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Salario minimo verso l’affossamento: la Camera ne discute a novembre, ma nel testo di Forza Italia non c’è la soglia dei 9 euro

Giuseppe Conte

 (ansa)
Riprende la discussione in parlamento. Il Pd ha raccolto 500mila firme, ma alla proposta unitaria del centrosinistra viene contrapposta quella del capogruppo forzista Barelli. E Meloni provoca Conte in Aula: “In tre anni di governo perché non si è mosso?”
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Riparte lo scontro sul salario minimo. Le opposizioni sono riuscite, oggi in conferenza dei capigruppo a Montecitorio, a ottenere la calendarizzazione della proposta per il 28 novembre. Tra quattro settimane il salario minimo torna in aula. Dopo la melina della maggioranza che ha atteso tutta l’estate il parere del Cnel, poi l’ha rinviato in commissione Lavoro, ora è finalmente disposta al dibattito e al voto. E interviene la premier Giorgia Meloni che all’accusa dei grillini e del Pd di non volere un salario di dignità, contrattacca rivolgendosi direttamente all’ex premier Giuseppe Conte: “Ce ne occuperemo nei prossimi giorni di salario minimo. Ho però una domanda da fare e spero che Conte mi possa dire perché in tre anni che era al governo ha deciso di non farlo, non lo dovete spiegare a me ma ai lavoratori che portate in piazza e che credo siano più intelligenti di quanto li fate”. La manifestazione del Pd in piazza del Popolo l’11 novembre, alla quale andrà anche il M5Stelle, sarà…

Riparte lo scontro sul salario minimo. Le opposizioni sono riuscite, oggi in conferenza dei capigruppo a Montecitorio, a ottenere la calendarizzazione della proposta per il 28 novembre. Tra quattro settimane il salario minimo torna in aula. Dopo la melina della maggioranza che ha atteso tutta l’estate il parere del Cnel, poi l’ha rinviato in commissione Lavoro, ora è finalmente disposta al dibattito e al voto. E interviene la premier Giorgia Meloni che all’accusa dei grillini e del Pd di non volere un salario di dignità, contrattacca rivolgendosi direttamente all’ex premier Giuseppe Conte: “Ce ne occuperemo nei prossimi giorni di salario minimo. Ho però una domanda da fare e spero che Conte mi possa dire perché in tre anni che era al governo ha deciso di non farlo, non lo dovete spiegare a me ma ai lavoratori che portate in piazza e che credo siano più intelligenti di quanto li fate”. La manifestazione del Pd in piazza del Popolo l’11 novembre, alla quale andrà anche il M5Stelle, sarà per i salari, e per il salario minimo in particolare.

All’orizzonte parlamentare si intravede un affossamento dei 9 euro lordi l’ora, che sono la soglia di dignità sotto la quale non si può andare: è scritto nella legge presentata dalle opposizioni. Ma alla proposta di Pd-M5Stelle, Avs, +Europa e Azione è stata accoppiato il progetto di legge di Forza Italia. Il primo firmatario è il capogruppo forzista, Paolo Barelli e di soglia minima non si parla. In due articoli, la legge di Forza Italia prescrive per i lavori non coperti dalla contrattazione collettiva una retribuzione che sia equivalente a quella prevista dal contratto del settore di riferimento o all’importo che risulta dalla media dei contratti collettivi applicati in settori equivalenti. Requiem per il salario minimo.

La destra si riconoscerà tutta in questa proposta? Il presidente della Lavoro, il meloniano Walter Rizzetto fino a pochi giorni fa assicurava che ci sarebbe stata una proposta comune e unitaria di FdI, Lega e FI. Bisognerà vedere se i forzisti sono disposti a fare un passo indietro o sei gli alleati si stringeranno attorno al testo di Barelli. Il Pd ha raccolto 500 mila firme per il salario minimo. Arturo Scotto, capogruppo dem in commissione Lavoro, avverte la maggioranza: “Rispondano nel merito e si assumano le loro responsabilità”. Né Conte, che è peraltro il primo firmatario della proposta, è disposto a mollare. Attacca il grillino Francesco Silvestri: “Ci auguriamo tutti che, avendo messo al centro del dibattito in aula di Montecitorio, non ci sia un nuovo tentativo della maggioranza di evitare di esprimersi. Noi continuiamo a sostenere che il tema salario minimo merita un voto parlamentare in un senso o nell’altro. Le opposizioni sono compatte, la maggioranza sta usando tutti gli strumenti parlamentari per evitare di esprimersi, e speriamo che questa volta per la maggioranza non sia una ulteriore occasione per evitare il voto”.

In otto articoli la proposta di legge delle opposizioni traccia il percorso per combattere il lavoro povero. E all’articolo 2 è scritto: “Il trattamento economico minimo orario non può comunque essere inferiore a 9 euro lordi”. È la posta in gioco. Ed è più che mai muro contro muro. In commissione si ricomincerà da un breve ciclo di audizioni, sentendo anche il Cnel presieduto da Renato Brunetta.

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