Salvini attacca Metsola: “Vuole l’inciucio bis in Ue”. E il governo si spacca
di Emanuele LauriaROMA – Uno, Matteo Salvini, vola a Bruxelles e da lì attacca le istituzioni europee, facendo esplicito riferimento alla presidente del Parlamento Roberta Metsola: “Cerca un nuovo inciucio con le sinistre, come quelli – dice il leader della Lega – che hanno portato l’Ue ai problemi di oggi”. L’altro, Raffaele Fitto, nello stesso momento passeggia al fianco di Metsola, esponente del Partito popolare europeo, che è in visita a Lecce: “Questa presenza – afferma il ministro di FdI e fedelissimo di Meloni – è un’opportunità per spiegare cosa stiamo facendo ma soprattutto cosa dobbiamo fare per il futuro”. Sta tutto in queste dichiarazioni contemporanee il senso della profonda divaricazione che si è aperta nella maggioranza dopo la kermesse dei sovranisti di Identità e democrazia a Firenze.
Dalla convention dell’eurogruppo, cui appartengono la Lega di Matteo Salvini, il Rassemblement national di Marine Le Pen, i tedeschi di Alternative fur Deutschland e gli olandesi di Geert Wilders, so…
ROMA – Uno, Matteo Salvini, vola a Bruxelles e da lì attacca le istituzioni europee, facendo esplicito riferimento alla presidente del Parlamento Roberta Metsola: “Cerca un nuovo inciucio con le sinistre, come quelli – dice il leader della Lega – che hanno portato l’Ue ai problemi di oggi”. L’altro, Raffaele Fitto, nello stesso momento passeggia al fianco di Metsola, esponente del Partito popolare europeo, che è in visita a Lecce: “Questa presenza – afferma il ministro di FdI e fedelissimo di Meloni – è un’opportunità per spiegare cosa stiamo facendo ma soprattutto cosa dobbiamo fare per il futuro”. Sta tutto in queste dichiarazioni contemporanee il senso della profonda divaricazione che si è aperta nella maggioranza dopo la kermesse dei sovranisti di Identità e democrazia a Firenze.
Dalla convention dell’eurogruppo, cui appartengono la Lega di Matteo Salvini, il Rassemblement national di Marine Le Pen, i tedeschi di Alternative fur Deutschland e gli olandesi di Geert Wilders, sono arrivati duri attacchi alla Commissione Ue in un momento delicato in cui il governo di centrodestra è impegnato nella difficile trattativa sul patto di stabilità, e sulle risorse del Pnrr, sul Mes. Salvini non indietreggia, anzi rilancia: “Sono qui oggi a Bruxelles da ministro per evitare una nuova tassa europea, questa volta sui porti italiani”. Il segretario leghista domenica aveva escluso che le distanze in Europa – i tre partiti del centrodestra appartengono a tre gruppi diversi in Europa – possano avere un impatto sulla tenuta del governo. Ma le divergenze restano nette e potranno solo aumentare.
Dentro FdI c’è un’irritazione contenuta a fatica. Lo spartiacque è la posizione sulle crisi internazionali: il sostegno all’Ucraina così come la difesa di Israele, dice il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli facendo riferimento alla linea espressa da Afd a Firenze, “per noi di Fratelli d’Italia è un tema molto sensibile”. “Se qualcuno – aggiunge – è disposto a tacere su Hamas e vuole mettere sullo stesso piano aggressori e aggrediti ci sarebbero delle pregiudiziali sulle alleanze”.
Molto più esplicito lo stop di Forza Italia, che in serata giunge direttamente dal segretario Antonio Tajani, che del Ppe (il partito di Metsola che oggi governa con il Pse in Ue) è vicepresidente: “Salvini è un alleato e può esserlo anche in Europa, ma noi – rimarca Tajani – non faremo mai un’alleanza con Afd e con la signora Le Pen. Questo è noto e non ha nulla che vedere con l’Italia e con il governo. Nessun inciucio, ma dobbiamo dare stabilità all’Europa ed essere realisti”. E Maurizio Lupi, che rappresenta Noi Moderati, ricorda che “l’estrema destra non fa parte della storia del centrodestra italiano, lavoriamo per rafforzare l’asse tra la nostra famiglia dei popolari con i liberali e i conservatori”.
In questa contrapposizione si insinua l’opposizione: “Questa è la grande ipocrisia di Forza Italia: si fanno chiamare liberali, ma in realtà sono solo la foglia di fico del governo più euroscettico che l’Italia abbia mai avuto”, dice il deputato e segretario di Più Europa, Riccardo Magi. “I sodali di Salvini e della Lega in Europa ieri a Firenze hanno definito Ursula von der Leyen ‘malata di mente’ – ricorda Enrico Borghi, capogruppo di Italia viva al Senato – Con il ministro Giorgetti in prima fila, evidentemente pago della sua ambiguità. Ma non è proprio il modo migliore per aprire un negoziato con Bruxelles sulla riforma del patto di Stabilità”.