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Toghe | Il sottosegretario Delmastro chieda che venga ripristinata la scorta alla gip Attura

(fotogramma)
Alla vigilia dell’udienza preliminare per il caso Cospito è stata tolta la protezione proprio alla magistrata che ha chiesto la sua imputazione coatta. Questa è Toghe, la newsletter sulla giustizia di Liana Milella. Qui il link per iscriversi
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Dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove dovrebbe arrivare subito un gesto concreto. Gesto che potrebbe dimostrare, al contempo, che la parola Giustizia per lui ha davvero un valore e che, come politico e come uomo di governo, ha chiare le responsabilità che competono all’uno e all’altro ruolo. Soprattutto il suo gesto dovrebbe sgombrare il campo dall’ipotesi che ci possa essere un collegamento con il suo caso dietro la sciagurata decisione del ministero dell’Interno di togliere la scorta alla giudice per le indagini preliminari di Roma Emanuela Attura.

“Colpevole” di aver messo la firma sotto l’imputazione coatta proprio per Delmastro per rivelazione di segreti d’ufficio. La procura di Roma voleva chiudere l’inchiesta secondo la discutibile tesi che l’esponente meloniano, nel suo delicato ruolo di governo, aveva effettivamente dato al compagno di casa Giovanni Donzelli i rapporti riservati del Nic e del Gom sul caso Cospito, senza sapere però che erano segreti…

Dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove dovrebbe arrivare subito un gesto concreto. Gesto che potrebbe dimostrare, al contempo, che la parola Giustizia per lui ha davvero un valore e che, come politico e come uomo di governo, ha chiare le responsabilità che competono all’uno e all’altro ruolo. Soprattutto il suo gesto dovrebbe sgombrare il campo dall’ipotesi che ci possa essere un collegamento con il suo caso dietro la sciagurata decisione del ministero dell’Interno di togliere la scorta alla giudice per le indagini preliminari di Roma Emanuela Attura.

“Colpevole” di aver messo la firma sotto l’imputazione coatta proprio per Delmastro per rivelazione di segreti d’ufficio. La procura di Roma voleva chiudere l’inchiesta secondo la discutibile tesi che l’esponente meloniano, nel suo delicato ruolo di governo, aveva effettivamente dato al compagno di casa Giovanni Donzelli i rapporti riservati del Nic e del Gom sul caso Cospito, senza sapere però che erano segreti. La gip Attura ha detto di no e lo ha mandato a processo.

Giusto il 29 novembre Delmastro dovrà affrontare l’udienza che lo riguarda. E giusto adesso l’Ucis, l'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, decide di togliere la scorta ad Emanuela Attura. Gip pesantemente minacciata dai Casamonica. Certo i tempi della decisione non possono che lasciare fortemente perplessi. Sarebbe davvero odioso, per usare un termine garbato, se il “metodo” del governo Meloni contro i giudici che hanno la schiena diritta fosse quello di minacciarli con i provvedimenti disciplinari (vedi le toghe di Milano del caso Uss), di colpirli con la delegittimazione usando vecchi filmati (vedi caso Apostolico), di metterne addirittura in pericolo la stessa vita (il caso Attura).

In Italia le scorte si “buttano”. Ne godono politici che non corrono alcun pericolo. E parliamo anche di scorte rafforzate. Togliere la protezione alla gip Attura ha solo il valore di una decisione politica, alla vigilia di un’udienza che vede coinvolto un sottosegretario. Proprio per questo tocca a Delmastro chiedere pubblicamente che la scorta venga ripristinata “prima” che si apra la sua udienza. Gesto da uomo di governo che per giunta siede in via Arenula.

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