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Gasparri salvato dalla giunta per l’immunità del Senato. Scontro con Schlein

Maurizio Gasparri

 (ansa)
Arriva il verdetto: la maggioranza dichiara l’assenza di incompatibilità per il ruolo in una società di cybersecurity. M5S: “Precedente pericolosissimo”. La segretaria dem attacca, il senatore forzista minaccia querele
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La Giunta per le immunità salva Maurizio Gasparri. Secondo l’organo del Senato la carica di presidente di Cyberealm, ricoperta dal senatore azzurro, è compatibile con il suo ruolo di parlamentare. È l’esito della votazione che si è tenuta a Palazzo Madama e che ha visto l’inedito (ma non troppo) asse tra centrodestra e Italia Viva ‘assolvere’ il colonnello forzista dalle accuse di incompatibilità. Le opposizioni protestano: il Movimento 5 stelle parla di “precedente pericolosissimo”, Avs chiede le dimissioni e il Pd, tramite la segretaria Elly Schlein, esorta a Gasparri a fare chiarezza sottolineando il “potenziale conflitto di interessi”.

Con il voto la Giunta, presieduta dal dem Dario Franceschini, ha confermato l'orientamento già emerso nei giorni scorsi dalla sottocommissione convocata per esaminare il caso sollevato da un’inchiesta Report. In sostanza, l'oggetto della contestazione è il duplice ruolo di Gasparri: senatore e presidente di una società che si occupa di sicurezza inf…

La Giunta per le immunità salva Maurizio Gasparri. Secondo l’organo del Senato la carica di presidente di Cyberealm, ricoperta dal senatore azzurro, è compatibile con il suo ruolo di parlamentare. È l’esito della votazione che si è tenuta a Palazzo Madama e che ha visto l’inedito (ma non troppo) asse tra centrodestra e Italia Viva ‘assolvere’ il colonnello forzista dalle accuse di incompatibilità. Le opposizioni protestano: il Movimento 5 stelle parla di “precedente pericolosissimo”, Avs chiede le dimissioni e il Pd, tramite la segretaria Elly Schlein, esorta a Gasparri a fare chiarezza sottolineando il “potenziale conflitto di interessi”.

Con il voto la Giunta, presieduta dal dem Dario Franceschini, ha confermato l'orientamento già emerso nei giorni scorsi dalla sottocommissione convocata per esaminare il caso sollevato da un’inchiesta Report. In sostanza, l'oggetto della contestazione è il duplice ruolo di Gasparri: senatore e presidente di una società che si occupa di sicurezza informatica, la Cyberealm. La Giunta dunque era chiamata a valutare la compatibilità dei due ruoli nel solco della legge 60 del 1953, secondo cui gli eletti non possono assumere cariche in enti che gestiscono “servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della Pubblica amministrazione”.

Per la Giunta, grazie al voto della maggioranza allargata a Iv, non ci sono irregolarità: la società presieduta da Gasparri non intratterrebbe alcun rapporto con il settore pubblico. Su questo punto l'opposizione avrebbe voluto approfondire, ma la richiesta è stata prontamente respinta dal centrodestra. Per i dem Alfredo Bazoli e Anna Rossomando, prima del giudizio finale sarebbe stata necessaria “un'integrazione istruttoria per avere un quadro più chiaro e completo dell'assetto societario di cui fa parte la società che il senatore Gasparri presiede”. Niente da fare. Ma c'è un altro punto che viene contestato al colonnello azzurro e riguarda il ruolo di rappresentate interessi che Gasparri, secondo quanto emerso dal lavoro della sottocommissione, ricomprerebbe per conto della società.

In quanto presidente, dunque, gestirebbe anche i rapporti istituzionali con enti pubblici. Un funzione che per il M5S equivale a svolgere attività lobbying: ''Oggi viene messo nero su bianco il fatto che un senatore della Repubblica possa contemporaneamente fare il lobbista per una società privata”, accusa il capogruppo 5 Stelle Stefano Patuanelli, che aggiunge: “Siamo di fronte a un precedente pericolosissimo per le nostre istituzioni e per l'assetto della democrazia”. Un'accusa respinta dal capogruppo forzista in Giunta, che accusa i pentastellati di demagogia e difende il collega azzurro: “Niente lobbismo, niente conflitto di interesse. Niente di niente, come già era chiaro fin dall'inizio”.

Ma la decisione infiamma le opposizioni. Protesta il Pd che per bocca di Schlein parla del comportamento di Gasparri come di un “fatto clamoroso" e chiede all'esponente di FI di “dismettere” la partecipazione nella società. “Lui era nella scorsa legislatura presidente dell'organo che oggi si è espresso, le regole le conosce", rilancia la leader dem. A Gasparri infatti viene contestato anche il fatto di non aver dichiarato la carica in Cyberealm come prevede il regolamento del Senato, secondo cui “entro trenta giorni dalla proclamazione o dalla nomina i senatori sono tenuti a trasmettere alla Giunta l'elenco di tutte le cariche ed uffici a qualsiasi titolo ricoperti”. “Ha mentito e non è stato trasparente riguardo all'incarico”, attacca ancora la leader dem. Gli risponde il diretto interessato, che tramite una nota al vetriolo diffusa dal suo ufficio stampa smentisce di avere partecipazioni nell'azienda e chiede alla segretaria “correggere le sue parole”. Altrimenti - avverte - ne risponderà “in sede civile”.

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