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Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi

 (ansa)

Piantedosi: “Acca Larentia? Vietare è meno proficuo che osservare. Ma quanto accaduto suscita indignazione”. Le opposizioni contro La Russa. Weber (Ppe): “In Europa non c’è spazio per il saluto fascista”

Il ministro dell’Interno sulla manifestazione del 7 gennaio. Domani Schlein interviene al question time alla Camera. Dal Pd al M5S: “Il presidente del Senato si dissoci”

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"Vietare e non osservare si è rilevato meno proficuo", dice il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi commentando la manifestazione in via Acca Larentia. "Non vi è dubbio" che quanto accaduto “suscita indignazione, è contrario alla nostra cultura acquisita. E l'indignazione è trasversale", continua il titolare del Viminale riferendosi alle braccia tese dei militanti di estrema destra davanti all’ex sede per commemorare i militanti del Fronte della gioventù uccisi 46 anni fa.

La commemorazione di Acca Larentia, ha ricordato Piantedosi in audizione alla Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, “si tiene da anni con le stesse modalità e, in passato, con una partecipazione addirittura più grande. Se si guardano i numeri forniti dalla questura di Roma si potrebbero addirittura dire in calo ma questo non toglie il valore o il disvalore delle immagini viste". Il ministro ha ricordato anche le manifestazioni pro Palestina, mai vietate in Italia a differenza di quanto avvenuto in Francia ricordando anche "l'osservazione della polizia su come si stiano posizionando le posizione estreme nel mondo della radicalizzazione politica" che conferma come "l'estrema destra e l'estrema sinistra convergono su un favore preconcetto alla causa palestinese e uno sfavore alla causa storica di Israele".

Intanto una condanna della vicenda è arrivata dal leader del Ppe, Manfred Weber. "In Europa non c'è posto per il saluto fascista e noi lo condanniamo con la massima fermezza. Siamo pienamente d'accordo e accogliamo con favore la chiara posizione assunta dal vice primo ministro Antonio Tajani su questo tema", ha dichiarato Weber.

Domani Elly Schlein interverrà al question time alla Camera e chiederà al ministro dell'Interno di chiarire a proposito di "fenomeni di fascismo che non vengono contrastati dal governo" dopo quanto accaduto alla commemorazione a via Acca Larentia.

Intanto, fanno discutere le dichiarazioni rilasciate ieri a Repubblica dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, sui saluti romani ad Acca Larentia. “FdI come partito è estraneo a certe manifestazioni. Una cosa è l'apologia di fascismo, una cosa è la ricostituzione del partito fascista, un'altra è la commemorazione di deceduti". Il Pd insorge. "Viva l'italia antifascista! Noi non abbiamo dubbi a differenza della seconda carica dello Stato Ignazio La Russa. I saluti romani di Acca Larentia sono apologia di fascismo. Che dice la presidente del consiglio Giorgia Meloni?", chiede su X Sandro Ruotolo, responsabile memoria nella segreteria nazionale dem. Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti del Pd, aggiunge: “Davvero il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, ritiene giustificabile il saluto romano? Ma dove siamo finiti? Dopo il silenzio-assenso di Meloni, La Russa sdogana il saluto fascista. È stato superato ogni limite". "La Russa attende la Cassazione – scrive sui social il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro Andrea Orlando – Scemi noi che pensavamo fosse stato sufficiente il 25 Aprile del '45". Il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della commissione Affari costituzionali, aspetta le parole di Meloni: "Tajani sui saluti romani di via Acca Larenzia: ‘Fi è antifascista. L'apologia di fascismo è vietata dalla legge’. Ma La Russa: ‘Dubito che ci sia un reato’. Dissonanze non da poco. Dovrebbe parlare Giorgia Meloni. Che però tace: sugli argomenti ostici è cintura nera di mutismo".

E anche il dem Emanuele Fiano commenta: “Insomma sostanzialmente il presidente del Senato La Russa dice che aspetta una sentenza della Consulta per esprimersi sul valore di mille saluti romani, alzati durante una cerimonia commemorativa dei morti di Acca Larentia uccisi in un esecrabile agguato da esponenti dell'estrema sinistra. Però questo è veramente inaccettabile sotto il profilo della coerenza politica. Perché furono proprio loro, FdI, e lui in particolare, tra i più accaniti oppositori al mio progetto di legge, che voleva proprio chiarire questo punto, e che approvammo solo alla Camera", aggiunge Fiano. "Oggi quel gesto peraltro richiamato dalla Legge Scelba, è difficilmente punito, almeno che non sia riconducibile al progetto di riorganizzazione del disciolto Partito fascista, come richiamato dalla Costituzione, cosa che non succede quasi mai. Ma bastava approvare quella Legge, che stabiliva che sempre l'apologia del fascismo va punita, perché noi, Repubblica italiana, ripudiamo quel movimento politico e le sue idee, perché esso fu un crimine e non un'idea, e dunque se tu compi gesti che esaltano quel crimine ne stai facendo un'apologia. In Germania tutto questo è pacifico, da noi tocca ancora scandalizzarci, e la seconda carica dello Stato, per esprimere un parere su quel gesto che si richiama a quel regime aspetta ancora una sentenza. Per me e per noi la sentenza l'ha già data la storia". “Noi come partito democratico – dice Walter Verini, senatore del Pd – abbiamo depositato una proposta di legge per introdurre l'apologia di fascismo come aggravante della Mancino, svincolandola dalla ricostituzione del partito fascista, che difficilmente è accertabile e legandola come aggravante. La proposta - spiega il parlamentare, capogruppo dem in commissione Antimafia - è stata depositata a inizio legislatura, e ricalca pari pari quella già presentata nella scorsa legislatura con Emanuele Fiano alla Camera (il cosiddetto ddl fiano, ndr). Qui in Senato hanno aggiunto le firme anche le altre opposizioni: talia viva con Scalfarotto, colleghi di M5S e Verdi sinistra. Nella scorsa legislatura non siamo riusciti ad approvarla, ci riproviamo. Definirla come aggravante della Mancino evita ogni interpretazione fuorviante”

Per il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli: "Il presidente del Senato La Russa confonde la commemorazione di persone decedute con la celebrazione di valori e gesti chiaramente legati al fascismo, ma questo è inaccettabile. Il saluto romano è fuori legge, fuori dai valori costituzionali ed è gravissimo che il presidente del Senato non lo capisca e lo consideri una semplice espressione di ricordo, perché stiamo parlando di gesti che prefigurano l'apologia di fascismo”. Ma per Bonelli è ancora più grave “che la premier non abbia ancora detto nulla e preso le distanze dalla manifestazione fascista dell'altro giorno".

Le parole di Ignazio La Russa su Acca Larentia, osserva il segretario di +Europa, Riccardo Magi, “lasciano stupefatti e sottolineano di nuovo come sia totalmente inadeguato a ricoprire il ruolo di presidente del Senato. Mette avanti la Cassazione l'avvocato La Russa che si affida alle sentenze per capire se il saluto romano si può fare oppure no. Pensavamo che la seconda carica dello Stato difendesse la Costituzione che ripudia il fascismo e non che si mettesse a misurare quanto erano tese quelle braccia. Ancora una volta, La Russa ha perso l'occasione di prendere le distanze da un passato di cui l'Italia dovrebbe vergognarsi invece che averne nostalgia".

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