Meloni dice no a Calenda: forfait alla kermesse di Azione per non indispettire Renzi
di Lorenzo De CiccoCarlo Calenda
(ansa)Il parterre è ricco: due ministri, il sottosegretario Alfredo Mantovano, la leader del Pd, Elly Schlein, un via vai di parlamentari e cronisti assicurato. Però Carlo Calenda sognava il colpaccio: portare Giorgia Meloni all’assemblea nazionale di Azione, che si tiene stamattina al teatro Eliseo di Roma. La premier ci ha pensato per giorni, alla fine ha ufficializzato il forfait: non ci sarà, né in presenza, né video-collegandosi. Nemmeno un filmato, come quello spedito domenica scorsa alla festa di FdI per celebrare il primo anno di governo. L’ex ministro dello Sviluppo sperava addirittura in un duello sul palco, un panel Schlein-Meloni. Ma niente da fare. Il motivo? Formalmente ragioni di agenda: oggi la premier è nelle Marche. Ma dentro Azione raccontano di una telefonata tra la presidente del Consiglio e Calenda, qualche giorno fa, in cui Meloni avrebbe espresso dubbi di natura politica, sulla sua partecipazione. E cioè: non indispettire Matteo Renzi. Perché il presidente del Senato…
Il parterre è ricco: due ministri, il sottosegretario Alfredo Mantovano, la leader del Pd, Elly Schlein, un via vai di parlamentari e cronisti assicurato. Però Carlo Calenda sognava il colpaccio: portare Giorgia Meloni all’assemblea nazionale di Azione, che si tiene stamattina al teatro Eliseo di Roma. La premier ci ha pensato per giorni, alla fine ha ufficializzato il forfait: non ci sarà, né in presenza, né video-collegandosi. Nemmeno un filmato, come quello spedito domenica scorsa alla festa di FdI per celebrare il primo anno di governo. L’ex ministro dello Sviluppo sperava addirittura in un duello sul palco, un panel Schlein-Meloni. Ma niente da fare. Il motivo? Formalmente ragioni di agenda: oggi la premier è nelle Marche. Ma dentro Azione raccontano di una telefonata tra la presidente del Consiglio e Calenda, qualche giorno fa, in cui Meloni avrebbe espresso dubbi di natura politica, sulla sua partecipazione. E cioè: non indispettire Matteo Renzi. Perché il presidente del Senato Ignazio La Russa in questi giorni sta provando a fare da paciere tra le due anime dell’ex Terzo Polo. Gestendone il divorzio, la separazione del gruppo parlamentare, evitando ricorsi e carte bollate. Ecco perché la premier avrebbe deciso di non presenziare alla kermesse di Azione. Per non dare l’impressione di parteggiare per uno dei due partiti centristi, a querelle ancora in corso.
Calenda comunque si ritiene soddisfatto. All’Eliseo sfileranno diversi esponenti del governo: la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, che a giorni presenterà la sua legge sul premierato (che ad Azione in realtà non piace). Il Guardasigilli Carlo Nordio dialogherà con la responsabile Giustizia dei dem, Debora Serracchiani. Ci sarà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mantovano. Schlein interverrà intorno a mezzogiorno. Il rapporto fra la segretaria del Pd e il capo di Azione, dopo gli screzi post primarie, ormai è buono: si sentono una volta a settimana, hanno siglato il “patto dell’ascensore” sul salario minimo, dialogano sulla sanità e su Industria 4.0. Al Nazareno sperano che possa evolvere in qualcosa di più, anche se Calenda continua a ripetere: mai nel campo largo. E poi ci saranno i nuovi acquisti, come Alessio D’Amato, fuoriuscito dal Pd, e Guido Milana, l’ex europarlamentare dem, ultimo ingaggio. Più Elena Bonetti ed Ettore Rosato, ex renziani in avvicinamento con la loro associazione Per.
A spulciare la lista degli ospiti dell’assemblea balza all’occhio anche un altro nome: Riccardo Magi, il segretario di +Europa. Azione spera di ricucire con la galassia radicale dopo lo strappo dell’estate 2022. E magari di costruire assieme la lista per le Europee, dato che con Iv ormai la frattura è insanabile. A proposito: martedì si terrà l’ufficio di presidenza in Senato per decidere se riconoscere o no il cambio del nome al gruppo dell’ex Terzo Polo, che i 7 senatori renziani hanno ribattezzato “Iv-Il Centro”. Senza più riferimenti a Calenda, che giudica la mossa come una violazione dello statuto. L’incontro di martedì scorso di La Russa con Enrico Borghi, capogruppo renziano, e Mariastella Gelmini per i calendiani, non ha portato nemmeno a una constatazione amichevole.