Bonelli: “Meloni sul clima è negazionista come Trump. Riporta l’Italia a 30 anni fa”
di Giovanna VitaleAngelo Bonelli
(fotogramma)“Giorgia Meloni è andata a Dubai e non ha detto una sola parola sull’emergenza climatica, che per lei evidentemente non esiste, né sulle energie rinnovabili, che il governo italiano sta affossando. La sua strategia, come è evidente dal discorso pronunciato alla Cop 28, è basata sullo sfruttamento di combustibili fossili – è il caposaldo di quel piano Mattei che di fatto è una forma di moderna colonizzazione dell’Africa – e sul ritorno al nucleare. Ma così il Paese non fa passi avanti, arretra di trent’anni”. Per Angelo Bonelli, leader dei Verdi, le posizioni espresse dalla presidente del Consiglio alla Conferenza sul clima sono “irricevibili” e “vanno contrastate con forza”.
Per la premier, in realtà, è “l’ambientalismo ideologico” di cui anche lei sarebbe figlio il principale colpevole dell’arretratezza italiana in materia di energia e lotta ai cambiamenti climatici.
“La politica di Meloni è assolutamente in linea con quella dei leader mondiali negazionisti, da Donald Trump all’…
“Giorgia Meloni è andata a Dubai e non ha detto una sola parola sull’emergenza climatica, che per lei evidentemente non esiste, né sulle energie rinnovabili, che il governo italiano sta affossando. La sua strategia, come è evidente dal discorso pronunciato alla Cop 28, è basata sullo sfruttamento di combustibili fossili – è il caposaldo di quel piano Mattei che di fatto è una forma di moderna colonizzazione dell’Africa – e sul ritorno al nucleare. Ma così il Paese non fa passi avanti, arretra di trent’anni”. Per Angelo Bonelli, leader dei Verdi, le posizioni espresse dalla presidente del Consiglio alla Conferenza sul clima sono “irricevibili” e “vanno contrastate con forza”.
Per la premier, in realtà, è “l’ambientalismo ideologico” di cui anche lei sarebbe figlio il principale colpevole dell’arretratezza italiana in materia di energia e lotta ai cambiamenti climatici.
“La politica di Meloni è assolutamente in linea con quella dei leader mondiali negazionisti, da Donald Trump all’argentino Milei. Ancora oggi parla di ambientalismo ideologico, ma mi piacerebbe che rispondesse a una domanda, visto che non lo fa mai: il suo ambientalismo è salvare gli extraprofitti delle società energetiche, a cui ha condonato oltre 8 miliardi di tassazione imposta dal governo Draghi, così obbligando le famiglie a svenarsi per far fronte al costo sempre più elevato di luce e gas (che oltretutto dipendono da fonti fossili), col risultato di aumentare la povertà sociale? Il suo ambientalismo è autorizzare le trivelle in aree preziose come il golfo di Napoli, Sorrento, Venezia e isole Egadi, una follia, e lasciare languire le risorse naturali come il sole e il vento che in Italia potrebbero costituire la prima inesauribile fonte di produzione energetica?”.
Ma per arrivare all’autosufficienza con le rinnovabili ci vuol tempo, onorevole. Nel frattempo che si fa?
“Questa è una bufala raccontata da chi ha sempre guardato con sospetto alle rinnovabili, che possono essere implementate in tempi brevi, se solo si volesse. La verità è che il governo intende trasformare l’Italia in un hub del gas e ipotecare il futuro del Paese, condannando gli italiani a pagare bollette più care e non affrontando la grave questione della crisi climatica”.
In compenso a Dubai Meloni ha annunciato un contributo di 100 milioni, il più alto fra i Paesi del G7, per il fondo “Loss and damage” a favore delle nazioni più povere del pianeta. Neanche su questo è d’accordo?
“Cento milioni, la stessa cifra della Germania, è uno stanziamento irrisorio rispetto a quello che servirebbe. I Paesi più ricchi stanno dimostrando il loro egoismo nei confronti di quelli più poveri che chiedono 400 miliardi. Secondo uno studio pubblicato questa settimana, il ‘Loss and damage’ pesa per 1.500 miliardi di dollari l’anno. Quello della premier è solo fumo per far bella figura in un consesso internazionale e ingannare gli italiani”.
Fumo per coprire cosa?
“Intanto lo scempio di una legge di Bilancio che non cita mai la parola “clima” e infatti destina 12 miliardi al ponte sullo stretto per accontentare Salvini, azzerando nel contempo il fondo sul trasporto pubblico e lasciando il Sud senza ferrovie. Per andare da Siracusa a Trapani, 360 km in totale, si impiegano 12 ore. In questo modo si ferma il rilancio economico e occupazionale del Paese”.
E poi?
“Meloni lavora ad un piano Mattei che è una moderna forma di colonizzazione dell’Africa perché si propone di estrarre gas e trasformare in coltivazioni di biocarburanti un milione di ettari di territorio in un’area dove è più alto il tasso di morte per fame. Una scelta, anche dal punto di vista etico, deprecabile”.
Dalla Cop28 è arrivata anche una spinta al nucleare: la maggioranza di centrodestra sembra propensa a raccogliere la sfida e anche Calenda è favorevole.
“Il nucleare da fissione è energia costosissima, funziona solo con soldi pubblici. Edf, la società francese che gestisce il nucleare, per l’insostenibile debito è stata nazionalizzata. Per realizzare i 40 GW del piano Calenda ci vogliono oltre 440 miliardi di euro. Ma chi li paga? Gli italiani con l’aumento delle bollette? La centrale di Flammavile in Francia è in costruzione dal 2006, i lavori non sono ancora finiti e sino a oggi sono costati 18 miliardi. Le rinnovabili, invece, costano poco e si possono installare rapidamente”.
Quindi vi opporrete?
“Dobbiamo dare subito risposte alle richieste di energia sicura, che non è il nucleare, a basso costo e in grado di contrastare la crisi climatica. Ma sono d’accordo nel sostenere la ricerca sulla fusione nucleare. Il problema è che il governo italiano non ha una seria strategia energetica perché totalmente condizionata dalle lobby del fossile. Non vogliono le rinnovabili perché sole e vento sono fonti energetiche gratuite attraverso le quali ogni cittadino può auto-produrre energia: sarebbe una rivoluzione verde in nome della pace e direbbe stop alle guerre in nome del controllo dei giacimenti di gas e petrolio. Mi pare che Meloni persegua il disegno opposto”.
Nel frattempo la co-portavoce dei Verdi si è dimessa, accusandola di guidare un partito patriarcale in cui lei ha fatto solo la bella statuina. Vuol fare mea culpa?
“Sono addolorato per quanto accaduto, ma l’accusa di patriarcato è falsa e lo dimostrano le tante donne elette in regioni, comuni, municipi e Parlamento. Eleonora avrebbe dovuto avere più rispetto nei confronti della comunità Verde che l’ha accolta e voluto bene: la visibilità non si conquista con le polemiche distruttive, ma con le proposte e le iniziative. Le false accuse danneggiano tutti, a partire da quelle donne che da anni lavorano con convinzione per un progetto verde ed eco-sociale pur essendo fuori dal Parlamento, a differenza di chi ha sollevato accuse ingiuste che fanno brindare la destra”.