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Fedriga: “Autonomia prima del premierato. Draghi è una risorsa per il nostro Paese”

Massimiliano Fedriga

 (ansa)

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Il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia: “Abbiamo aumentato la spesa produttiva e ottimizzato le risorse nella Sanità. Puntiamo sulle politiche per la famiglia” contro la denatalità
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La legge che introduce il premierato, uno dei punti centrali del programma di Giorgia Meloni, ha cominciato il suo viaggio in Senato conquistando ampio spazio sui media. L’Autonomia differenziata cara alla Lega sembra passata in secondo piano.

“Premierato e autonomia - dice Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni - sono due riforme che si integrano bene ma hanno tempi diversi. Una ha bisogno di una doppia lettura da parte delle Camere, l’altra ha una procedura ordinaria e necessita solo di decreti attuativi. Mi sembra che l’Autonomia possa giungere in porto prima”.

Ne prevede un’approvazione già nel 2024?

“Beh, immagino proprio che l’anno prossimo divenga realtà. Intanto c’è il lavoro importante della commissione che si occupa dei Lep, i livelli essenziali di prestazione. Si è spacciata una visione delle cose ben lontana dalla realtà: i Lep vanno fatti a prescindere, occorre garantirli per offrire uno standard di pre…

La legge che introduce il premierato, uno dei punti centrali del programma di Giorgia Meloni, ha cominciato il suo viaggio in Senato conquistando ampio spazio sui media. L’Autonomia differenziata cara alla Lega sembra passata in secondo piano.

“Premierato e autonomia - dice Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni - sono due riforme che si integrano bene ma hanno tempi diversi. Una ha bisogno di una doppia lettura da parte delle Camere, l’altra ha una procedura ordinaria e necessita solo di decreti attuativi. Mi sembra che l’Autonomia possa giungere in porto prima”.

Ne prevede un’approvazione già nel 2024?

“Beh, immagino proprio che l’anno prossimo divenga realtà. Intanto c’è il lavoro importante della commissione che si occupa dei Lep, i livelli essenziali di prestazione. Si è spacciata una visione delle cose ben lontana dalla realtà: i Lep vanno fatti a prescindere, occorre garantirli per offrire uno standard di prestazioni uguali sul territorio”.

La domanda è: perché non sono stati fatti prima?

“Non lo so ma è una cosa grave: in questi anni è mancato un monitoraggio sulle differenze fra i servizi minimi offerti ai cittadini, dai trasporti al sociale, nelle diverse regioni d’Italia. L’Autonomia può spingere questo processo, può offrire livelli virtuosi a tutti”.

Gli amministratori del Sud non hanno lesinato i dubbi.

“Io credo che nelle Regioni del Sud l’Autonomia sia un bene e rappresenti l’occasione per dimostrare quanto siano virtuose. Lo abbiamo visto anche durante la pandemia. La novella per cui il Mezzogiorno non sarebbe all’altezza di una riforma in senso autonomista è umiliante per il Sud stesso e soprattutto non vera”.

Torniamo alla riforma costituzionale: da quando è stata approvata in Cdm, è stata bocciata quasi unanimamente dai giuristi.

“Invece a me piace molto. È un progetto con cui si sceglie il governatore d’Italia. Quando si è fatta la legge sull’elezione diretta dei presidenti di Regioni, si pensava proprio a una sperimentazione per le Politiche. Le Regioni sono forti non perché siamo un manipolo di geni ma perché abbiamo stabilità e possiamo programmare. Nei tavoli internazionali i leader degli altri Paesi ogni volta si girano e si chiedono: chi arriva ora dall’Italia?”.

Che ne pensa del terzo mandato per i governatori? Schlein e i vostri alleati di FdI sono contrari.

“Io sono favorevole. Il governatore e il sindaco rappresentano le uniche cariche elette direttamente dai cittadini. Non mi sembra logica la norma che pone un tetto e sottrae a quei cittadini la possibilità di esprimersi su una conferma o meno di chi ha amministrato. Il problema è che qualsiasi legge elettorale, in Italia, è influenzata dai sondaggi del momento: è un errore che abbiamo fatto anche noi, determina instabilità”.

Che ne pensa dell’ipotesi che Draghi vada a guidare la commissione europea?

“Draghi è un valore aggiunto per l’Italia, ha autorevolezza e spessore, può portare avanti gli interessi del Paese. Dopodiché, non compete a me stabilire in quale ruolo”».

L’Ue è chiamata a rivedere il patto di stabilità, l’Italia ha minacciato il veto. In che modo la congiuntura condiziona le Regioni?

“In Friuli Venezia Giulia, abbiamo appena approvato un bilancio molto importante con un aumento della spesa produttiva: 600 milioni in più su un totale che adesso sfiora i 6 miliardi. L’obiettivo è ottimizzare le risorse in settori come la Sanità, dove il cambio di offerta deve essere legato al territorio, rafforzare il tessuto produttivo e puntare sulle politiche della famiglia, per contrastare la denatalità”.

Ormai sembra un must del centrodestra.

“Guardi, un Paese può avere le proprie imprese in crescita ed elevata produzione, ma se non si fanno figli destinato a morire. Noi abbiamo scelto di dare aiuti per gli asili nido e materiali scolastici, finanziamenti per borse di studio e alloggi anche a chi ha redditi Isee medi, fino a 50 mila euro. Abbiamo stanziato più del triplo di quanto faceva la sinistra. Dico con discreta certezza che la nostra Regione è la più avanzata sulle politiche per la famiglia”.

Il 2022 è stato anche l’anno del boom turistico dopo il Covid. Ora che succede?

“La nostra è una Regione piccola e meno conosciuta rispetto ad altre eppure siamo andati in controtendenza: il turismo quest’anno è cresciuto del 2 per cento, contro un calo dell’1,4 nel resto d’Italia. Anche per la stagione invernale abbiamo scommesso sulla montagna, mantenendo prezzi bassi a fronte di un’offerta di qualità. Cerchiamo di sfruttare un momento felice, di consolidarci malgrado le incertezze internazionali all’orizzonte”.

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