Porte chiuse per la richiesta di Report: la trasmissione Rai aveva richiesto al Senato un’attestazione di quanto dichiarato da Maurizio Gasparri, in materia di eventuali incompatibilità, nei documenti depositati in occasione della sua elezione. L’inchiesta televisiva delle scorse settimane ha denunciato che l’attuale capogruppo di Forza Italia è presidente dal 2021 della società di sicurezza informatica Cyberealm, ma questa sua attività, sostiene Report, non è stata dichiarata nella documentazione che ogni deputato e senatore deve produrre per stabilire la compatibilità con l'incarico in parlamento.
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La Giunta per le immunità parlamentari all’inizio di novembre, dopo la messa in onda della trasmissione, ha aperto un'istruttoria per far luce sulla vicenda. E ora è arrivato il voto che rigetta la richiesta di documenti avanzata da Report. La maggioranza ha votato contro l'invio della comunicazione, appoggiata da Italia Viva, mentre Pd, M5s e Avs a favore.
La pratica è gestita dal comitato incarichi a guida del Manfredi Potenti (Lega) che avrà il compito di valutare quali documenti acquisire e se avviare eventuali audizioni. La parte più animata intorno all'affaire Gasparri ha riguardato sin dall'incardinamento la richiesta della trasmissione di avere la parte della documentazione che riguarda l’ex vicepresidente del Senato e che, poiché contiene dati sensibili, non è pubblica in tutte le sue parti, ma visibile solo su richiesta.
Sulla vicenda si è registrato oggi uno scontro, con Gasparri che ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di procedere nelle sedi giudiziarie competenti nei confronti della vicepresidente del gruppo M5S, Alessandra Maiorino dopo che quest’ultima in Aula aveva attaccato: “Intervengo dopo il senatore Gasparri, che ancora non si è dimesso. Ha chiarito i suoi interessi nelle commesse di Stato sulla cybersicurezza e coi servizi segreti di Stati esteri?”. E dopo aver citato anche i casi di Santanchè, Delmastro e Sgarbi aveva aggiunto, rivolgendosi a Giorgia Meloni: “Giacché va in Europa, presidente, chieda ai suoi colleghi europei come gestiscono casi analoghi in casa loro. Si faccia spiegare come si sta con onore e disciplina al governo di una nazione europea”. Una querela, Gasparri ha fatto sapere di valutarla anche per Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, al quale il senatore contesta di aver “diffuso il video in cui una senatrice del Movimento 5Stelle fa affermazioni diffamatorie nei suoi confronti”.