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La maggioranza salva Gasparri: “Nessuna incompatibilità sulla società di cybersecurity”. Protestano i 5S. Iv voterà col governo

Maurizio Gasparri, capogruppo Forza Italia al Senato

 (ansa)
La Giunta per l'immunità del Senato pronta ad archiviare il potenziale conflitto d’interesse del senatore di Forza Italia, finito nel mirino di Report per non aver dichiarato il suo ruolo di presidente di Cyberealm
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La Giunta per l'immunità del Senato, presieduta dal dem Dario Francechini, si appresta a salvare Maurizio Gasparri. Domani l’organo di Palazzo Madama darà seguito all’esito della sottocommissione chiamata a valutare la presunta incompatibilità tra la carica di senatore e quella di presidente di Cyberealm, agenzia specializzata in sicurezza informatica. Il verdetto è già scritto e porta la firma della maggioranza, pronta ad ‘assolvere’ insieme a Italia Viva il colonnello forzista e a chiudere la questione prima di Natale con un verdetto-lampo che verrà pronunciato durante la seduta convocata in fretta e furia per domani.

L’esito, del resto, è già scritto: ieri la sottocommissione, presieduta dal leghista Manfredi Potenti, ha messo nero su bianco la compatibilità del capogruppo di Forza Italia con la sua carica di presidente di Cyberealm. Il motivo: non ci sarebbero elementi che facciano presumere che l'azienda abbia rapporti con la pubblica amministrazione. Niente conflitto di interess…

La Giunta per l'immunità del Senato, presieduta dal dem Dario Francechini, si appresta a salvare Maurizio Gasparri. Domani l’organo di Palazzo Madama darà seguito all’esito della sottocommissione chiamata a valutare la presunta incompatibilità tra la carica di senatore e quella di presidente di Cyberealm, agenzia specializzata in sicurezza informatica. Il verdetto è già scritto e porta la firma della maggioranza, pronta ad ‘assolvere’ insieme a Italia Viva il colonnello forzista e a chiudere la questione prima di Natale con un verdetto-lampo che verrà pronunciato durante la seduta convocata in fretta e furia per domani.

L’esito, del resto, è già scritto: ieri la sottocommissione, presieduta dal leghista Manfredi Potenti, ha messo nero su bianco la compatibilità del capogruppo di Forza Italia con la sua carica di presidente di Cyberealm. Il motivo: non ci sarebbero elementi che facciano presumere che l'azienda abbia rapporti con la pubblica amministrazione. Niente conflitto di interessi, dunque. E soprattutto niente incompatibilità.

Il capogruppo di FI avrebbe fin da subito dovuto dichiarare e rendere pubblico il suo incarico. Ma c’è di più: come denuncia l'opposizione, nella memoria depositata lunedì in Giunta dallo stesso Gasparri emergerebbe come il senatore non abbia tenuto una condotta propriamente trasparente. In primo luogo perché - a differenza di quanto dichiarato all’indomani dell'inchiesta uscita su Report - il senatore di fatto svolge formalmente ruoli di gestione in quanto presidente della società, ma soprattutto perché a lui è attribuito il ruolo di curare per conto dell'azienda i rapporti istituzionali con gli enti pubblici.

Tutti elementi che per la sottocommissione non presentano vizi di incompatibilità, in quanto Cyberealm non risulta essere tra le aziende che offrono servizi allo Stato o alla pubblica amministrazione. Al contrario, secondo il Movimento 5 stelle, la funzione che Gasparri svolge per conto della società non sarebbe altro che attività di lobbying. Di più: i pentastellati sostengono che la decisione della Giunta creerebbe un precedente “gravissimo”, in quanto si autorizzerebbe un eletto a svolgere attività di rappresentanza di interessi durante il mandato parlamentare.

“Con il voto di domani la giunta potrebbe minare dalle fondamenta il principio di imparzialità. In futuro potrebbe essere consentito fare contemporaneamente il parlamentare ed il lobbista per una società privata. Ci opporremo in ogni modo”, dice a Repubblica il 5 stelle Ettore Licheri. Una tesi, quella del pentastellato, accreditata dal fatto che Gasparri da sentore si sarebbe più volte occupato più cybersicurezza, presentando - come raccontato dal Fatto - due emendamenti sul tema: il primo (poi bocciato) in commissione Bilancio e il secondo (accolto) in Vigilanza Rai e entrato nel contratto dii servizio della tv pubblica.

“Con questa maggioranza - aggiunge Licheri - i conflitti di interesse non si contano più e la questione morale è stata definitivamente seppellita”. Protesta anche il Pd, che tramite Alfredo Bazoli parla di “conflitto di interessi”. Secondo Ilaria Cucchi, senatrice di Avs, in ballo c’è “prestigio dell'Istituzione". L’unico partito pronto a smarcarsi dal resto dell'opposizione è Italia Viva. Ivan Scalfarotto, unico eletto renziano presente in Giunta, annuncia a Repubblica il sì alla relazione che assolve Gasparri: “Attacchiamo Gasparri sulla politica ma non violiamo la legge per fargli un torto. Gasparri è quanto di più lontano da me, ma su questa vicenda la legge gli dà ragione”.

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