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Schlein a Metropolis chiede le dimissioni di Delmastro: “Meloni lo difese, ora chiarisca”. Confronto a distanza sulla mafia con la premier

Per la segretaria del Pd ospite del web talk del gruppo Gedi il sottosegretario alla Giustizia non può restare al suo posto: “Premier e Nordio smentiti dai giudici”. Poi a Porta a porta il botta-risposta

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La vicenda Delmastro è “grave”. Elly Schlein a Metropolis, il web talk del gruppo Gedi, attacca il sottosegretario alla Giustizia e la premier Giorgia Meloni. Che “lo difese” e ora “deve chiarire”. La segretaria del Pd interviene su Delmastro che sarà processato per rivelazioni del segreto d’ufficio per il caso Cospito. “Al di là della vicenda giudiziaria che dopo il rinvio a giudizio di oggi farà il suo corso, a me interessa il dato politico: il ministro Nordio in più occasioni è venuto in Parlamento a difendere Delmastro dicendo che gli atti non erano coperti dal segreto, Giorgia Meloni stessa lo ha detto. Invece il giudice chiarisce che quegli atti erano coperti dal segreto e su questo concorda anche il pubblico ministero pur non avendo chiesto il rinvio a giudizio – commenta Schlein – Delle due l’una: o Delmastro lo sapeva ed era consapevole di dare quell’informazione a Donzelli al preciso scopo di aggredire l’opposizione in Parlamento e quindi non può restare al suo posto, oppure non sapeva e alla luce di questo dimostra di non poter restare a rivestire il ruolo che ricopre”.

Schlein a Metropolis conferma la mozione di censura già presentata dalle opposizioni, con la richiesta di metterla in votazione in Parlamento. La segretaria Pd a più riprese afferma: “Vorrei inoltre sapere che ne pensa Giorgia Meloni, perché allora difese Delmastro dicendo che gli atti su Cospito non erano coperti da segreto. Meloni dovrebbe rispondere al Paese e chiarire qual è la sua posizione”.

Dal salario minino al dl energia. Da Atreju a Expo e al congresso delle destre europee di Salvini fino al caso Lollobrigida e Crosetto. Elly Schlein, ospite del web talk del gruppo Gedi va all’attacco anche sulle ultime questioni che stanno accendendo il dibattito politico e precisa che “al momento non c'è in programma alcun duello in televisione con Meloni” ma che non si sottrae “mai al confronto, ma nei luoghi opportuni". Tutto a poche ore dal confronto a distanza tra le due leader nel salotto di Porta a Porta.

Confronto con Meloni sulla mafia

Il botta e risposta tra le due leader viene ospitato nel salotto di Bruno Vespa, nel corso di uno speciale sulla mafia. La premier, che rivendica di aver “smentito i pronostici” di chi in Europa la vedeva come “un mostro”, cita come primi passi contro la criminalità misure come la “difesa del carcere ostativo” e il decreto Caivano. Di quanto fatto la leader di FdI si mostra fiera, ma afferma che non si può abbassare la guardia: “Che la mafia oggi sia meno visibile negli attentati, non vuol dire che non continui a fare i suoi affari”, dice citando i rischi per gli appalti del Pnrr. La leader dem invece è critica, “preoccupata” perché il governo “ha fatto cose sbagliate, come i 300 milioni tolti dal Pnrr per i beni confiscati e il loro uso sociale”.

Il congresso delle destre europee di Salvini

"Io non la temo, anzi, la contrasto ogni giorno", dice Schlein a Metropolis. Si riferisce al raduno delle destre europee organizzato dalla Lega domenica a Firenze. “Li conosco tutti, nell'internazionale dei nazionalisti ci sono i nemici dell'Italia e mi hanno fatto sorridere gli applausi fatti a Wilders che qualche anno fa andava in giro con un cartello in cui diceva di non dare un centesimo all'Italia – ricorda la segretaria dem – È una destra che va contrastata con argomenti concreti. Perché i sovranisti non dicono nulla sul fatto che per l'evasione delle multinazionali serve un contrasto europeo, spieghino che per difendere la sovranità fiscale dell'Irlanda o di Malta stanno voltando le spalle ai lavoratori. Noi siamo qui per costruire un'altra Europa, un' area progressista ed ecologista".

