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Sgarbi e la denuncia di Sangiuliano all’Agcm già il 20 ottobre. Il critico: “Vivremo per tre mesi da separati in casa e vado pure a Miss Italia”

(fotogramma)
Giallo sulla tempistica. Il ministro ha detto di essere venuto a conoscenza dei compensi dall’articolo del Fatto Quotidiano del 24 ottobre. Ma la sua segnalazione arriva quattro giorni prima. Il sottosegretario: “Sapeva e mi ha chiamato per rappresentare il ministero a Bologna”
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Il caso Sgarbi rischia di tenere banco, e anche in stallo il ministero dei Beni culturali, almeno fino al 24 febbraio: data fissata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per emettere il verdetto sui compensi del critico d’arte, pari a 300 mila euro, e se questi rispettano o meno la norma sul conflitto di interessi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già fatto sapere di essere pronta a revocare il mandato da sottosegretario a Vittorio Sgarbi, ma solo dopo la decisione dell’Antitrust.

Intanto è giallo sulla tempistica delle segnalazioni del ministro Gennaro Sangiuliano sui compensi ricevuti dal critico d’arte. Il ministro ha detto di essere venuto a conoscenza dei compensi dopo un articolo del Fatto Quotidiano del 24 ottobre: “Adesso so”, ha ribadito dallo stesso giornale. Nella delibera dell’Agcm si fa riferimento però a una segnalazione del ministro Sangiuliano arrivata il 20 ottobre. Quindi il ministro già sapeva dei compensi del sottosegretario? “Io so sol…

Il caso Sgarbi rischia di tenere banco, e anche in stallo il ministero dei Beni culturali, almeno fino al 24 febbraio: data fissata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per emettere il verdetto sui compensi del critico d’arte, pari a 300 mila euro, e se questi rispettano o meno la norma sul conflitto di interessi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già fatto sapere di essere pronta a revocare il mandato da sottosegretario a Vittorio Sgarbi, ma solo dopo la decisione dell’Antitrust.

Intanto è giallo sulla tempistica delle segnalazioni del ministro Gennaro Sangiuliano sui compensi ricevuti dal critico d’arte. Il ministro ha detto di essere venuto a conoscenza dei compensi dopo un articolo del Fatto Quotidiano del 24 ottobre: “Adesso so”, ha ribadito dallo stesso giornale. Nella delibera dell’Agcm si fa riferimento però a una segnalazione del ministro Sangiuliano arrivata il 20 ottobre. Quindi il ministro già sapeva dei compensi del sottosegretario? “Io so solo, e lo posso provare, che il 23 ottobre mi ha chiamato Sangiuliano chiedendomi di andare al posto suo e in sua rappresentanza a un evento a Bologna”, ha sempre detto Sgarbi, che da allora non ha più sentito il ministro.

Sentito da Repubblica Sgarbi adesso aggiunge: “Non ho intenzione di sentire il ministro fino al 24 febbraio, data di chiusura dell’istruttoria dell’Antitrust. Vorrà dire che faremo almeno tre mesi da separati in casa. E vedrete che io sarò “assolto” da tutto perché è tutto lecito e legato ai miei diritti di autore”. Sgarbi non ha intenzione nemmeno di rinunciare a far parte della giuria di Miss Italia, altro compenso contestato dal ministro e da Fratelli d’Italia, con il capogruppo Tommaso Foti che ha assicurato che per “Sgarbi Miss Italia finisce qui”. “Io sarò in prima fila a Miss Italia, che sia chiaro, poi vedremo se farò anche il giurato”, dice il sottosegretario convinto che qualcuno, forse un suo ex collaboratore, abbia violato il suo database di posta elettronica al ministero, come esposto in una denuncia alla polizia postale dove si legge: “Il 19 ottobre attraverso la violazione di alcuni account di posta elettronica privati, sono stati rubati documenti e messaggi riguardanti la mia attività di storico e critico dell’arte. Questi account sono stati utilizzati in maniera fraudolenta per inviare una lettera anonima a diverse istituzioni”. Lo scontro dentro il governo e il ministero dei Beni culturali continua, insomma.

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