È saltata la possibilità di inserire test psico-attitudinali per l'ingresso in magistratura: l'ipotesi, sulla falsariga di quanto avviene per forze di polizia e forze armate è emersa in mattinata durante la riunione preparatoria del Consiglio dei ministri ed è stata presentata nella riunione, in cui sono stati discussi due decreti legislativi per la riforma dell'ordinamento giudiziario. Via libera invece, secondo quanto si apprende, al provvedimento sulle 'pagelle' per le toghe, già previste dalla riforma Cartabia.
L’ipotesi sfumata dei test
Come spiegano più fonti, l'ipotesi dei test, era nata da un'osservazione avanzata dal governo al tavolo con i tecnici. La norma, precisano fonti dell'esecutivo, non era nelle bozze dei provvedimenti, ma sul pacchetto di misure sono in corso riflessioni. L’ipotesi aveva già iniziato a far discutere anche perché arrivata durante le polemiche per le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto – che hanno riacceso lo scontro tra politica e giustizia.
Toghe fuori rolo solo dopo 10 anni
I due decreti legislativi legati alla giustizia riguardano nel complesso 'disposizioni sul riordino della disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili' e 'disposizioni in materia di riforma ordinamentale della magistratura'. 'Paletti' sono arrivati nei decreti per il collocamento fuori ruolo dei magistrati: non potranno essere collocati fuori ruolo prima del decorso di dieci anni di effettivo esercizio della giurisdizione e, fatti salvi incarichi presso istituzioni di particolare rilievo, sono necessari tre anni di esercizio prima di un nuovo collocamento fuori ruolo se il primo incarico ha avuto una durata superiore a cinque anni. Viene inoltre codificato il principio della necessaria sussistenza di un interesse dell'amministrazione di appartenenza per consentire l'incarico fuori ruolo. Viene ridotto il numero massimo di magistrati collocati fuori ruolo: 180 per la magistratura ordinaria.