: “Andrea e Ginevra si tirano le palle di neve ed io mi ritrovo a fare la classica madre rompiscatole che li rincorre con la giacca da infilare. Ma ne sono felice”. Ma la famiglia del Mulino Bianco va bene solo come slogan in campagna elettorale, fuori da lì la realtà si incarica di essere più complessa e più dura della retorica di “madre e cristiana”, la realtà è deludente, così alla fine la destra risulta quasi sempre scomposta nella gestione degli affari sentimentali. E siamo sempre ad Alberto Sordi.
L’ultima volta che li avevano visti insieme è stato tra gli ulivi di Ceglie Messapica, ad agosto. Già lì “Andrea” correva di bocca in bocca, poi vennero le gaffe in diretta tv, ne chiesero conto a Meloni persino in conferenza stampa, lui al Twiga girava sulle macchine sportive, i camerieri riverenti lo chiamavano “il dottor Andrea”. In quel momento gli italiani parlavano dei presunti guai dell’altra Meloni, Arianna, e dei sospetti sul marito, il potente Francesco Lollobrigida, si diceva che avesse fatto un figlio fuori dal matrimonio con una collega dei Cinquestelle. Chissà. Certo Lollo è sparito dalla scena e Arianna ora dirige il partito col pugno di ferro. Anche Giambruno rischia di finire nel catalogo delle meteore televisive. E pensare che l’azienda gli aveva fatto il gran favore di andare in onda da Roma, non da Milano.
In una foto pubblicata lo scorso inverno li si vede sulle scale mobili del centro commerciale, lei col berretto bianco, l’aria algida e delusa. “Non so esattamente cosa sia la felicità. Io l’ho rincorsa tutta la vita e credo di non averla afferrata davvero mai”, ammise una volta. Rivelando un umanissimo dolore Giorgia Meloni è diventata oggi la donna più popolare d’Italia.