Caso Lollobrigida

E proprio a Salvini, organizzatore dell’evento di Firenze e ministro dei Trasporti, chiede "di venire in Aula a chiarire quanto accaduto” sul caso Lollobrigida quando una settimana fa il ministro-cognato di Meloni ha fatto fermare un treno Frecciarossa in ritardo diretto a Caivano a una fermata straordinaria a Ciampino. “È successo anche a me di rimanere bloccata su un treno e nessuno è andato dal capotreno a dire di poter scendere, la sua ricostruzione non tiene, Salvini deve farci capire cosa è accaduto. Ieri con atteggiamenti prepotenti i deputati della maggioranza hanno fatto un tifo da stadio per solidarietà a Lollobrigida, questi atteggiamenti sviliscono la dialettica parlamentare – osserva Schlein in collegamento a Metropolis – Io chiedo a Salvini di venire a chiarire anche nell'interesse del ministro stesso e di Lollobrigida".

Expo 2030

La pesante sconfitta di Roma nella candidatura dell’Expo 2030 "è un dispiacere. Peccato. Era l'occasione per un evento importante: turismo, presenze, investimenti – dice la leader del Pd – Ma ho ascoltato molte analisi e condivido quella del sindaco Gualtieri sui petrodollari. Sicuramente c'è tanto sforzo da fare per portare grandi eventi a Roma. Ma la città sta facendo grandi sforzi nonostante in manovra ci siano tagli importanti". Poi mostra il bracciale con la scritta 'Verità per Giulio Regeni' e lancia un appello a considerare anche il tema del "rispetto dei diritti umani" che al momento le sembra "troppo sottovalutato".

Salario minimo

Schlein non dimentica il salario minimo su cui sta portando avanti una battaglia da mesi insieme agli altri partiti di opposizione. E a Metropolis conferma non solo di essere disponibile al confronto con Meloni e con la maggioranza, ma spiega di averlo chiesto in Parlamento sul salario minimo, ma "loro sono scappati". Poi, aggiunge, "lo abbiamo chiesto anche sull'accordo con l'Albania, ma per fortuna poi loro hanno fatto un'inversione a U". "Ora chiedo a Meloni, almeno sulla violenza di genere, di mettere da parte l'aspro scontro maggioranza e opposizione, per confrontarci ancora sulle misure necessarie a prevenire il fenomeno" perché, ribadisce, "devono investire nella formazione e nella prevenzione" rendendo "obbligatoria l'educazione alle differenze in tutti i cicli scolastici". Ma su questo "ci sono ancora differenze".

Renzi a Metropolis

Matteo Renzi invece andrà ad Atreju. “A parlare di giustizia perché mi hanno invitato, ci vado volentieri, senza problemi. Avevo chiesto di andare alla festa dell'Unità a parlare di lavoro e Jobs act ma lì non mi hanno invitato", dice il leader di Iv anche lui ospite di Metropolis. Sul caso Delmastro, commenta, “c'è un rinvio a giudizio, ma il garantismo non è dire 'non voglio che si facciano i processi' ma rispettare che ci si vada. Delmastro avrà tutti gli elementi per provare la sua posizione. E questo non è un attacco alla maggioranza, ma noto che c'è nervosismo nel governo". E aggiunge: "Giovedì al Senato ho visto Giorgia Meloni molto, molto tesa anche nelle risposte. Quando Crosetto, una delle persone più sagge dell'esecutivo, dice che temiamo ci sia qualcosa sotto e poi non fanno una riforma della giustizia, la rinviano ed evocano chissà quali scenari è il segno di uno strisciante e serpeggiante nervosismo che esploderà a primavera, non dico che cadrà il governo ma è evidente che ci sarà tensione".

Da Delmastro al caso del ministro Lollobrigida. Che "è inqualificabile, più parla e più fa danni, gli consiglio: 'Taci, se continui così fai solo del male. Nelle prossime ore faremo una interrogazione parlamentare rivolta al ministro Salvini e chiediamo a Lollobrigida di essere in Senato. Poi valuteremo ma non escludiamo neanche la mozione di sfiducia”, fa sapere il senatore e leader di Italia viva.

E i sovranisti riuniti tra qualche giorno nella sua Firenze? "Salvini non ha capito nulla: se c'è una città che storicamente deve tutto alla sua apertura al mondo è Firenze. A 300 metri dalla fortezza dove i sovranisti si ritroveranno domenica, c'è la chiesa di Santa Maria Novella" teatro di un concilio tra Occidente e Oriente nel 1439, precisa Renzi in videocollegamento con 'Metropolis. "Salvini è impegnato a studiare la geografia ma non si rende conto che non sa la storia di Firenze. È come portare un siciliano a Pontida, è vero che lui l'ha fatto ma i risultati non sono gli stessi".

Il faccia-a-faccia televisivo tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, secondo Renzi, invece, "serve più alla premier per radicalizzare lo scontro. Forse anche a Elly. Ma la sinistra deve scegliere cosa fare da grande. Dopo di che in bocca al lupo a Elly Schlein, in bocca al lupo a Giorgia Meloni".

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