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L’Anm contro Crosetto. Il presidente Santalucia: “Fuorviante l'idea di una magistratura che fa opposizione ai partiti"

(ansa)
L’assemblea delle toghe critica il ministro della Difesa che parla di una “opposizione giudiziaria” pronta a far cadere il governo Meloni prima delle Europee
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ROMA – Riparte nel modo più duro possibile lo scontro tra il governo e la magistratura. Giusto nel giorno in cui a Roma, in piazza Cavour, si riunisce l’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati. Ma ecco, in un’intervista al Corriere, un duro attacco del ministro della Difesa Guido Crosetto che dopo aver parlato di Israele e di Pnrr butta lì un pesante attacco contro i giudici. Parla di “opposizione giudiziaria” e di una corrente della magistratura che, in una riunione, ragiona di come “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni “.

Parole ovviamente destinate a peggiorare ulteriormente il clima tra il governo e i giudici. Tant’è che proprio il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, che pure, prima di aprire l’assemblea, dice di non voler rispondere alla parole del ministro, poi nel suo intervento indirettamente prende le distanze. “È fuorviante - dice Santalucia - l'idea di una magistratura che rema contro, che possa, leggevo oggi sui giornali, anche fars…

ROMA – Riparte nel modo più duro possibile lo scontro tra il governo e la magistratura. Giusto nel giorno in cui a Roma, in piazza Cavour, si riunisce l’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati. Ma ecco, in un’intervista al Corriere, un duro attacco del ministro della Difesa Guido Crosetto che dopo aver parlato di Israele e di Pnrr butta lì un pesante attacco contro i giudici. Parla di “opposizione giudiziaria” e di una corrente della magistratura che, in una riunione, ragiona di come “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni “.

Parole ovviamente destinate a peggiorare ulteriormente il clima tra il governo e i giudici. Tant’è che proprio il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, che pure, prima di aprire l’assemblea, dice di non voler rispondere alla parole del ministro, poi nel suo intervento indirettamente prende le distanze. “È fuorviante - dice Santalucia - l'idea di una magistratura che rema contro, che possa, leggevo oggi sui giornali, anche farsi opposizione politico-partitica".

Così cambia faccia tutta l’assemblea, decisa due settimane fa, pur tra divisioni interne, sull’onda del caso di Iolanda Apostolico, la giudice di Catania “colpevole” di aver disapplicato il decreto Cutro sui migranti e vittima di un attacco durissimo della Lega, a colpi di video di 5 anni prima che la ritraggono mentre prende parte a una manifestazione indetta dal vescovo di Noto quando l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva bloccato lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti.

Ebbene, adesso le toghe partono proprio da lì per difendere non solo questa collega, ma anche la gip di Roma Emanuela Attura a cui il Viminale ha tolto la scorta nonostante fosse stata minacciata dai Casamonica. Proprio lei che ha firmato l’imputazione coatta per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

Due storie si intrecciano nella stessa giornata. L’attacco di Crosetto e i giudici che difendono i colleghi, anche se con divisioni interne, perché la corrente di Magistratura indipendente, con il segretario dell’Anm Giuseppe Casciaro, ricorda come proprio loro non avessero firmato il documento ritenendo che l’assemblea dovesse guardare all’attacco della politica, ma anche al comportamento dei magistrati e “riflettere se è opportuno esercitare con discrezione alcuni diritti fondamentali, ponendosi nell’ottica di non mettersi nella condizione di fornire occasioni per gli attacchi”.

Ma oggi la migliore risposta sia all’attacco di Crosetto, sia alla difesa del mestiere di giudice viene da Santalucia. Eccolo dire: “Assistiamo alla formazione di una linea di tendenza che attraversa il mondo politico, ma non solo, che vuole ridefinire il confine tra organi della rappresentanza politica e la giurisdizione. Non siamo chiamati a rispondere all’ennesima battuta di un esponente politico, siamo fuori dal botta risposta, a cui però non possiamo sottrarci. Dobbiamo riflettere su una linea di tendenza che si struttura, perché prende piede l’idea di una giurisdizione subalterna rispetto alla sovranità politica, parlamentare, elettorale. Chi ha il consenso elettorale, esprime la sovranità popolare, tutti gli altri organi sono fuori, sono espulsi rispetto a chi gode del consenso elettorale”.

Ovviamente Santalucia non cita né Crosetto né il governo Meloni. Ma è evidente che sta parlando proprio di quello che avviene ogni giorno, un attacco continuo e pesante ai giudici, ai loro provvedimenti, perfino alla loro attività associativa. Ma ecco ancora le parole di Santalucia: “Chi gode del consenso elettorale decide e comanda, gli altri non devono ostacolare gli organi del governo”.

Rispetto a questa teoria la risposta di Santalucia è altrettanto chiara: “Noi non abbiamo mai messo in discussione il ruolo della politica che progetta lo sviluppo della società, ma la giurisdizione non può rispondere all’attuazione di programmi del governo”. E ancora: “È una visione sbagliata. Se tutto diventa politica, gli altri che non fanno parte del ceto politico sono esclusi e non possono neppure parlare”.

E qui Santalucia chiude con un ulteriore allarme: “Il mio timore è che non si tratti di fiammate episodiche, ma di un progetto”. Perché i magistrati “vengono immessi nella rappresentazione pubblica come una controparte politica, espungendo la nostra cifra, le motivazioni di un provvedimento. In questo scenario siamo privi delle nostre armi, perché il singolo non può andare allo scontro personale, mentre le buone ragioni sono nel provvedimento scritto”.

Sul caso Apostolico, Santalucia ripete quanto ha già detto più volte, e che si può riassumere così: “La collega è stata aggredita per una manifestazione a cui ha partecipato 5 anni prima. Sarebbe un errore entrare nel merito di cosa ha fatto il magistrato, mentre il problema è la compressione del ruolo del magistrato stesso. Si prende un video conservato per 5 anni con predeterminazione, lo si usa per colpire la sua imparzialità, in questi 5 anni non è successo nulla, poi il video viene tirato fuori per accusare la toga di fare politica, privandola della sua arma più importante, cioè l’imparzialità. Mi inquieta, ma voglio andare oltre le polemiche contingenti, il fatto che ci troviamo di fronte a un’accusa da cui non ci si può difendere. Quella di dare l’idea di un magistrato prepotente ed arrogante che vuol fare entrare in Italia i clandestini. Ma la giurisdizione non è contrapposizione politica, il giudice fa il suo mestiere nell’interesse della comunità tutta e non risponde a logiche politiche e vendicative”.

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