Il Tg di Poste costretto a diventare Telemeloni: intervista celebrativa alla premier. E le opposizioni insorgono: “Una controllata usata come Istituto Luce”
dal nostro inviato Emanuele LauriaGiorgia Meloni
(reuters)DUBAI – Cartoline da Giorgia. L’ultimo mezzo di propaganda della premier è il più antico, seppur riadattato all’età del virtuale. È un’intervista celebrativa rilasciata al tg di Poste, la società controllata dal ministero dell’Economia. Venti minuti in cui la presidente del Consiglio elenca i suoi successi, sferza l’opposizione e soprattutto parla (molto) di sé, della sua “abitudine a smentire i pronostici” e della sua ostinazione tipica del segno del Capricorno. Con tanto di dedica finale agli italiani. Su una cartolina virtuale, appunto. Il tutto senza contraddittorio. Ma la vicenda diventa un caso politico, con le critiche del Pd (“Fino a dove si spinge TeleMeloni?”) e della sinistra di Avs, oltre che con l’annuncio di un’interrogazione parlamentare da parte di +Europa.
Il telegiornale di Giorgia Meloni è realtà. E va sul web quando a Dubai comincia il clou dei lavori della Cop28 sul clima, ovvero una delle vetrine internazionali che sono anche confortevole rifugio della premi…
DUBAI – Cartoline da Giorgia. L’ultimo mezzo di propaganda della premier è il più antico, seppur riadattato all’età del virtuale. È un’intervista celebrativa rilasciata al tg di Poste, la società controllata dal ministero dell’Economia. Venti minuti in cui la presidente del Consiglio elenca i suoi successi, sferza l’opposizione e soprattutto parla (molto) di sé, della sua “abitudine a smentire i pronostici” e della sua ostinazione tipica del segno del Capricorno. Con tanto di dedica finale agli italiani. Su una cartolina virtuale, appunto. Il tutto senza contraddittorio. Ma la vicenda diventa un caso politico, con le critiche del Pd (“Fino a dove si spinge TeleMeloni?”) e della sinistra di Avs, oltre che con l’annuncio di un’interrogazione parlamentare da parte di +Europa.
Il telegiornale di Giorgia Meloni è realtà. E va sul web quando a Dubai comincia il clou dei lavori della Cop28 sul clima, ovvero una delle vetrine internazionali che sono anche confortevole rifugio della premier alle prese con dissapori in Patria. Mentre i media sono concentrati sul caso Delmastro, ecco il tg ideale, per Palazzo Chigi. Che lo vuole fortemente. Di più: lo impone a Poste, da quello che è stato possibile ricostruire da fonti di primo piano, anche se la società ufficialmente non commenta.
Tre titoli dedicati solo a Meloni, un’intera trasmissione monografica. L’intervistatrice, Federica De Sanctis che dirige la testata, parte con alcune domande sulle iniziative di Poste, parla del progetto Polis “che lei, presidente, ha tenuto a battesimo”, sicuramente “un esempio virtuoso” e non si capisce bene se parla dell’iniziativa o della premier. Poi la direttrice allarga il campo, non esattamente in modo incalzante. “L’Italia sul Pnrr sta andando bene, speditamente, sui binari decisi da Bruxelles”. Oppure: “Presidente, a Caivano state lavorando per rafforzare la presenza dello Stato”. Lo studio del Tg Poste è una comfort zone, per la responsabile del governo: seduta davanti all’interlocutrice, sorridente, Meloni resta sui temi di Caivano e rivela emozionata che “una mamma mi ha scritto perché finalmente ha potuto portare il figlio al parco in sicurezza”. E poi, sempre, su Caivano, riesce facile la stoccata all’opposizione: “Qualcuno si è lamentato perché ci sono troppi ministri che vanno lì…”.
Altro assist della conduttrice alla leader: “Ha dei sassolini da togliersi?”. Le risposte di Meloni hanno questo tenore: “Non mi sono mai fatta dire dagli altri cosa potessi o non potessi fare”. “Sono abituata a smentire i pronostici”. Poi sì, c’è l’ammissione di un insuccesso: “Contro l’immigrazione avrei potuto fare di più”. Ma è giusto un inciso, prima delle parole “Io non mollo”, condite da un riferimento allo zodiaco: “È il Capricorno che è in me”. La cartolina che la giornalista le porge è indirizzata “a tutti gli italiani”, dice Meloni. “Cosa scrivo? Viva il nostro orgoglio”, esclama.
Già nel 2020 un premier intervenne dagli schermi del Tg Poste: ma Giuseppe Conte, in quel caso, si limitò a un messaggio per ringraziare i dipendenti dopo la prima emergenza Covid. Qui siamo allo spot prolungato via web, senza francobollo, attraverso la piattaforma di un spa pubblica i cui vertici sono stati rinnovati dal governo nella scorsa primavera.
L’opposizione non la prende benissimo: “Ma fino a dove si estende TeleMeloni? È diventata una cosa insopportabile. Siamo davanti – dice il responsabile Cultura del Pd Sandro Ruotolo - all’occupazione del potere, dei mezzi di comunicazione peraltro pagati da tutti i cittadini. Anche questo il segno del tentativo di imporre un altro modello culturale, ma il loro modello è figlio di un’epoca buia. Non ne vedo molti altri”. E il segretario di +Europa Riccardo Magi annuncia un’interrogazione parlamentare: “Chiediamo a Giorgetti come sia possibile quest'uso da istituto Luce del sito delle Poste e come, questo punto, anche i leader delle opposizioni possano accedere a un canale di informazione capillare che va in tutti gli uffici postali oltre che su tutte le piattaforme”.
E Nicola Fratoianni racconta di “parecchie segnalazioni ricevute quasi tutte per esprimere indignazione e senso del ridicolo per l’operazione mediatica messa in campo. Già la Rai – dice Fratoianni - sta venendo meno al suo impegno di servizio pubblico che rispetta equilibrio e pluralismo politico, ci si mettono pure le aziende pubbliche a fare operazioni di propaganda. Ora mancano le immagini della presidente del Consiglio mentre fa l’albero di Natale…”.