Gli affari di Gasparri con la cybersicurezza: nel sistema di scatole cinesi spuntano contratti con aziende pubbliche
di Antonio Fraschilla , Lorenzo SangermanoUn sistema di scatole cinesi che rivela legami tra aziende italiane di cybersecurity, holding e fondi di investimento francesi. A comparire nella matassa, tra il 2020 e il 2022, è Cyberealm, l’azienda in cui il senatore forzista Maurizio Gasparri, come denunciato da Report, compare come presidente. Un ruolo mai comunicato al Parlamento da parte del senatore, che ora si trova ad affrontare l’apertura di un’istruttoria da parte della giunta delle elezioni del Senato e le polemiche sollevate dalle opposizioni contro i suoi affari. Movimenti di azioni e denaro a cui partecipa, da consulente e fiscalista anche un altro storico nome del partito berlusconiano, Giulio Tremonti.
L’ex ministro dell’Economia, ora eletto alla Camera nelle liste del partito della premier Giorgia Meloni Fratelli d’Italia, divide il tempo a Montecitorio con l’attività nello studio legale di cui è co-fondatore. Ed è proprio lo studio di Tremonti ad aver curato gli aspetti fiscali e normativi della compravendita in cu…
Un sistema di scatole cinesi che rivela legami tra aziende italiane di cybersecurity, holding e fondi di investimento francesi. A comparire nella matassa, tra il 2020 e il 2022, è Cyberealm, l’azienda in cui il senatore forzista Maurizio Gasparri, come denunciato da Report, compare come presidente. Un ruolo mai comunicato al Parlamento da parte del senatore, che ora si trova ad affrontare l’apertura di un’istruttoria da parte della giunta delle elezioni del Senato e le polemiche sollevate dalle opposizioni contro i suoi affari. Movimenti di azioni e denaro a cui partecipa, da consulente e fiscalista anche un altro storico nome del partito berlusconiano, Giulio Tremonti.
L’ex ministro dell’Economia, ora eletto alla Camera nelle liste del partito della premier Giorgia Meloni Fratelli d’Italia, divide il tempo a Montecitorio con l’attività nello studio legale di cui è co-fondatore. Ed è proprio lo studio di Tremonti ad aver curato gli aspetti fiscali e normativi della compravendita in cui Cyberealm è coinvolta.
Ma andiamo con ordine. È il 14 luglio del 2020 quando Leone Ouazana, imprenditore italo-israeliano, dà vita a Cyberealm. Un’azienda senza personale e collaboratori dichiarati che, secondo lo statuto, opera nel campo informatico, dalla progettazione di software alla sicurezza di rete. Al vertice però, come ha anticipato Report, si celerebbe un’altra persona, Oozi Cats. Imprenditore israeliano a capo fino al 2017 della Telit, azienda in cui lo stesso Ouazana ha lavorato, finché non è stato travolto da un’inchiesta che ne ha svelato l’utilizzo di falso nome per 17 anni e la fuga dalla giustizia americana per evasione.
Meno di un mese dopo, il 14 agosto, Ouazana decide di espandersi comprando, per 24 mila euro, il 24 per cento di Atlantica Cyber Security. Un’impresa nata venti giorni prima e in cui, come socio, l’italo-israeliano è in buona compagnia. La sua proprietà infatti è spartita con Sm4 Italy acquisition, un fondo di investimento francese al cui vertice è nominato Carlo Torino. Ex di Goldman Sachs, il finanziere è già noto alle cronache per un’indagine della Procura di Firenze, poi archiviata su richiesta del pm, riguardo una conferenza di Matteo Renzi a Dubai. Ad aggiungersi, anche Atlantica Digital spa, impresa controllata a sua volta dal fondo, e vero volto delle sue attività. È questa infatti, secondo una relazione della Corte dei Conti presentata anche in Senato, a succedere a SeiPlus Spa nel possesso di quasi il 9 per cento del Consorzio Postemotori. Ente controllato dallo Stato, il consorzio ha fornito fino al marzo 2022 i servizi di gestione del pagamento per il Dipartimento dei Trasporti e i servizi informativi e statistici in concessione al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile.
Trascorso un anno, una volta intessuta la rete di partecipazioni, arriva il turno di Maurizio Gasparri. È il 17 giugno 2021 quando Ouazana lo nomina presidente di Cyberealm. I compiti previsti? “Curare e gestire i rapporti istituzionali con enti pubblici e privati” e “verificare l’interesse di operatori pubblici e privati nell’acquisizione dei servizi”.
A Palazzo Chigi Mario Draghi succede a Giuseppe Conte, di legislatura in legislatura, Gasparri ormai dal 2018 mantiene la poltrona alla Vigilanza Rai. Pochi mesi dopo la sua nomina in commissione, l’azienda partner in Atlantica Cyber Security, la più grande Atlantica Digital spa, ottiene insieme ad altre aziende un contratto con la tv di Stato. Un contratto aggiudicato il 30 settembre 2021 dal valore di quasi 480 mila euro per fornire i “servizi per la manutenzione e gestione dei Sistemi Informativi Rai” e di “progettazione, sviluppo e manutenzione delle applicazioni software”.
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Ma non c’è solo viale Mazzini: Atlantica digital strappa una serie di contratti che la legano a società statali e le consentono di ottenere finanziamenti pubblici. L’azienda sigla attività con il ministero della Difesa, dell’Interno e riceve finanziamenti da fondi di sviluppo statali ed europei. Nel maggio del 2021 vince, insieme a Fastweb Spa e Consorzio Stabile Three For Tech Group Scarl, la gara indetta per fornire “servizi di manutenzione hardware su apparati Multibrand”. Il destinatario? Una società controllata al 100 per cento dal Ministero dell’Economia, Sogei Spa. Sempre per questa nel 2023 si garantisce un contratto da 526 mila euro per “l’acquisizione di sottoscrizioni software Checkmark”.
La partecipazione di Cyberealm, azienda presieduta da Gasparri, nella controllata di Atlantica Digital, l’omonima Atlantica Cyber Security, ha però vita breve. Poco meno di un anno che per l’impresa di Ouazana vale circa 800 mila euro di incassi. Come racconta Report, sarebbe questa la somma ricevuta dal fondo di investimento francese per le azioni detenute, comprate due anni prima a soli 24 mila euro. Un valore gonfiato di 48 volte.
Gasparri si trova ora a difendersi dalle accuse di conflitti d’interesse. “Tutto trasparente”, commenta il senatore, secondo cui ogni attività della società non ha “alcuna relazione con attività politiche di alcun tipo”. Ma dalla commissione di vigilanza Rai, le opposizioni non mollano e chiedono a Gasparri di rispondere in Aula. Tutto per fare luce su una vicenda a cui, dopo varie anticipazioni, la prossima puntata di Report promette di dare risposte.