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Caso Giambruno, parla Pier Silvio Berlusconi: “Dispiaciuto per Meloni, dietrologia è stata ridicola”

Pier Silvio Berlusconi, vice presidente e ad di Mediaset

Pier Silvio Berlusconi, vice presidente e ad di Mediaset

 (ansa)

Il manager di Mediaset nel libro-intervista di Bruno Vespa liquida l’ipotesi di complotti dietro i fuorionda di Striscia la notizia. Antonio Ricci: “L’azienda sapeva nulla: ho sostituito la scaletta”

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Due sole frasi, per rompere il silenzio ufficiale sul caso maturato in casa Mediaset dopo i fuorionda di Striscia la notizia che hanno travolto la famiglia della presidente del Consiglio. Della vicenda legata ad Andrea Giambruno avevano parlato Marina Berlusconi, primogenita del Cavaliere, e Antonio Tajani, leader del partito che resta strettamente legato alla dinastia di Arcore. Entrambi avevano assicurato lealtà e scacciato l’ipotesi di attacchi mirati alla premier. Mancava Pier Silvio Berlusconi, secondo figlio e soprattutto referente del casato nell’azienda televisiva di Cologno Monzese. L’occasione arriva con la pubblicazione del libro di Bruno Vespa 'Il rancore e la Speranza', in uscita l'8 novembre. Solo un breve passaggio, ma significativo. Per esprimere rammarico e vicinanza a Giorgia Meloni. E per liquidare scenari di complotto da parte dei Berlusconi e di Forza Italia nei confronti della leader del centrodestra.

“Sono molto vicino a Giorgia e sono molto dispiaciuto. Ma tutte le dietrologie sono ridicole”, afferma Pier Silvio Berlusconi. E dichiara chiusa per lui la questione: “Su questo tema non ho altro da aggiungere”. Parla invece di altro, dell’occasione in cui la famiglia pensò di vendere Mediaset (“È stato il '98 quando è arrivata una offerta importante da Rupert Murdoch: Marina ed io facemmo pesare la nostra opinione, ma la decisione è stata ovviamente di nostro padre, non solo per amore nei confronti delle aziende, ma soprattutto nei confronti dei nostri collaboratori”). O dei piani per il futuro dell’azienda di cui è vicepresidente e amministratore delegato: “A fine settembre 2023 l'Antitrust europeo ha dato l'ok perché la nostra Media for Europe possa eventualmente assumere il controllo della tedesca Prosiebensat e questo è un elemento decisivo per il futuro del nostro progetto” che è “costruire una grande piattaforma europea per la distribuzione di contenuti e per la vendita della pubblicità, che abbia dimensioni e tecnologie tali da farci sedere allo stesso tavolo dei giganti del web”.

In quest’ottica, il caso Giambruno va liquidato in fretta: a Mediaset è costato oltre 150 milioni per gli scossoni in Borsa. Anche Antonio Ricci, il direttore di Striscia la notizia, ribadisce che l’azienda è stata estranea all’ideazione dei servizi sull’ex compagno della premier: “Mi risulta che non sapessero nulla i vertici Mediaset di questa cosa – ha dichiarato a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1 – Tutti sono abituati a pensare che ci siano delle caserme e che nessuno sia libero di fare le cose che vuole fare, Pier Silvio Berlusconi non mi ha chiamato dopo la prima puntata”. E aggiunge: “Si tratta di non dire al produttore cosa si sta facendo. Io questo ho fatto, avevo un foglietto in scaletta a parte in cui c'era scritta un'altra notizia, un bel servizio di Luca Abete. Poi lo mando in onda lo stesso, perché nei miei contratti c'è una roba di libertà, non voglio mai arrivare a farlo per questioni di principio. Se mi è capitato mai che il produttore vedesse la scaletta? Esatto, il core business, inserzionisti pubblicitari. La politica arriva per appoggiare l'altro core business", prosegue Ricci. “Se Giorgia Meloni mi ha chiamato? No, è un mondo malvagio. Non mi ha chiamato - aggiunge ironizzando - Mi deve ringraziare perché nel mio modo di pensare le ho fatto una bella alzata per poter uscire da una situazione. Una cosa del genere non l'avevo mai vista. Per noi a Striscia il rispetto per le veline è santo, una cosa del genere da noi sarebbe un orrore da vedere”.

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