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Ponte sullo Stretto, il conflitto di interesse nel governo: a decidere sul via libera sarà Massimiliano Atelli, capo di gabinetto del ministro dello Sport Abodi

Massimiliano Atelli

 
Dal 2021 è presidente della commissione Via-Vas. Pd e Avs presentano due interrogazioni: “Inopportuno che chi ha un ruolo politico nell’esecutivo si debba esprimere sull’impatto ambientale e quindi dire Si o No a un’opera?”
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Ancora non c’è certezza sulle somme vere che il governo ha messo nel bilancio 2024 per il Ponte Sullo Stretto: ma intanto la società Stretto di Messina fa rivivere i vecchi contratti di consulenza per verificare la progettazione aggiornata dall’ex consorzio Eurolink. Progetto che a breve dovrà essere inviato anche al ministero dell’Ambiente per le autorizzazioni ambientali: e in Parlamento arriva il caso del presidente della commissione ministeriale Via-Vas, Massimiliano Atelli, che nel frattempo è stato nominato capo di gabinetto del ministro dello Sport Andrea Abodi. Pd e Alleanza Verdi e sinistra hanno presentato due interrogazioni parlamentari: “È normale che un collaboratore stretto di un ministro che fa parte del governo che vuole realizzare il Ponte si trovi a guidare la commissione tecnica che dovrà valutarne il progetto per l’impatto ambientale?”.

Atelli, magistrato della Corte dei conti, ha avuto in passato diversi incarichi, sia al ministero dell’Ambiente ma anche in F…

Ancora non c’è certezza sulle somme vere che il governo ha messo nel bilancio 2024 per il Ponte Sullo Stretto: ma intanto la società Stretto di Messina fa rivivere i vecchi contratti di consulenza per verificare la progettazione aggiornata dall’ex consorzio Eurolink. Progetto che a breve dovrà essere inviato anche al ministero dell’Ambiente per le autorizzazioni ambientali: e in Parlamento arriva il caso del presidente della commissione ministeriale Via-Vas, Massimiliano Atelli, che nel frattempo è stato nominato capo di gabinetto del ministro dello Sport Andrea Abodi. Pd e Alleanza Verdi e sinistra hanno presentato due interrogazioni parlamentari: “È normale che un collaboratore stretto di un ministro che fa parte del governo che vuole realizzare il Ponte si trovi a guidare la commissione tecnica che dovrà valutarne il progetto per l’impatto ambientale?”.

Atelli, magistrato della Corte dei conti, ha avuto in passato diversi incarichi, sia al ministero dell’Ambiente ma anche in Fgci. Dal 2021 è presidente della commissione ministeriale Via-Vas, che si occupa delle autorizzazioni ambientali. Un organismo tecnico e molto delicato. Nel frattempo il ministro dello Sport lo ha nominato anche come suo capo di gabinetto. L’attenzione adesso è molto alta su questo fronte anche in vista della consegna in commissione Via-Vas del progetto definitivo aggiornato per il Ponte, che a breve sarà approvato dal cda della Stretto di Messina. A sollevare il caso sono Pd e Sinistra Italiana. Secondo il deputato dem Anthony Barbagallo, come ribadisce nell’interrogazione parlamentare, la nomina di Atelli a capo di gabinetto del ministro per lo Sport “fa venir meno la sua posizione di terzietà e determina una situazione di imbarazzante conflitto di interessi poiché lo stesso si potrebbe trovare ad essere sia il potere controllante sia il soggetto controllato; in tale contesto decade quindi ogni presupposto di garanzia dell’imparzialità del giudizio necessaria al soggetto che ricopre il delicato ruolo di presidente delle due commissioni tecniche per la Via, gettando ombre su processi decisionali su cui il governo sta centrando la propria propaganda politica, come ad esempio la compatibilità ambientale del Ponte sullo Stretto”. Dello stesso avviso il deputato Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra: “È assolutamente inopportuno che chi ha un ruolo politico nel governo Meloni sia chiamato a decidere sull’impatto ambientale e quindi dire Si o No ad un’opera che il ministro Salvini vuole realizzare. Il ministro Pichetto Fratin cosa ha da dire a proposito?”

Dal ministero fanno notare come l’organismo della commissione Via-Vas sia indipendente anche dallo stesso ministro Pichetto Fratin, “quindi a maggior ragione dal ministro dello Sport”. Ma resta il caso del doppio ruolo. Anche perché dalla società Stretto di Messina confermano di voler procedere spediti per l’approvazione del progetto del Ponte e l’invio ai ministeri Infrastrutture e Ambiente per le relative autorizzazioni. E in questo contesto la spa pubblica ha rimesso in pista anche la Parson trasportation group, società americana che aveva vinto una gara di consulenza da 120 milioni di euro per valutare i progetti per conto della Stretto di Messina nel 2009. Dopo lo stop ai contratti voluto dal governo Monti, la Parson ha chiesto un risarcimento da 90 milioni di euro.

Sui tempi dell’iter che secondo il ministro Matteo Salvini dovrebbe portare all’apertura del primo cantiere già la prossima estate, dicono a Repubblica dalla Stretto di Messina spa: ”Allo stato il cronoprogramma delle attività in corso unitamente al project manager consultant, la Parson trasportation group e al comitato scientifico, riguarda la relazione del progettista (ex consorzio Eurolink, ndr) che illustra dettagliatamente le modifiche e gli aggiornamenti progettuali. È in corso l’aggiornamento degli elaborati ambientali, nello specifico: lo studio di impatto ambientale, lo studio di incidenza ambientale, la relazione paesaggistica. Sono inoltre in corso gli aggiornamenti per lo studio di traffico, l’analisi costi benefici, il piano economico finanziario comprendente anche i costi di gestione, la relazione di sostenibilità. Con il completamento delle suddette attività, si procederà con l’approvazione del progetto definitivo da parte del nostro cda. Successivamente la società trasmetterà il progetto definitivo e la relazione di aggiornamento del progettista al ministero delle infrastrutture e dei trasporti che indirà la Conferenza di servizi. La documentazione, unitamente agli elaborati ambientali, sarà contestualmente trasmessa al ministero dell’Ambiente”. Cioè sul tavolo del presidente della commissione Via-Vas, Atelli.

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